I Shot the Sheriff, but I swear it was in self-defense

Bob Marley non poteva conoscerli, ma nessuno di noi, ancora oggi, saprebbe collocare Tirsapol sulla carta geografica.

«Ora siamo conosciuti in tutto il mondo non solo per la nostra cultura, i prodotti di alta qualità, ma anche come una squadra di calcio che può ottenere grandi vittorie in grandi tornei contro grandi squadre in grandi stadi». Sono parole di Alexander Martynov, primo ministro della Transnistria, autoproclamato Repubblica indipendente nel 1992, commentando la clamorosa vittoria dello Sheriff contro il Real Madrid. La squadra della capitale della Transnistria – vincitrice di 19 degli ultimi 22 campionati moldavi, due volte secondo e una volta terzo – ha espugnato il Santiago Bernabeu, moltiplicando la sorpresa del 2-0 del 15 settembre contro lo Shakhtar Donetsk.

A sua volta, Nicolai Lilin – scrittore, tatuatore, militare – ha parlato così dello Sheriff: «No, tifoso non mi sento. Ma martedì sera ero al bar con cinque amici. E tifavano Sheriff. E abbiamo vinto. Una serata che mai avrei immaginato, a tifare per la vittoria di un popolo che vive in una patria che non ha contatti col mondo esterno, nemmeno con la Moldavia di cui è parte. Una vittoria ottenuta da una squadra che rappresenta un potere immenso, corrotto».

Cos’è la Sheriff per la Transnistria? «Non è solo una holding, ma di fatto rappresenta tutto ciò che muove denaro da quelle parti: ha interessi in ogni campo possibile, leciti e illeciti. Vivere dentro il sistema Sheriff è l’unico modo di immaginare il proprio futuro. Tutti gli impiegati Sheriff, anche i commessi dei supermercati, indossano una divisa con una stella, simile a quella della polizia americana… Nel 1992, con l’indipendenza della Moldavia, vennero mandati da Mosca diversi funzionari del Kgb e di estrazione militare per dare ordine e costruire una forma di Stato in un’area che era a maggioranza etnica russa. In Transnistria il periodo comunista gode di una considerazione assai superiore di quanto non accada in Russia».

Il commissario tecnico della Moldavia è italiano, si chiama Roberto Bordin, e prima aveva allenato lo Sheriff. «Tatticamente ha giocato ogni partita, dalle qualificazioni, sempre col 4-2-3-1 con due attaccanti puri fra Frank Castaneda, Adama Traoré e l’uzbeko Jakhshibaev (stasera infortunato). Poi ha due centrocampisti offensivi, con Thill, e uno dei due mediani. È una squadra che è riuscita a rimanere alta, occupando le traiettorie di passaggio… Sicuramente a Madrid è stato fortunato, però ha saputo crearsi quattro occasioni: ha fatto due gol, più uno annullato per una scarpa in fuorigioco. Contro queste squadre sa aspettare e ripartire».

La rosa è arcobaleno: tre brasiliani, due colombiani, tre greci, nove africani di sei paesi diversi (ben quattro dal Mali), serbi, sloveni e bosniaci, eccetera… Delle partite contro Shakhtar e Real, ho visto solo gli highlights. Ma le statistiche sono impressionanti: lo Sheriff ha concesso oltre 50 tiri, subendo solo un gol, su rigore. Tutti gli interisti avranno notato la somiglianza fra il magnifico tiro del lussemburghese Thill per il definitivo 1-2 al Bernabéu, e quello di Javier Zanetti nella finale di Coppa Uefa (3-0 alla Lazio). Notevole anche il gol dell’uzbeko Jasur Jakhshibaev a metà del primo tempo. Sensazionale, nella sua smodata buona sorte – ha parato con ogni parte del corpo, faccia compresa – la prestazione madrilena del portiere greco Athanasiadis: il Real è arrivato al tiro 31 volte, di cui 11 nello specchio della porta.

Facile dedurne che lo Sheriff stia ottenendo risultati fortunosi, ben oltre i propri limiti, ma che adesso crede alla qualificazione. L’Inter ha l’obbligo di ricavare sei punti dal doppio confronto. E, come scrivevo ieri, la necessaria vittoria di stasera non deve avvenire nella for5ma della goleada, umiliando gli avversari. Fra due settimane si va a Tiraspol, bisogna farlo senza che gli animi siano troppo accesi.

Decisiva sarà la personalità, da un decennio è la lacuna peggiore dell’Inter in Champions. Non bisogna avere fretta, ma non si può giocare la prima mezzora sotto ritmo. Sbagliare stasera sarebbe irrimediabile.

21 Responses to I Shot the Sheriff, but I swear it was in self-defense

  1. wwayne says:

    Se parliamo di vecchi gol interisti, a me piace ricordare anche quest’altro:

  2. Mazzolino66 says:

    Il gol più bello fatto dall’Inter fu annullato.
    Rummenigge contro Glasgow Rangers.
    Unico.

