Spettacolo e sofferenza, reazione ed errori

L’Atalanta ha tirato in porta 11 volte e battuto 11 calci d’angolo. In appena sei partite, l’Inter è arrivata a 20 gol, ma stasera potrebbe ritrovarsi addirittura quarta (se la Roma vince il derby) e a quattro punti dalle vetta, a conferma del fatto che i campionati si vincono innanzitutto in difesa.

A fine stagione, questo Inter-Atalanta potrà essere celebrato come una delle partite più belle del campionato: “uno spot per la Serie A”, giocata all’arrembaggio dall’una e dall’altra, con capovolgimenti emozionanti, gesti tecnici meravigliosi (Lautaro al volo, Malinovskyi alla Recoba), errori provocati dall’asfissia, pali e traverse, eccetera. Questa Inter sa essere spettacolare, questa Atalanta sta tornando a proporre un grande calcio.

Di nuovo, l’Inter non ha saputo gestire il vantaggio (come a Marassi, dove avvenne due volte), e questo è un peccato mortale. Ma i nerazzurri sono stati capaci di recuperare una situazione che pareva compromessa, arrivando a sfiorare una vittoria che sarebbe stata meritata quanto beffarda. E viceversa.

Che la difesa titolare subisca sempre almeno un gol, dev’essere motivo di riflessione. Ci sono similitudini con la stagione scorsa. Anche l’Inter di Conte cominciò palesando problemi difensivi: dopo dodici partite aveva già subito 20 gol, riuscendo a tenere la porta inviolata solo in due occasioni. Poi il rendimento salì esponenzialmente, anche perché i primi inciampi erano coincisi con il Covid di Skriniar e l’infortunio di Bastoni: quest’anno non ci sono “scuse”.

Quando si pensa a Lukaku, si dimentica quanto fosse importante per la fase difensiva. L’Inter di Conte attaccava con meno uomini e si esponeva meno alle ripartenze, perché il gigante belga reggeva la doppia marcatura e faceva salire la squadra. Non dimentico le fantastiche ripartenze di Hakimi, ma temo avesse ragione chi sosteneva che avremmo avvertito terribilmente l’assenza di Eriksen. Il motivo è evidente: quando Brozovic non azzecca la partita, l’Inter va sempre in difficoltà. Era stato l’ingresso del danese a dare ossigeno al centrocampo, senza compiere giocate eccezionali, grazie all’accorta gestione dei ritmi e alla tecnica nel controllo palla. Senza Eriksen, tutta l’Inter diventa più frenetica e meno intelligente.

Va detto che Calhanoglu non sta rendendo quanto sperato, Barella è già al quinto assist ma non sarà mai un centrocampista ordinato, De Vrij sembra in ritardo di condizione, dunque Brozovic deve stare in campo anche nelle giornate di luna storta, quando gli avversari lo sfiancano con il pressing e ai laterali arrivano palloni solo spalle alla porta.

Dal punto di vista tattico, Gasperini ha creato difficoltà a Inzaghi giocando con una sola punta e vari incursori. A parte Malinovskyi (male Skriniar, come spesso accade con questo genere di avversari), abbiamo assistito a tiri da fuori area di De Roon, Maehle e altri, senza che nessuno andasse a disturbarli. Sembrava un tiro a segno. Non si vedevano contromisure. Poi, Handanovic ci ha messo del suo, e nessun difensore è stato così reattivo da anticipare Toloi: forse, a portieri invertiti, ieri si sarebbe vinto.

Parlare di Dimarco che va sul dischetto del rigore, significa riaprire il “file Lukaku”: quale sarebbe il rigorista della squadra? Di quelli che erano in campo al minuto 85, io avrei scelto Dzeko, che pure nella Roma non li batteva da anni, ma ha l’esperienza per reggere la tensione. Certo, Dzeko non può essere il rigorista designato, ma Lautaro e Sanchez hanno sbagliato gli ultimi che hanno tirato, il turco era già uscito, alcuni non si sono mai trovati sul dischetto… Se in qualche coppa ci trovassimo alla “lotteria dei rigori”, non ci sarebbe da stare allegri.

