Mediterraneo, la splendida graphic novel di Sergio Nazzaro e Luca Ferrara, dalle 18 alla libreria Ubik di via Irnerio: ne parlerò anch’io…

Una sigaretta quasi intera cade a terra mentre infuria la pioggia, la mano che l’ha gettata imbraccia un fucile mitragliatore e fa parte di un corpo coperto da una mimetica: ecco la prima tavola.
Poco più avanti, la stessa immagine televisiva fa da sfondo ai mezzibusti di nove reti televisive (Bbc, Cnn, Fox, Tg1, eccetera), mostra un’esplosione avvenuta sotto quella pioggia: è una doppia tavola.
Dal caos di un’imprecisata catastrofe, emerge una bambina dai lunghi capelli neri, ogni tanto raccolti con una matita. Con ogni evidenza è rimasta orfana… Qualche giorno fa ne ho scritto qui.

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Mediterraneo, di Sergio Nazzaro e Luca Ferrara, Round Robin editrice, 2018

Diceva Jean-Luc Godard che “bisogna imparare a confrontare le idee confuse con le immagini precise”.
Come raccontare una storia può essere più interessante di quel che racconta, la forma del contenuto, il come del cosa.

Il fumetto è “storie disegnate”. Dunque, nel fumetto, è molto importante lo stile del disegno e l’uso del colore (Luca Ferrara); altrettanto importante della struttura del racconto e dell’uso delle parole (Sergio Nazzaro), di soggetto e sceneggiatura.

Qui si arriva alle estreme conseguenze: un fumetto nel quale la narrazione è affidata solo ai disegni, un racconto per sole immagini… Ulteriore provocazione: un fumetto che si chiama «Mediterraneo» non contiene una sola goccia d’acqua, le acque si sono ritirate, sembra un futuro apocalittico, grandi canyon e fondali aridi emergono alla vista, ogni tanto spuntano speroni di roccia, quelli che noi vediamo come isole … Occorre abbandonarsi al flusso delle immagini, ma per apprezzare in pieno questo fumetto, credo sia necessario fare due cose: fermarsi, ogni tanto, su una tavola (anche un minuto intero) e procedere a due o tre letture distanziate.

Una sigaretta quasi intera cade a terra mentre infuria la pioggia, la mano che l’ha gettata imbraccia un fucile mitragliatore e fa parte di un corpo coperto da una mimetica: ecco la prima tavola.
Poco più avanti, la stessa immagine televisiva fa da sfondo ai mezzibusti di nove reti televisive (Bbc, Cnn, Fox, Tg1, eccetera), mostra un’esplosione avvenuta sotto quella pioggia: è una doppia tavola.
Dal caos di un’imprecisata catastrofe, emerge una bambina dai lunghi capelli neri, ogni tanto raccolti con una matita. Con ogni evidenza è rimasta orfana.

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2329, mi ricordo

Mi ricordo i cento passi.

Libri e fumetti comprati e letti nell’aprile 2018

APRILE 2018: comprati 15 (totale 39), letti 11 (totale 32)

  • Brubaker – Rucka – McDaniel – Lieber, Batman: Espiazione, Planeta DeAgostini, 2002
  • Loeb – Grayson – Lee – Robinson, Batman: Il segreto di Bruce Wayne, Planeta DeAgostini, 2003
  • Jan Struther, La signora Miniver, Mondadori, 1939
  • Brubaker – Grayson – Phillips – Robinson, Batman: Fuggitivo, Planeta DeAgostini, 2002
  • Judd Winick e Guillem March, Catwoman. Il Gioco, RW Lion, 2012
  • Piero Gobetti, La Rivoluzione Liberale, Einaudi, 1924
  • Piero Pruzzo, Musical americano in 100 film, Le Mani edizioni, 1999
  • Antonio Manzini, Cinque indagini romane per Rocco Schiavone, Sellerio, 2016
  • Francis Scott Fitzgerald, Cento false partenze. Autobiografia per racconti, Belleville, 1947
  • Adriano Piccardi, Clint Eastwood. Un cinema che ci riguarda, Le Mani edizioni, 2012
  • Nicola Falcinella, Agnès Varda. Cinema senza tetto né legge; Le Mani edizioni, 2010
  • David Gilmour, L’anno di noi due. Un padre, un figlio, tre film a settimana, Rizzoli, 2007
  • Stephen Tapert, Best Actress. Dizionario delle Dive da Oscar, Silvana editoriale, 2014
  • Marco Paolini e Gianfranco Bettin, Le avventure di Numero Primo, Einaudi, 2017
  • Hugo Pratt, Viaggi con Kipling, Rimbaud e Baffo, l’Espresso, 2018

