Up il sovversivo, Alfredo Chiappori

Sempre a testa in giù, appoggiato coi piedi sulla linea superiore della vignetta, Up fu uno dei primi personaggi – apparve nel 1969 – che proposero una satira politica di sinistra.

Con un segno essenziale, privo di fondali, sintetizzando in ogni vignetta il rovesciamento del punto di vista dei giovani rispetto alle generazioni precedenti, Up incrocia i morti nelle piazze, la conquista della Luna, il colpo di stato in Grecia, la rivoluzione femminista…

L’autorità costituita – solitamente in divisa – non fa che intimare divieti. Per esempio: “È proibito violare la legge di gravità”. Ecco la colpa di Giuseppe Pinelli.

Il protagonista osserva e commenta i fenomeni da un’ottica capovolta, di per sé sovversiva, non accettando la naturalità delle leggi che regolano il sistema. “Il sistema”, peraltro, cerca di spaventarlo – sono frequenti le presenze militaresche e i manganelli – o recuperarlo attraverso allettamenti consumistici, tentazioni di cui si fa ambasciatrice una donna, Elisabetta.

Non manca la critica rivolta al proprio mondo di riferimento:
“ – I burocrati sono nemici della rivoluzione!
– E tu chi ti credi di essere per parlare in questo modo?
– Un rivoluzionario!
– Fammi vedere la tessera!”.

Alfredo Chiappori, Up il sovversivo, Feltrinelli, 1970

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