  3. wwayne says:

    L’Inter deve segnare a tutti i costi un gol allo Sheriff, e chi mette dentro Inzaghi? Bastoni. No comment.

    • antonior66 says:

      E infatti ne fa due…
      Con Bastoni che è stato una spina nel fianco dello Sherif.

      • Gert 58 says:

        Ma lasciatelo perdere porello…di calcio ne capisce ben poco

      • wwayne says:

        Ormai è una garanzia: posso star certo che qualsiasi cosa io scriva (foss’anche “Stamani c’è un bel solicino”), tu coglierai al volo l’occasione di scrivermi una risposta polemica.

      • Gert 58 says:

        Il fatto è che continui a scrivere minchiate pare che ci godi ad essere trattato così, dovresti indagare questo tuo lato masochista…cmq cercherò di trattenermi ma tu dammi una mano..

    • Marco Denti says:

      Di Marco è stato sostituito a causa del cartellino giallo, a mio avviso Inzaghi ha valutato correttamente il rischio di restare in 10, magari per un fallo su una ripartenza, il che avrebbe reso problematico il resto della partita.

      • wwayne says:

        Anch’io ritengo che Inzaghi abbia sostituito Dimarco perché temeva una sua espulsione. Ma in quel momento la priorità non era prevenire il remoto pericolo di rimanere in 10, bensì segnare un gol. Grazie per la risposta! :)

  4. gigidibiagio says:

    Menomale che abbiamo vinto altrimenti oggi Rudi ne bannava un centinaio…

  5. Bruno Sala says:

    Gigi,

    la punizione e’ stata oggettivamente tirata piuttosto bene, appena sopra alla barriera, che oltretutto si e’ aperta un po’ “così”. Piuttosto, se Handanovic avesse preso un gol come quello fatto da Vidal penso ci sarebbero state parecchie critiche nei suoi confronti!

    • gigidibiagio says:

      Bruno,
      la punizione non era malaccio e la barriera un po’ si è aperta (anche se passa sopra). Però non possiamo fare finta che non fosse alla bellezza di 30 metri e a mezza altezza. Non si può parlare di errore clamoroso, sono d’accordo. Ma io credo che in caso di pareggio qualche vaffa non del tutto immeritato se lo sarebbe preso e Rudi non avrebbe gradito.

      • Rudi says:

        L’errore c’è. Infatti, l’ha sfiorata ma non deviata. Le sue gambe non producono più gli impulsi di qualche anno fa. Deve capirlo e stare mezzo metro più centrale.

      • Marco Denti says:

        Più che la mancanza di spinta (che è fisiologica nei suoi 37 anni) l’errore sta nel non aver fatto un passo di caricamento che avrebbe ridotto la distanza dalla palla e dato più slancio. La distanza della punizione e la sua relativa velocità lo avrebbero consentito.

      • Rudi says:

        Giusto. Poteva fare meglio.
        Purché non si pensi che tutti i gol che prendi perché il pallone passa sopra la barriera siano colpa del portiere.

      • gigidibiagio says:

        Secondo me ha valutato male la posizione perchè non si aspettava il tiro in porta da quella distanza ma una palla buttata in mezzo (la barriera a tre è ulteriore conferma) e la spinta geriatrica sommata al tiro comunque veloce e alla posizione sbagliata hanno fatto la frittata. Per il resto è ovvio: se la palla passa sopra la barriera, calciata dal limite dell’area, e si infila nel sette non ci arriva manco Batman. In questo caso però dei tre requisisti era rispettato solo uno…

  6. Marco Denti says:

    Concordo assolutamente. Ormai Handanovic ha i fucili puntati addosso e si passa al microscopio ogni singolo intervento. Personalmente non ritengo corretto vivisezionare il singolo episodio, quello che a me non piace di lui (dai tempi almeno dell’Inter-Juve di Orsato) è la mancanza di sicurezza che da alla difesa, il che li porta in molte situazioni la linea di difesa a schiacciarsi sulla porta.

    • wwayne says:

      Quando fai una papera dietro l’altra, è inevitabile che i tifosi siano inferociti con te e i difensori smettano di nutrire fiducia nei tuoi confronti. Successe lo stesso anche a Dida.

  7. antonior66 says:

    Io continuo a pensare a cosa sarebbe successo se fosse stato Handanovic a prendere il gol di Vidal ed il gol di De Vrij. La crocifissione in sala mensa di fantozziana memoria sarebbe stata il minimo…

    • gigidibiagio says:

      Te lo dico io cosa sarebbe successo Antonio. Si sarebbe detto che è un portiere inadeguato e non a caso gioca a Tiraspol con lo Sherif campione di Moldavia e non a Milano con l’FC Internazionale campione d’Italia. Ecco cosa sarebbe successo a fare paragoni del menga

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