 

  1. Seymour Hersh, My Lai Vietnam, 1970 (2005)
  2. Loeb – Grayson – Lee – Robinson, Batman: Il segreto di Bruce Wayne, 2003
  3. Jan Struther, La signora Miniver, 1939 (1947)
  4. Judd Winick – Guillem March, Catwoman. Il gioco, 2012
  5. Naima Comotti, Vivian Maier. La bambinaia fotografa, 2014
  6. Rucka – Brubaker e altri, Batman. Fuggitivo + Espiazione, 2002
  7. Luis Sepúlveda, Le rose di Atacama, 2000
  8. David Gilmour, L’anno di noi due, 2007 (2010)
  9. Howard Fast, Mirage, 1951 (2010)
  10. Hugo Pratt, Viaggi con Kipling, Rimbaud e Baffo, 2018
  11. Leonardo Sciascia, Il metodo di Maigret, 2018 

Viaggi con Kipling, Rimbaud e Baffo, Hugo Pratt

Ad acquerello, per le Edizioni Nuages, Pratt ha illustrato nel 1991 le Lettere dall’Africa di Arthur Rimbaud, nel 1993 una selezione di Poesie di Rudyard Kipling, nel 2002 (postumo) i Sonetti erotici di Giorgio Baffo. Aperta nel 1981 a Milano da Cristina Taverna, la Galleria Nuages si è ritagliata un ruolo rilevante nella diffusione dell’opera degli illustratori e dei fumettisti.

Kipling (1865-1936): “Se hai sentito l’Oriente chiamarti, di nient’altro ti curerai”. L’estremo Oriente di Pratt è rosso, arancione, giallo, ocra, marrone, con rare incursioni azzurre e blu, dal cielo alla bandiera inglese. Le strofe raccolti in questa edizione escono principalmente dalla collezione Barrack-Room Ballads del 1892; quindici anni dopo, Kipling sarà il primo inglese insignito del premio Nobel per la letteratura.

Rimbaud scrisse queste lettere alla famiglia fra il 1880 e il 1891 (l’anno della morte, a 37 anni), i destinatari erano la madre, la sorella e l’editore Lacroix; vennero scritte in località come Aden e Harar, fra Somalia ed Etiopia, Dankalia e Abissinia. Le lettere africane rivelano qualcosa di intimo sull’ultima parte della vita del poeta, la più controversa, dopo che aveva lasciato la Francia per cercare fortuna nel Corno d’Africa e nella penisola arabica.

Baffo (1694-1768) occupò una posizione di rilievo nella Repubblica di Venezia (fu sia magistrato che senatore); da poeta, prediligeva esprimersi in una sorta di dialetto, che esaltava la sua filosofia libertina.

Libri e fumetti comprati e letti nel marzo 2018

MARZO 2018: comprati 8 (totale 24), letti 9 (totale 21)

  1. Adrien Bosc, Prendere il volo, Guanda, 2015
  2. Francesco Gallo, Le Dee di Olimpia, Ultra Sport, 2016
  3. Giacomo Mondadori (a cura di), Un tempo, una vita (Bobby Fischer), Feltrinelli, 2012
  4. Edward Sorel, I diari bollenti di Mary Astor, Adelphi, 2016
  5. ZZ – Meridiani, Bologna, Editoriale Domus, 2018
  6. Georges Simenon, Il fondo della bottiglia, Adelphi, 1949ù
  7. Leonardo Sciascia, Il metodo di Maigret e altri scritti sul giallo, Adelphi, 1989
  8. Hugo Pratt, Chine, l’Espresso, 2018

 

  1. Georges Simenon, Maigret ha paura, 1953
  2. Edward Sorel, I diari bollenti di Mary Astor, 2016
  3. Stig Dagerman, Autunno tedesco, Iperborea, 1947
  4. Amitav Ghosh, La grande cecità, Neri Pozza, 2016
  5. Rino Albertarelli, Wyatt Earp, DAIM Press, 1975
  6. Hugo Pratt, Chine, l’Espresso, 2018
  7. Adrien Bosc, Prendere il volo, Guanda, 2014
  8. Georges Simenon, Il fondo della bottiglia, Adelpgi, 1949
  9. Howard Zinn e altri…, Storia popolare dell’impero americano, il manifesto, 2008

Omaggio a Nick Hornby 3.