9 Responses to Spettacolo e sofferenza, reazione ed errori

  1. Rudi, concordo pienamente con te sul fatto che ci manchi tremendamente Eriksen. Il danese dava una mano fondamentale a Brozovic in costruzione, cosa che non è nelle corde di Calhanoglu, che, di suo, sta avendo un rendimento inferiore alle attese.
    Sul rigore, la scelta di Dimarco mi sembrava giusta, visto che ha un buon piede, ma avevo dei dubbi sulla capacità di reggere la tensione, dato che non ha, ancora, l’esperienza necessaria.
    Credo che possiamo essere ancora competitivi e spero si riesca a superare i problemi di tenuta difensiva e di precisione e lucidità negli appoggi.

  2. Massimo Marcotullio says:

    Analisi condivisibile.
    Io come ti ho detto mi tengo il terzo posto anche dopo 38 giornate. Non valiamo di più: se un rigore a 5 minuti dalla fine lo deve tirare un terzino di riserva vuol dire che manca personalità ai vari Dzeko, Brozovic (non mi sorprende) e Barella (mi sorprende).
    Se Gasperini non avesse tolto Malinovsky non l’avremmo ripresa, anche l’anno scorso fece lo stesso errore.
    La nostra fragilità difensiva oltre che in campionato purtroppo la pagheremo cara in CL: in Europa si attacca di più e noi 1 o 2 gol li prendiamo sempre, per vincere dobbiamo farne 3 o 4 di gol e non è sempre semplice.
    Handanovic non lo contesto per gli errori tecnici (ieri Chalanoglu Lautaro Peresic e soprattutto Dzeko ne hanno fatti di peggiori) ma per l’insicurezza che genera nel momento in cui ci chiudiamo nella nostra area sotto la pressione avversaria.

    • luigi says:

      Il rigore lo ha tirato Dimarco su ordine della panchina: il pallone ce l’aveva Perisic. Ma Inzaghi non è Mourinho, che dice a Pandev di tirare una punizione e quello segna; e forse avrebbe dovuto rispettare la scelta che avevano fatto i calciatori in campo.
      Così invece ha sfiduciato Perisic, che non l’avrà presa bene, e indotto Dimarco all’errore: e c’è da sperare che non gli restino scorie, perché sbagliare il primo rigore che calci sotto la curva dove andavi fin da bambino è roba che, emotivamente parlando, può ammazzare un cavallo.

  3. brex67 says:

    Non puoi scegliere come rigoristi principali Lautaro e Chalanoglou che poi sostituisci regolarmente. Devi avere un piano B ed è evidente che ieri non c’era.
    Come l’anno scorso non possiamo regalare il trequartista. Con Vecino Barella Brozovic o Gagliardini Barella Brozovic abbiamo più equilibrio e protezione in difesa.
    Ieri come ha Firenze sono stati sbagliati appoggi elementari

  4. Non ho verificato, ma ho letto che Dzeko avrebbe sbagliato 10 rigori su 21 calciati in carriera…come per Sanchez lo scorso anno, per me dovrebbe esserci una gerarchia di partenza che nessun protagonismo o intuizione dalla panchina dovrebbero poter cambiare.

  5. willerneroblu says:

    Fondamentalmente hai ragione,poi guardiamo i numeri e abbiamo 3 punti in più dell’anno scorso e abbiamo preso 3 gol in meno….certo ogni campionato fa storia a se..a proposito,alla medesima giornata ,lo scorso campionato,avevamo fatto 2-2 col Parma in casa…….

  6. Bruno Sala says:

    Buongiorno Rudi,

    hai ragione sulla solidita’ difensiva decisamente peggiore rispetto alla seconda parte dell’anno scorso. Non capisco pero’ se dipenda piu’ dal posizionamento (mi pare che Conte facesse stare la squadra qualche metro piu’ bassa ma soprattutto “raccolta” in meno metri, mentre Inzaghi fa coprire piu’ spazio anche se non pressa alto come l’Inter di Spalletti), o piu’ da una minore attenzione individuale (credo che Conte fosse un bel gatto attaccato ai maroni, a differenza di Inzaghi).

    Probabilmente a portieri invertiti avremmo vinto ma stavolta mi pare che gli errori di Handa non siano clamorosi: il primo gol non lo prende neppure Batman (e Skinjar non prova nemmeno a chiudere), sul secondo bolide ha respinto male ma non era facile, sull’eventuale terzo sì mezza papera ma peggio di lui il marcatore di Piccoli (De Vrij?) che lo lascia girare e tirare in un metro.

    E Lukaku rigorista era un grande lusso… 6-7 punti in piu’ credo.

  7. piero72 says:

    A portieri invertiti, certo, ma soprattutto a mezzala sinistra invertita. Il turco è spendibile solo contro avversari come il Genoa alla prima giornata.

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