La guerra di Beetle Bailey, Mort Walker

Volumetti tascabili di circa 120 pagine- questo è il sesto, negli Oscar Mondadori – raccoglievano le strisce uscite su Linus, a partire dal 1968. Queste risalgono alla seconda metà degli anni Settanta.

Il disegno è semplicissimo, gli sfondi quasi assenti, ma l’autore ha una notevole capacità di imprimere fisionomie ai suoi personaggi.

Nata nel 1950, pubblicata per la prima volta il 4 settembre e poi rilanciata da quasi duemila testate in tutto il mondo, questa comic strip si sviluppa in due o tre tavole ed ebbe un notevole successo anche in Italia. Introducendo questa raccolta, Beppi Zancan richiamò l’attenzione sulla formula: “esiste un certo tipo di striscia, tipicamente made in U.S.A., che altro non è che una ben azzeccata barzelletta. Negri al soldo di pingui autori lavorano per sfornare gags che, ben ordinate in archivi, permettono ai succitati pingui individui di scegliere, generalmente il lunedì mattina, le sette barzellette settimanali destinate a essere pigramente schizzate a matita e poi accuratamente inchiostrate”. A sopravvivere sono solo le strisce che hanno successo.

Beetle è il soldato sfaticato, pigro e opportunista, sempre pieno di scuse e con un berretto calato sugli occhi, Orville P. Snorkel è il sergente sovrappeso, sempre aggressivo e costantemente affamato, Amos T. Halftrack (detto Calzetta) è il generale calvo e baffuto che comanda il campo, miss Blips è la storica segretaria del generale, poi affiancata dalla giovane e conturbante miss Buxley, il sergente Jackson Flap è l’afroamericano con la barbetta, il tenente Sonny Fuzz è ambizioso e servile, in attesa della promozione, Staneglass è il paziente cappellano militare, Cookie il cuoco che cucina sempre le stesse cose (e non brilla per igiene), Otto è il cane che fa da mascotte alla truppa (e somiglia al sergente), Zero (come il suo Q.I.) è il soldato ingenuo e tonto, i soldati (ma anche il generale, sposato con la riccioluta Marta, che lo tiene a bacchetta) perdono la testa appena scorgono una ragazza carina, immancabilmente in minigonna.

In una striscia del 13 marzo 1951, Beetle si era arruolato volontario (guerra di Corea). Ma la guerra” è quanto di più lontano ci sia da queste avventure, perennemente fissate nel campo di addestramento di Camp Swampy. Le dinamiche somigliano, piuttosto, a quelle di un ufficio.

Anni fa, in occasione di un anniversario, Mort Walker (scomparso a 94 anni il 27 gennaio 2018) affermò che “Beetle non è mai stato antimilitare o qualcosa del genere”, spiegando di aver sempre tenuto fuori dalla striscia i conflitti in corso (Iraq e Afghanistan), anche per non urtare la sensibilità delle famiglie dei militari. Piuttosto, “mi attengo abbastanza bene al vecchio esercito; Beetle è solo il piccoletto afflitto da tutte queste regole e regolamenti. È diventato un eroe sotto questo aspetto”.

2 risposte a "La guerra di Beetle Bailey, Mort Walker"

  1. fulviogarlaschi 18 agosto 2022 / 11:23

    Ricordo che lo leggevo da ragazzino (sono del ‘62) negli Oscar Mondadori o su Linus, troppo forte. Pazzesco pensare che oggi come oggi sia praticamente sconosciuto e introvable (come Bristow peraltro). L’impresssione è che l’unico ancora conosciuto di quell’epoca (da mio figlio per esempio, che ha 21 anni) sia Peanuts

    • Rudi 18 agosto 2022 / 13:33

      Preso in un negozietto dell’usato, insieme a un altro libretto di cui scriverò domani, e che sicuramente ti confermerà in quanto dici…

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