Catwoman. Il gioco, Judd Winick e Guillem March, RW Lion 2012

Sono sei storie della gatta ladra, uscite fra il novembre 2011 e l’aprile 2012, raccolte dalla casa editrice di Novara: le prime di una nuova collana, inaugurata per rilanciare Catwoman, tipico “reboot” in cui gli autori fingono di ripartire da alcuni ingredienti essenziali di un personaggio (questo l’hanno inventato Bob Kane e Bill Finger nel 1940).

Capelli corti neri, occhi smeraldo, rossetto brillante, pose raggomitolate e costume di lattice nero che esaltano le forme conturbanti: non è usurpata la fama dello spagnolo Guillem March (1978), con il suo talento particolare nel disegnare il corpo femminile, mentre Judd Winick (1970) punta sui colpi di scena, l’adrenalina innescata dal rischio, di cui Selina Kyle pare non poter fare a meno.

“Non credo sappia chi sono. Ma è vero che è il miglior detective del mondo. Quindi, forse. Io di certo non so chi è Batman. Né mi serve saperlo”. L’entrata in scena di Batman è fatta per stupire e scandalizzare il pubblico: fra i due si scatena una passione erotica incontenibile. Generando polemiche, gli autori costruiscono un’attrazione reciproca, fisicamente esplicita, fra Batman e Catwoman.

Come detto, Selina non sa che Batman è Bruce Wayne. E poco dopo seduce Bruce Wayne, nel corso di una lussuosa festa di beneficenza in ci si presenta con un abitino rosso mozzafiato. Non sa nemmeno che il suo nemico è Bone, un killer al soldo della mafia russa: ha ucciso Lola, e ha una pelle che sembra di terra rinsecchita. Quando Catwoman riesce a liberarsi, lo riduce in fin di vita con una mazza da baseball (sembra Suicide Squad); Batman arriva a fermarla subito prima che lo uccida, ma lei gli si getta al collo e lo bacia, spinge il corpo esanime giù dal tetto. Batman comincia a capire con chi ha a che fare.

L’ambiguità morale è una componente essenziale di quella donna in costume. Ma Winick eccede con le allusioni sessuali, alcuni testi appaiono ridicoli o grotteschi, Selina pronuncia frasi come “Non mi disturbano le palpate e gli sfigati”; “Potrebbe prendermi in qualunque momento”; “Ho un mucchio di denaro sporco nel quale rotolarci nude”… E in certe inquadrature, March esagera con il contorsionismo sexy della protagonista.

Libri e fumetti comprati e letti nel febbraio 2018

FEBBRAIO 2018: comprati 8 (totale 16), letti 6 (totale 12)

  1. Léo Malet, Baraonda agli Champs-Elysées, Fazi, 1956
  2. Salvatore Bruno, L’allenatore, Baldini & Castoldi, 1963
  3. Amitav Ghosh, La grande cecità. Il cambiamento climatico e l’impensabile, Neri Pozza, 2016
  4. Enzo Traverso, Malinconia di sinistra, Feltrinelli, 2016
  5. Conta – Giordanelli – Risoleo, Scripta Manent, con-fine edizioni, 2017
  6. Stig Dagerman, Autunno tedesco, Iperborea, 1947
  7. Davide Steccanella, Le indomabili. Storie di donne rivoluzionarie, PaginaUno, 2017
  8. Hugo Pratt, Aspettando Corto, l’Espresso, 2018

 

  1. Léo Malet, Baraonda agli Champs-Elysées, 1956 (2004)
  2. Joseph Mitchell, Il segreto di Joe Gould, 1964
  3. Conta – Giordanelli – Risoleo (a cura di), Scripta Manent, 2017
  4. Lorenzo Mattotti, Covers for The New Yorker, 2018
  5. Fernando Aramburu, Patria, 2016
  6. Hugo Pratt, Aspettando Corto, l’Espresso, 2018

Omaggio a Nick Hornby 2.

