Chiosando Beppe Marotta

Ancora prima di dirsi d’accordo o in disaccordo, intendiamoci: quando parla Marotta, a chi parla?

Parto dal presupposto che ci sia sempre una miscela di verità e opportunismi, anzi nel caso di Marotta sono propenso a credere che le prime siano molto più frequenti dei secondi. La strategia è chiara: “Non ditemi che non ve l’avevo detto”.

Marotta parla ai tifosi (meglio, ai clienti) e lancia segnali in codice (ai dirigenti delle altre società e ai procuratori dei calciatori). Si preoccupa di gestire i media, occupa la scena con un notevole dinamismo, i suoi larghi sorrisi servono a celare le magagne della proprietà che gli assicura un lauto stipendio.

Non è un dinamismo fittizio, il suo: l’Inter 2022-23 sarà estremamente diversa da quella che ha finito un’ottima stagione con due trofei, un secondo posto e un Ottavo di Champions.

Saluteranno Perisic, Kolarov, Sensi, Vecino, Radu, Ranocchia, Vidal, Sanchez, Skriniar, Caicedo, forse un altro paio (in totale una dozzina). Entreranno Onana, Asllani, Lukaku, Mkhitaryan, Bellanova, Bremer, Milenkovic, forse Dybala, senza dimenticare la spesa fatta per Gosens e situazioni come quelle di Pinamonti, Esposito, Mulattieri, Satriano… Dimentico certo qualcuno.

La filosofia marottiana si può sintetizzare in una parola – “sostenibilità” – e in un concetto – “la Serie A è un campionato di transizione”. Verità inconfutabili.

Non siamo più negli anni Ottanta e Novanta, quando l’Udinese prendeva Zico, il Napoli Maradona, il Milan faceva incetta di olandesi, l’Inter era tedesca, alla Roma giocavano Falcao e Cerezo, nel Toro Junior, alla Samp mettevano le mani su Trevor Francis e David Platt, a Verona su Briegel e Elkjaer, e in campo si vedevano Brady e Mihajlovic, Jugovic e Nedved, Daniel Bertoni e Batistuta.

All’epoca, la Serie A era il campionato più ricco, tutti volevano giocare in Italia. Adesso, tutti si vedono in Premier League o nelle 5-6 società europee con il maggiore fatturato. Tante le cause: gli stadi, la gestione dei diritti televisivi, la fine del mecenatismo, giornalismo a misura del peggior tifoso, l’incapacità di prevedere gli effetti della Sentenza Bosman e delle nuove regole Uefa, il crollo della Nazionale (se si escludono le fortunose parentesi 2006 e 2021, gli Azzurri hanno fallito tutti gli obiettivi come non accadeva dagli anni Cinquanta). E il cancro di Calciopoli… Tante le cause, ma una su tutte: un management mediocrissimo, pochi come Marotta fanno da eccezione alla regola.

In uno dei suoi interventi pubblici, Marotta si è concesso questa ironia: “Se chiedessimo a dieci tifosi cosa preferirebbero tra una società che vince lo scudetto rischiando il default e una virtuosa che arriva quinta, undici direbbero la prima”. Fa dell’ironia nella consapevolezza di parlare a quella quota di tifosi che pretende di tifare per una squadra vincente. Cioè, Juve, Inter e Milan: le altre sono abissalmente e irrimediabilmente distanti. Marotta lo sa, ma omette di dircelo, che la scarsa competitività della Serie A deriva anche da quanto è scontato il risultato finale.

8 risposte a "Chiosando Beppe Marotta"

  1. Danilo Santoni 28 giugno 2022 / 09:43

    Il tourbillon di giocatori della rosa dell’ Inter, in queste ultime stagioni, me la fa assomigliare più ad un roster di una squadra di basket.

  2. denny 28 giugno 2022 / 10:16

    Negli ultimi giorni leggevo che la federazione vorrebbe ridurre la serie a a 18 squadre (alla buon’ora!) ma la lega si oppone perché ci sarebbero meno partite, quindi meno incassi… intanto nel prossimo campionato oltre a un’interruzione di un mese e mezzo per i mondiali ci saranno comunque un paio di soste per le nazionali… 🤷‍♂️🙄

  3. wwayne 28 giugno 2022 / 10:17

    L’ironia sprezzante di Marotta è assolutamente fuori luogo, perché è del tutto normale che i tifosi badino all’aspetto sportivo e non a quello finanziario. Credo che non esista un solo tifoso al mondo che esulta più per una plusvalenza che per un gol. Forse nel mondo di Marotta la patente di bravo tifoso se la merita soltanto chi bada più ai bilanci che alle azioni di gioco, ma nel mondo reale le cose funzionano un po’ diversamente…

  4. willerneroblu 28 giugno 2022 / 11:49

    Se Marotta avesse potuto gestire i soldi di Moratti avremmo otto Champions e la terza stella….

    • pgkappa 28 giugno 2022 / 16:30

      moratti che ha avuto sua cognata sindaco di milano 5 anni e non ha mai neanche pensato ad uno stadio nuovo……marotta è il dito moratti è la luna

    • antonior66 28 giugno 2022 / 21:53

      Qui si che ti do ragione…

      • antonior66 28 giugno 2022 / 21:56

        Riferito a Willer…

  5. rugherlo 28 giugno 2022 / 22:08

    Pensa se a gestire il tutto ci fosse stato Ausilio senza Marotta…. Marotta miglior dirigente calcistico in Italia e di gran lunga.

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