#Prisma. Le parole del ministro Abodi innescano un salto di qualità, non potrà finire a tarallucci e vino: il prodotto è così guasto, che servono diserbanti efficaci

Certi tifosi sognano punizioni esemplari, altri si illudono che si tratti dell’ennesima caccia alle streghe. Agli juventini che giustamente invitano ad aspettare le sentenze, chiedo di valutare l’arroganza di quei 38 scudetti esposti allo Stadium, dopo 51 sentenze sfavorevoli. Ma anche in questo post mi sforzo di ragionare, evitando il livore e la polemica faziosa: il calcio italiano è sull’orlo di un burrone, sono almeno tre i livelli giudiziari che dovranno stabilire qualche “verità processuale”. La verità sostanziale vivrà nella coscienza di ognuno, in ogni caso l’agonia non sarà breve.

Si gioca su tre piani: giustizia civile e penale, giustizia sportiva italiana, Uefa.

Ed ecco quale potrà risultare la gravità delle accuse: 1°: Borsa; 2° fondi neri; 3° plusvalenze.

Nonostante la storica abilità dei suoi avvocati, sono convinto che la Juventus sarà dichiarata colpevole in tutte le sedi, che altre squadre verranno implicate (sembrano confermati i sospetti di alleanze inconfessabili della Juve con Genoa, Sampdoria, Atalanta, Sassuolo, Siena, Empoli, Udinese), che il nuovo Cda bianconero uscirà dalla Borsa, che la sanzione europea sarà micidiale.

Colpevole su tutta linea, dunque; ma non mi sbilancio a indicare la gravità delle sanzioni, invito solo a considerare la pesantezza delle parole pronunciate ieri dal Ministro dello Sport, Andrea Abodi: “Abbiamo bisogno di sapere presto cosa sia successo, a partire dal rispetto del principio cardine dell’equa competizione. Mi pare del tutto evidente che negli ultimi anni questo non sia stato rispettato”.

Se al Ministro – che rispetto agli atti processuali ne sa più dei giornalisti – pare che “negli ultimi anni” il principio cardine “dell’equa competizione” non sia stato rispettato, qualcosa di grosso bolle in pentola. La sua prima preoccupazione è difendere il valore del prodotto-calcio, un prodotto che ha un valore di mercato direttamente proporzionale alla spettacolarità e alla credibilità dei risultati.

Non a caso, Stefano Feltri, direttore de Il Domani, ha posto tre questioni discriminanti: “1) La verità è che questa Serie A è una farsa, se non fosse per una informazione complice e partigiana, anche i tifosi ne sarebbero consapevoli; 2) e il valore dei diritti tv, e dunque delle risorse disponibili, crollerebbe trascinando il sistema nel baratro; 3) chi ha a cuore i diritti, la legalità, e anche lo sport, dovrebbe disdire ogni abbonamento a questo calcio imbarazzante, finché tutti i soggetti coinvolti in questo scandalo non saranno fuori dal sistema”.

L’avvocato Grassani – lavora per il Napoli, ma è un’autorità in materia -, ha detto che “questa è l’indagine più pesante e grave che la Juventus ha subito nella propria storia, forse anche superiore a quella di Calciopoli, perché le fattispecie sia di reato, sia di violazione di norme borsistiche, norme societarie e sportive abbraccia un arco di comportamenti illeciti che non ha precedenti”, concludendo che se le imputazioni venissero provate, la Juventus “rischia più dell’ammenda o della penalizzazione. Quello che sta emergendo, secondo la norma, può portare all’esclusione del campionato e alla retrocessione”.

Far dimettere l’intero Cda, del resto, è apparso a tutti come il tentativo, tardivo e quasi disperato, di cambiare strategia, smetterla di negare tutto e limitare i danni. È ragionevole supporre che John Elkann sia arrivato a quella dolorosa conclusione (Andrea è pur sempre un Agnelli) dopo essere stato avvisato da qualcuno che lavora presso la Procura di Torino e/o alla Consob.