Libri e fumetti comprati e letti nel gennaio 2018

Come preannunciato qui, ogni mese farò il punto della situazione elencando gli acquisti e le letture avvenute.

GENNAIO 2018 – 8 acquisti e 6 letture

  1. Fernando Aramburu, Patria, Guanda, 2016
  2. Nando Mainardi, L’importante è esagerare. Storia di Enzo Jannacci, Vololibero, 2017
  3. Giovanni Tarantino, Calciopop, Il Palindromo, 2018
  4. Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, Adelphi, 2014
  5. Joseph Mitchell, Il segreto di Joe Gould, Adelphi, 1964
  6. José Munoz e Carlos Sampayo, Billie Holiday, Edizioni BD, 1991
  7. Greg Rucka e J.G. Jones, Wonder Woman. Hiketeia, RW Lion, 2002
  8. Lorenzo Mattotti, Covers for The New Yorker, Logos edizioni, 2018

 

  1. Michele Serra, La Sinistra e altre parole strane, Feltrinelli, 2017
  2. Bruno Arpaia, Per una sinistra reazionaria, Guanda, 2007
  3. Carlos Sampayo e José Muñoz, Billie Holiday, Edizioni BD, 1991 (2013)
  4. Greg Rucka e J.G. Jones, Wonder Woman: Hiketeia, RW Lion, 2002
  5. Chiaromonte e Bandoli, Al lavoro e alla lotta, Harpo, 2017
  6. Giovanni Tarantino, Calciopop, Il Palindromo, 2018

Omaggio a Nick Hornby.

Nick Hornby recensore: gli copio un’altra idea

Quasi vent’anni fa, ho pubblicato il mio primo libro – Semifinale – grazie all’intuizione di un editor marchigiano, Ennio Montanari, a sua volta ispirato dal successo del primo romanzo di Nick Hornby – Febbre a 90°.

Era il primo romanzo, ma uscì in Italia dopo il secondo, Alta fedeltà. La prosa di Hornby incontrò un immediato successo per la sua ironia, anzi l’autoironia con cui sapeva descrivere le paturnie del tifoso (l’Arsenal, nel suo caso), come il risultato della tua squadra possa influire sull’umore o, peggio, sul senso della vita.
Altri come me sanno di avere un debito verso Nick Hornby: senza Febbre a 90°, la letteratura italiana (non sempre di alta qualità, ovvio), avrebbe allargato la distanza con quella sudamericana e con quella anglosassone nel praticare “l’arte del romanzo” all’interno delle coordinate dello sport, e del calcio in particolare.

Era una premessa. L’ho fatta perché così mi viene più facile dichiarare un secondo debito con Hornby.
Per anni ha fatto da recensore di libri per una rivista statunitense – The Believer.

Guanda ha pubblicato tre raccolte di suoi testi apparsi su The Believer, e più volte mi sono lasciato convincere a comprare (e persino a leggere) ciò che gli era piaciuto.
Ma anch’io su questo blog da una dozzina d’anni scrivo appunti derivati da varie letture. La novità è che ho deciso di copiare l’inizio della rubrica di Hornby, il doppio elenco dei libri comprati e dei libri letti.

Ci avevo già pensato.
A trattenermi erano state due considerazioni. Avrei esposto a sconosciuti uno dei miei problemi più seri, la bulimia della carta stampata, che mi spinge a comprare il doppio dei libri che leggo. E avrei mostrato quant’è contraddittorio seguire gli impulsi: nel solo 2017 ho comprato 34 libri che non ho letto, circa 500 euro appoggiati su varie mensole in attesa di tempi migliori…

Vabbé, di premesse ne ho fatte troppe, da domani, ogni mese pubblicherò il doppio elenco: i libri comprati e quelli effettivamente letti.

A fumetti la “Storia popolare dell’Impero americano” di Howard Zinn

Ne ho già scritto in più occasioni (qui e qui). Fingendo di svolgere una conferenza a una platea studentesca, l’anziano storico disseppellisce (direbbero i Wu Ming) alcune pagine oscure della storia Usa.

Proprio in questi giorni ricorre il cinquantesimo anniversario di uno dei fatti storici che più hanno segnato la mia infanzia: il massacro di My Lai.

