Il Paese delle deroghe, il campionato degli impuniti, i pessimi precedenti con la Salernitana

Prima o poi tornerò a scrivere del Caso Suarez, finito a tarallucci e vino. Dalla giustizia sportiva non mi sono mai aspettato nulla, dalla Procura di Perugia attendo ancora la risposta a una semplice domanda: chi pagò il volo privato da Barcellona, andata e ritorno, il giorno dell’esame farsa?

Stasera l’Inter affronta una squadra che, semplicemente, non dovrebbe stare in Serie A.

La Salernitana era nelle mani di Lotito (del figlio e del cognato), e dovrebbe valere l’elementare regola che impedisce a un solo proprietario di controllare due società che giocano lo stesso campionato. Il problema era stranoto a giugno. Siamo a Natale e le procedure di vendita della Salernitana sono ferme al palo. Ieri, quasi tutte le società di Serie A hanno votato per una proroga di altri sei mesi, così che la Salernitana possa concludere il campionato, risprofondare placidamente in Serie B e, immagino, a quel punto il problema svanirà in una delle solite paludi all’italiana.

Sentite cosa ne pensa Urbano Cairo: “Penso che finire il campionato con 19 squadre non sia una bella cosa, credo sia meglio andare avanti così. Non è neanche un momento facile per trovare acquirenti. Ci può stare dare un po’ di tempo in più, credo che sia giusto così”… Ora, come si dice in gergo, “la palla passa al Consiglio federale”, che si riunirà martedì. Sapete chi parteciperà a nome della Lega? Dal Pino, Marotta e Lotito… E intanto dateglielo, quel seggio senatoriale a Claudio Lotito: che possa votare anche lui per il prossimo presidente della Repubblica.

Che la Salernitana, sul campo, sia destinata a tornare in Serie B, è parere unanime. Ovvio che l’Inter debba batterla, ma così come disprezzo le goleade, provo fastidio per le sbruffonate. Allo Stadio Arechi, con tutto l’orgoglio di chi parte battuto, i campani hanno perso 0-1 con l’Atalanta e 0-1 con il Napoli, subendo il gol decisivo a 15-20 minuti dalla fine. Aggiungo che con questo arbitro, Mariani di Aprilia, non siamo mai fortunati (ultimo episodio, il rigore alla Juve al novantesimo per il contatto di Dumfries su Alex Sandro, che aveva già calciato il pallone).

Per quel che vale, attenzione agli insospettabili precedenti: in Serie A sono appena quattro, due vittorie a testa, ma a Salerno l’Inter ha sempre perso e nel computo complessivo dei gol sta sotto: 4 segnati e 5 subiti… Il penultimo scontro diretto fu il preludio a uno degli errori capitali della gestione di Massimo Moratti: a San Siro, l’Inter che aveva battuto il Real faticò a superare la Salernitana con un gol di Zanetti al quarto minuto di recupero, ma il giorno dopo fu esonerato Gigi Simoni.

Al ritorno, l’11 aprile 1999, arrivò la secca sconfitta 2-0 con gol di David Di Michele e Federico Giampaolo, contro una squadra, allenata da Oddo, ben superiore all’attuale, non fosse altro per la presenza di Marco Di Vaio, Gennaro Gattuso e dell’ex Salvatore Fresi. Ecco la formazione nerazzurra, guidata dal Giaguaro Castellini: Frey / Simic, Colonnese, West, Silvestre / Zanetti, Paulo Sousa, Cauet, Winter / Ronaldo, Zamorano; in panchina, fra gli altri, Bergomi, Zé Elias, Galante, Pirlo e Djorkaeff.

3 risposte a "Il Paese delle deroghe, il campionato degli impuniti, i pessimi precedenti con la Salernitana"

  1. pmazzo 17 dicembre 2021 / 21:28

    Non dimenticare che Lotito è l’unico soggetto che è riuscito ad ottenere una dilazione ventennale dei debiti fiscali di Cragnotti. Altre squadre sono state fatte fallire per molto meno. Uomo di un’ignoranza unica che solo in Italia può arrivare dove sta. Una vergogna molto simile a quella del nano di Arcore. A proposito avere quest’ultimo come prossimo presidente della Repubblica non mi stupirebbe. Sarebbe lo specchio della cultura media di questo paese con rappresentanti alle camere mediocri.

  2. wwayne 17 dicembre 2021 / 22:50

    La formazione che hai citato in coda al post è un classico esempio di Inter pre – Mancini, ovvero un mix di calciatori da urlo e altri che non avrebbero dovuto giocare neanche nella bassa serie A. Il bello è che i primi stavano in panchina e i secondi in campo: fa effetti vedere Taribo West preferito a Bergomi e Cauet preferito a Pirlo. Fa sorridere invece leggere i nomi di 2 giocatori straordinari come Paulo Sousa e Djorkaeff. Di quest’ultimo ricorderò per sempre questo indimenticabile gol:

  3. wwayne 17 dicembre 2021 / 22:50

    A proposito di gol indimenticabili, anche un altro giocatore che hai nominato ne ha segnato uno da urlo:

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