Il vampiro, John William Polidori, 1819

Su una rivista londinese uscì un racconto attribuito a Lord Byron. Immediato, grande successo, con l’inedita apparizione della figura popolaresca del vampiro, fino ad allora confinata nelle leggende orali. Ma l’autore, per ammissione di Byron, era il suo sconosciuto giovane segretario, John William Polidori, che aveva rielaborato un’idea del lord (nella quale non si parla di vampiri, solo i particolari del giuramento sono identici).
Polidori morì nel 1821, a 23 anni.

Nel “bel mondo” londinese, fa la sua comparsa un tipo strano e affascinante, Lord Ruthven, pallidissimo e dallo sguardo glaciale; tutte le donne, dalle più virtuose alle libertine, ne restano incantate.
Anche il giovane, ingenuo Aubrey rimane affascinato, e decide di seguirlo in un lungo viaggio in Europa, uno di quei viaggi di formazione ritenuti necessari “per permettere ai giovani di avanzare rapidamente sulla via del vizio, così da collocarsi su di un piano di parità con gli adulti, non essendo loro consentito di fare la figura di chi cade dalle nuvole, ogniqualvolta intrighi scandalosi vengano menzionati come motivi di scherzo o di elogio a seconda del grado di abilità dimostrato nell’ordirli”.

Visto da vicino, Ruthven ha sguardi malvagi, fa l’elemosina ai depravati ma non ai virtuosi colpiti dalla sorte; gioca d’azzardo e manda in rovina gli onesti, mentre si lascia truffare dai bari.

A Roma, una lettera informa Aubrey delle nefaste conseguenze londinesi del Lord: perciò il giovane decide di abbandonare quella compagnia, non prima di aver sventato il disonore di una fanciulla inesperta, circuita da Ruthven.
Ad Atene, Aubrey incontra Iante, vergine bellissima, che lo accompagna nelle escursioni archeologiche e gli racconta leggende sui vampiri: Aubrey non può non riconoscervi l’immagine di Lord Ruthven. L’inglese istruito e razionale cerca di smontare le superstizioni di quegli orientali creduloni, ma nel corso di un’escursione viene sorpreso dal buio (“il crepuscolo, in quei climi meridionali, è quasi sconosciuto”), vede una capanna, sente un terribile grido di donna e trova Iante uccisa, con i classici segni dei denti sul collo…

Aubrey delira per settimane. Poi, “il caso volle che in quel periodo Lord Ruthven giungesse ad Atene”, ed è proprio lui prendersi cura di Aubrey. Ripartiti insieme, una sera vengono assaliti dai banditi: Lord Ruthven è colpito da una pallottola e chiede ad Aubrey un giuramento solenne: dovrà terrà segreta la sua morte e i fatti a cui ha assistito per un anno e un giorno. Più tardi, fra gli oggetti di Ruthven, Aubrey trova la custodia di quel pugnale… E il cadavere scompare…

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