#Sheridan. La donna di quadri, 1968

Comincia in un parco di San Francisco, dove nel primo pomeriggio del 29 maggio, un barboncino nero sfuggito alla proprietaria trova un cadavere (la scena ricorda La congiura degli innocenti, di Hitchcock); intanto, una mano di donna con i guanti getta un coltello dal finestrino dell’auto. Poco dopo Sheridan arriva sul luogo del delitto: l’uomo, di circa 55 anni, non ha documenti, è stato pugnalato alle spalle, probabilmente altrove.

Nei pressi del cadavere, la bionda padrona del barboncino ha visto due uomini, ma non saprebbe identificarli; tuttavia, uno di quegli uomini il giorno dopo penetra nella sua casa, la minaccia e paga il suo silenzio. Costui è già pedinato, la polizia lo arresta: è una vecchia conoscenza, un pesce piccolo, non può essere lui l’assassino. Lungamente interrogato, confessa di aver accompagnato Rudolph Aiman (avventuriero su cui la polizia ha accumulato un corposo fascicolo) a un appuntamento nel parco, e che entrambi sono fuggiti alla vista del cadavere. È stato Aiman a dargli i soldi per corrompere la testimone.

A bordo dello yacht Atlantide, ormeggiato nella baia di San Francisco, una stilista, la contessa Delacroix, mostra alcuni modelli a un agente pubblicitario. Sopraggiunge la principessa Kandinsky e comunica che è fallito il progetto di lanciare in America un marchio d’alta moda europea, poiché il principale finanziatore è scomparso. Lei stessa ha cercato di recuperare alla roulette i soldi necessari, ma ha perso tutto.

Appare chiaro che il cadavere nel parco è quello del barone Franz Muller, socio della principessa… Sale a bordo dello yacht Aiman con alcune guardie del corpo, che immobilizzano il comandante e alcuni marinai; Aiman si rivolge alla principessa proponendo cinquecentomila dollari in cambio dei diamanti trafugati da Muller in una casa da gioco europea (erano nella cornice della Donna di quadri). Quei diamanti valgono due miliardi, il furto non è ancora stato scoperto. Tutti sembrano cadere dalle nuvole. All’arrivo di Sheridan, Aiman si volatilizza. Bastano poche domande al tenente per capire una prima verità: il barone Muller è stato ucciso a bordo dello yacht e trascinato nel parco. Facile dedurre che l’assassino sia tra coloro che hanno partecipato alla traversata su quello yacht che “batte bandiera panamense”.

Tutti i passeggeri ubbidiscono alla principessa, che chiede di non rivelare alla polizia la proposta di Aiman. Questa reticenza non può sfuggire a Sheridan.

A tutti è ormai chiaro che i diamanti sono a bordo. Come l’assassino. Al pubblico è noto quel che Sheridan e gli altri non possono sapere, e cioè che la principessa ha nascosto quella carta essenziale. Al pubblico, inoltre, è noto che un paio di personaggi dello yacht (Morega e il disegnatore Nerhof) hanno scelto di trattare con Aiman…

In sceneggiati come questo, il delitto non può passare impunito. E anche chi depista o danneggia le indagini deve venire sanzionato. Finisce, al solito, con Sheridan che riunisce tutti possibili colpevoli e, con la sua logica implacabile, spiega a loro e agli spettatori quel che resta da capire. Un flashback aiuta lo spettatore a capire chi sia l’assassino e quale sia stato il suo modus operandi. (2 di 2, fine)

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