Lingue slave, problemi di equilibrio, Kiev di nuovo decisiva

Leggo paralleli improbabili: il Napoli di Spalletti come la Roma di Rudi Garcia… Il Napoli è molto più forte di quella Roma e non avrà a che fare con una Juve formidabile, in campo e fuori.

Altro paragone: i problemi difensivi dell’Inter di Inzaghi somiglierebbero a quelli dell’Inter di Conte… Le differenze sono sostanziali: Conte aveva scelto di difendere “alto” e faceva turn-over, finché arrivò ad abbassare il baricentro e a rendere intoccabile il trio titolare; al contrario, Inzaghi ha sempre schierato quel trio e non ha un Lukaku che consenta alla squadra di starsene bloccata quei pochi, fondamentali secondi in più, prima di sprintare verso l’area avversaria. Rivedendo i gol subiti da Samp, Atalanta e Real, la difesa dell’Inter era sempre schierata. Schierata male.

Il titolo richiede una spiegazione: Samir Handanovic, Milan Skriniar, Marcelo Brozovic, Ivan Perisic, Edin Dzeko (e anche Aleksandr Kolarov) pur venendo da paesi diversi, sono accomunati da lingue e culture d’origine slava. Nessuna squadra di Serie A dipende tanto dal rendimento degli slavi. Per mille motivi – a volte confinanti con il razzismo – si tende ad attribuire agli slavi un’incostanza di rendimento, un’umoralità da alti e bassi. Mi pare chiaro che se questo nucleo – molto legato anche fuori dal campo – va in sofferenza, la rosa non offre soluzioni alternative.

Fatico a comprendere l’accanimento dei tifosi verso Handanovic e Calhanoglu. Evidente che il loro rendimento non sia all’altezza delle aspettative. Ma il turco è appena entrato in un nuovo sistema di gioco, gli si chiede di coprire una più larga porzione di campo, lo si confronta con l’ultimo Eriksen. Quanto allo sloveno, al netto di ogni discorso sulla riconoscenza, che nel calcio non esiste, diventa colpevole anche del fatto che Piccoli (non Haaland), si smarchi fra tre nostri difensori con una facilità irrisoria. Tre giorni dopo le parate con la Fiorentina, Handanovic torna a essere un brocco, e nessuno si chiede cosa stessero facendo Skriniar sul primo gol e De Vrij sul secondo. Persino su Dzeko leggo apprezzamenti ai limiti dell’insulto: strano che Inzaghi, invece, lo tenga in campo fino a spremerne l’ultima goccia.

L’autolesionismo di certi tifosi – deridere un proprio calciatore è autolesionismo, non esercizio della critica – mi spinge a essere pessimista sulla stagione in corso. Del resto, la rosa ha problemi che mi paiono insolubili e gli unici margini di miglioramento mi sento di attribuirli a Dumfries. In sette partite, l’Inter ha subito gol da sei squadre, ha concesso tantissimi tiri a Samp, Fiorentina e Atalanta, è stata costretta a rimontare in ben quattro occasioni (riuscendoci in tre), si è fatta rimontare tre volte… La solidità contiana è un lontano ricordo. Ma poi penso che per segnare il 2-2 all’Atalanta, sette calciatori dell’Inter stavano nei venti metri d’attacco, con Conte questo non l’ho mai visto.

Lo Shakhtar, come tutte le squadre di De Zerbi, cerca il possesso palla e manovra con molti uomini. Anche per loro è una serata da dentro o fuori. Stavolta non finirà 0-0. Li ho visti eliminare il Monaco con tanta, tanta, tanta fortuna, ma è passato un mese, nel loro campionato si sono già disputate nove partite, De Zerbi avrà avuto modo di farsi capire: sono secondi, alle spalle della Dinamo Kiev di Lucescu, ma hanno appena stravinto la Supercoppa, rifilando un 3-0 alla Dinamo (doppietta di Traoré e gol di Patrick).

Mi piacerebbe che a Dimarco fosse concessa subito un’altra opportunità, e se Vecino si facesse preferire a Calhanoglu, nessun problema. Capitasse un calcio di rigore nell’ultimo quarto d’ora, lo farei battere a Dzeko, nonostante le sue pessime statistiche.

Avessimo pareggiato con il Real, si potevano fare altri ragionamenti: stasera l’Inter è chiamata a vincere, senza alternative. Per i soldi, per il prestigio, per scongiurare l’Europa League.

