Suits, la serie (2)

“Suit” è il classico completo da ufficio, la divisa d’ordinanza degli avvocati: giacca e cravatta, completi impeccabili, l’apparenza è ingrediente fondamentale di questa professione.

Ogni episodio di Suits è centrato su un caso legale e procede nel delineare i caratteri dei protagonisti. I motivi più rilevanti derivano dal rapporto fra Harvey e Mike e fra Mike e Rachel. Raramente i casi arrivano in tribunale, gran parte delle scene si svolgono nei luminosi uffici dello studio legale e per le strade di Manhattan (mangiare un hot-dog preso in una baracchina pare sia molto cool).

Il Sogno Americano è un sogno di successo. L’atmosfera di Suits non è tanto diversa da quella di Sex & the City o The Good Wife, fra dialoghi scoppiettanti, conflitti di potere e ritmi nevrotici. Siamo dalle parti di quell’alta borghesia urbana, che sa come vivere, come vestirsi, cosa bere, quali film vanno visti, di quali spettacoli bisogna procurarsi il biglietto…

Ovviamente, ogni personaggio nasconde qualche sofferenza, tutti vogliono apparire “on fire”, i rapporti umani sono sbrigativi, l’ambiente di lavoro è ipercompetitivo, bisogna mostrare di esserne all’altezza, sempre perfettamente sbarbati, sempre perfettamente eleganti, lo stress è costante, l’ambizione smodata: se sei un associato vorrai diventare uno junior, se sei uno junior vorrai diventare senior, e poi avere il nome sulla porta, un bonus più ricco, clienti più facoltosi. Ogni tanto ci si può concedere qualche whisky di troppo, o di rilassarsi con la marijuana, purché il mattino dopo nessuno possa sospettarlo.

Ogni energia va gettata nel lavoro. La vita privata non potrà che risentirne – a parte le parentesi “dentro” lo studio legale – ma Suits non dispensa risvolti angosciosi, in questa sfavillante Manhattan non piove mai, il cielo è terso, dalle vetrate degli uffici si vede lo skyline più famoso del mondo. Tante riprese dall’alto, immagino con i droni, fanno da punteggiatura, fra una scena e l’altra; altra forma di punteggiatura, la gara di citazioni cinematografiche fra Harvey e Mike, fra Harvey e Louis, eccetera.

Il fulcro della serie è sui conflitti tra le varie personalità dello studio, dove vige una legge del più forte ripetutamente sottolineata, l’ultima parola spetta sempre a chi sta un gradino più in alto. Una particolare attenzione viene dedicata all’evoluzione del rapporto fra il mentore e l’allievo. – 2, segue –

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