Agente #007. Vendetta privata [Licence to Kill], John Glen 1989 – 6

Sedicesimo film della saga, il quinto diretto da Glen, il secondo e ultimo con Timothy Dalton; colonna sonora di Michael Kamen, assolata fotografia di Alec Mills.

Comincia in Florida, dove Bond fa da testimone di nozze del vecchio amico, l’agente CIA Felix Leiter, non senza aver compiuto un’azione spericolata in smoking grigio. Bond e Leiter sono sulle tracce di uno spietato narcotrafficante, Felix Sanchez (Robert Davi), palesemente ispirato a Pablo Escobar. Catturato, Sanchez fa circolare la voce che offre due milioni di dollari a chi lo farà fuggire, e a quel prezzo è facile trovare traditori anche nella CIA e nella DEA. La vendetta di Sanchez sarà terribile: Leiter viene dato in pasto agli squali, la giovane moglie assassinata. Un giovanissimo Benicio del Toro recita la parte del killer, Everett McGill (appena prima di sbarcare a Twin Peaks) fa il poliziotto che si lascia corrompere. Brevi apparizioni di Caroline Bliss, nei panni di Miss Moneypenny, Robert Brown (“M”) e Desmond Llewelyn (“Q”).

Sanchez è un malvagio di un certo spessore. E nella pellicola schizzerà molto sangue: con Dalton si era scelto di riposizionare Bond, riportandolo vicino allo spirito di Fleming, dopo le frivolezze di Roger Moore. In questo caso, Bond disubbidisce a “M”, gettandosi in una missione che sa di vendetta personale, e gli viene revocata la famosa licenza di uccidere (era più incisivo il titolo originale: Licence Revoked). Nella parte di Lupe Lamora, l’amante di Sanchez, l’esotica Talisa Soto, presto conquistata – e redenta – dal fascino bondiano; la Bond Girl ufficiale è la wasp Carey Lowell, meteora senza seguito.

È uno degli 007 più riconducibili al poliziesco e alla sua estetica: non ci sono fantomatiche organizzazioni interessate a conquistare il mondo, ma una banda di criminali che puntano solo a far soldi. L’ambientazione sta tutta fra Florida e Messico. Nel duello finale, Bond affronta Sanchez armato di machete, e lo elimina dandogli fuoco: sui suoi vestiti bagnati di benzina, getta l’accendino che Felix e Della gli avevano regalato il giorno del matrimonio.

Il film non ebbe molto successo, la saga sembrava al tramonto. Passeranno sei anni prima che risuoni la classica presentazione: “Mi chiamo Bond. James Bond”.

TUTTO BOND

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