Il Cda dimissionario subirà, senza dubbio, delle condanne. Vi sono intercettazioni esplicite, confermate da documenti contabili, che mostrano come la Juventus abbia gestito una notevole “contabilità in nero”, fatta di compensi per gli agenti dei calciatori, scritture private con altre società e con gli stessi calciatori della rosa bianconera (Cristiano Ronaldo pretende 19 milioni di euro: il solo fatto che la notizia sia uscita rappresenta per la Juve un danno di immagine incalcolabile). Delle plusvalenze fittizie si parla tanto, quasi tutte le società ne hanno abusato, ma la Juve avrebbe esagerato, se sono veri i dati che trapelano: 155 milioni di euro, in tre anni. Usare le plusvalenze, serve a ritoccare il bilancio, lo fa sembrare migliore di quello che è, rinviando la resa dei conti. A me pare ben più pericolosa un’altra accusa.

Durante la prima fase della pandemia, il titolo in Borsa salì di oltre il 5%. Accadde in seguito alla diffusione di un comunicato che si sta rivelando menzognero. Vi stava scritto di un’intesa raggiunta il 28 marzo 2020 con i calciatori, che rinunciavano a quattro stipendi per l’emergenza Covid. Al “mercato” fu nascosto che l’intesa prevedeva di rinviare i pagamenti, non di annullarli. Perciò ora si configura l’accusa di aggiotaggio, quella che spaventa di più i vertici del club. Solo per questo reato rischiano fino a 12 anni di carcere.

Il ministro Abodi sa che verrà valutato per la sorte di un sistema produttivo che sta collassando: oltre 5 miliardi di debiti, ogni anno un fatturato di circa 3,4 miliardi e un deficit di 1,2. Il governo vuole evitare che il calcio faccia bancarotta, e infatti ha appena concesso una graziosa rateizzazione delle tasse pregresse (mezzo miliardo di euro). Del resto, ogni anno il calcio versa all’erario 1,5 miliardi.

Si invocano provvedimenti per rendere più semplice la costruzione degli stadi. Marotta ha suggerito di modificare i rapporti contrattuali, da lavoratori dipendenti a liberi professionisti. Entrambe le soluzioni hanno un senso. Ma il declino del calcio italiano – sorpassato da Premier, Liga e Bundesliga e ormai appaiato alla Ligue 1 – ha cause ancora più profonde e sono convinto che la sorte della Juventus ne sia una pietra angolare. O si affronta questa malattia alla radice, o fra dieci anni scoppierà un altro scandalo.

29 novembre 22 – 30 novembre 22 – 1 dicembre 223 dicembre 22

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8 risposte a "#Prisma. Le parole del ministro Abodi innescano un salto di qualità, non potrà finire a tarallucci e vino: il prodotto è così guasto, che servono diserbanti efficaci"

  1. rugherlo 6 dicembre 2022 / 14:19

    (…) E liberaci dal male, amen.

  2. willerneroblu 6 dicembre 2022 / 16:00

    Guarda,io quasi quasi mi accontenterei nella cancellazione delle squadre satelliti che con il loro giocare a comando hanno falsificato i campionati e l’ultimo rimane tra i più schifosi in tal senso!!

    • wwayne 6 dicembre 2022 / 17:15

      Nell’anno dello scudetto di Sarri fu proprio il pareggio con una di quelle squadre satellite (il 3 – 3 con il Sassuolo) a costarvi lo scudetto. Va detto che in quella partita Gagliardini sbagliò un gol fatto da zero metri, ma se il Sassuolo avesse messo con la Juve lo stesso impegno che mise nel farvi 3 gol quell’errore incredibile sarebbe stato ininfluente, e adesso la seconda stella sarebbe già a Milano.

  3. francesco 6 dicembre 2022 / 20:44

    Galeotta fu la ricerca della champions

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