20 Responses to Lingue slave, problemi di equilibrio, Kiev di nuovo decisiva

  1. piero72 says:

    Rudi fai conto che allo stadio contro il Bologna ho sfiorato la rissa verbale con un tifoso nerazzurro assolutamente offensivo verso Samir (per difendere Recoba col Basilea fini invece a male parole). Su Chalanoglou nutro dubbi sul fatto che sia un giocatore tattico-sostenibile per questa squadra. Se per gennaio non c’è sicurezza attorno a Sensi bisogna trovare un versatile a metacampo. Non faccio nomi non sapendo i margini di manovra di Ausilio. Ragiono in termini esclusivamente di campionato che possiamo bissare. l’importante in questo momento è rimanere in scia delle due lepri. Tra le tre (la juventus se non inietta due elementi in mediana non penso possa rientrare) forse siamo quelli che possono migliorare di più

  2. Marco Denti says:

    Sottoscrivo parola per parola. Devo dire che mi sta stupendo positivamente Inzaghi, pensavo avesse più problemi di rodaggio, se non sbaglio dopo 6 giornate sta facendo meglio di Conte al secondo anno. Inoltre, parlando della partita con l’Atalanta, una mossa come Di Marco per Bastoni per guadagnare superiorità a sx (mossa decisiva per il pareggio), a Conte non l’ho mai vista fare (ricordiamoci che lasciò Eriksen a marcire in panchina in finale EL…).
    Se a Luglio mi avessero prospettato un inizio di campionato così (4 V 2 P) avrei firmato di sicuro.

  3. Simone Scafidi says:

    Lo scorso anno, alla sesta giornata, avevamo 11 punti (3 in meno di adesso) ed eravamo a 5 punti dal primo posto. Con una squadra che era più rodata, essendo al secondo anno di Conte, e anche più forte.
    Avremmo potuto patire maggiormente il cambio di panchina e invece stiamo reggendo, sperando in un assestamento che ci porti a risultati ancora più soddisfacenti. Premesso questo, è inutile ripetere che la squadra si sia impoverita invece che rinforzata e che Milan e Napoli sembrino invece migliorati. Non mi faccio illusioni, ma non mi precludo neanche la speranza di arrivare allo scudetto.

  4. Bruno Sala says:

    Approccio di Inzaghi uguale uguale al Benitez post Josè 😃!

    Credo sia molto piu’ intelligente di quanto sembri nelle interviste. Poi la squadra non e’ la macchina da combattimento dello scorso anno e non e’ detto che si vinca di nuovo.

  5. gigidibiagio says:

    …poi ti ricordi di controllare che il napoli ha incontrato 4 su 6 squadre con una media di 4 punti in 6 giornate (e la juve in crisi nera che più nera non si può e che si è battuta da sola)…

  6. denny says:

    Mi associo ai commenti positivi su inzaghi, devo dire che non mi stava per niente simpatico, ricordo un post inter-lazio qualche anno fa dove si era lamentato che il var “toglieva emozioni” e altre robe che mi facevano pensare che sarebbe stato perfetto per allenare la gobba (magari sarebbe successo se marotta fosse rimasto lì) ma onestamente mi sembrava che già alla lazio si vedesse che faceva un gioco spesso piacevole pur con una rosa non certo di grande livello, quindi sono contento che ora sia sulla nostra panchina, magari con lui la squadra è meno solida in difesa ma più creativa in attacco, come dice Rudi probabilmente non vinceremo, ma magari ci divertiremo molto più che con conte

    • gigidibiagio says:

      Preoccuparsi della (scarsa) simpatia di Inzaghi dopo due anni di Conte è come farsi cruccio dei denti sensibili con un tumore al cervello

      • denny says:

        Ellamadonna! :D no, è che quando qualcuno arriva all’inter anche se prima mi stava sulle scatole comincio sempre a pensare che in fondo non è così male… così come quando qualcuno che mi piaceva va in una squadra avversaria, comincio a pensare che lo sopravvalutavo (qualcuno ha detto mourinho?)

  7. francesco says:

    Il turno non lo passiamo con questo sheriff tiraspol

  8. Stefano Ferrata says:

    Mi sa che è la prima volta in 10 anni che ti seguo che un tuo pronostico secco viene disconfermato

  9. denny says:

    Te pareva che pure stavolta non beccavamo la squadra di quarta fascia rivelazione del torneo…

  10. Pingback: Two Old Boys: Edin e Handa | RUDI

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