Non ho letto dotti ricordi sulla grande stampa, che pure a certe ricorrenze dedica pagine e pagine.

Mentre ancora in città come Atlanta, vigeva il segregazionismo anche nelle biblioteche, scrive Zinn, “in Vietnam i soldati neri venivano uccisi in proporzione doppia rispetto al loro peso sulla popolazione statunitense”.

Intorno al 16 marzo 1968, veniva compiuto il massacro di My Lai: circa 400 vietnamiti, fra donne, bambini e anziani, furono trucidati e gettati in un canale in secca.

Del massacro si seppe solo nel novembre 1969, grazie al giornalista Seymour Hersh e alla Associated Press.

Fu il tenente William L. Calley a dare l’ordine. Condannato all’ergastolo, fu graziato tre anni dopo dal presidente Richard Nixon – qui
Fu un soldato americano di un’altra compagnia, Hugh Thompson, a interrompere la strage – qui
E fu un fotografo americano, Ron Haeberle, a scattare le fotografie (compresa quella qui sopra) che impedirono di negare i fatti – qui

Nemmeno tre settimane dopo, il 4 aprile 1968, a Memphis, Tennessee, veniva assassinato Martin Luther King.

Nel 1967, il Segretario alla Difesa Robert McManara commissionò uno studio segreto sul coinvolgimento degli Stati Uniti nel sud-est asiatico, affidato alla Rand Corporation; un amico di Zinn è colui che fotocopia le settemila pagine del rapporto finale, da cui emerge che fin dalla presidenza Truman, gli Usa avevano fornito armi e finanziamenti alla Francia per mantenere il controllo coloniale sull’Indocina. Quattro Presidenti avevano mentito al Congresso: i Pentagon Papers del film «The Post».

“C’era forse un legame fra il Watergate ed il Vietnam? Certo! Era la stessa politica: il potere imperiale non si lascia spontaneamente limitare dalla legge”, conclude Zinn.

Alla fine della conferenza, che fa da spunto narrativo al graphic novel di Konopacki e Buhle, rispondendo alla domanda di una studentessa, Howard Zinn dice: “La mia speranza è che voi non siate troppo scoraggiati per come il mondo appare in questo momento”.

Chine, Hugo Pratt per l’Espresso

Pratt ha sempre indicato fra i suoi modelli Milton Caniff («Terry e i pirati», «Steve Canyon»), un maestro, scrive Luca Raffaelli, nel “suddividere gli spazi all’interno di una vignetta in macchie nere o bianche”, imponendo al lettore una precisa, doppia gerarchia: “ciò che è importante e ciò che lo è meno, ciò che è vicino oppure lontano”.

A sua volta, il Pratt docente presso la Escuela Panamericana de Arte, in Argentina, insegnava agli allievi che tutti i problemi del disegno andrebbero risolti “con due soli valori cromatici: il bianco e il nero. Col bianco e nero dovete dare a tutti gli elementi il volume, il clima, la prospettiva, la luce e l’ombra, i motivi e le textures, i dettagli”.

Questo volume – circa 140 pagine – raccoglie immagini fini a sé stesse, e quasi sempre mute. Più illustrazioni che fumetti, divise in 3 blocchi: Guerra, Grafica, Scherzi.

Ci sono immagini composte nel 1959 per la Fleetway Publications di Londra; una serie di 7 illustrazioni per le copertine della rivista «Hora Cero Extra» (primi piani di militari di razze diverse, impegnati nella Seconda guerra mondiale); una decina di tavole finalizzate ad accompagnare racconti polizieschi pubblicati nel ’61 sulla rivista «Vea y lea»; 5 immagini d’ambientazione spagnola per un volume fotografico di Fulvio Roiter; le copertine per i 45 giri di Paolo Conte e Lio, altre copertine per libri, manifesti, schizzi (in alcuni compare anche Corto). Il grosso del volume riprende le illustrazioni per le storie di Wilbur Smith («Chine di guerra») commissionate a Pratt da «Il Messaggero».

Aspettando Corto, Hugo Pratt racconta la sua infanzia e adolescenza

Rivisitazione – avvenuta nel 1987 – di «Le pulci penetranti», uscito nel 1971 per Alfieri. Sedici anni dopo venne ristampato dagli Editori del Grifo, a cura di Antonio De Rosa.

Raccoglie decine di disegni e acquerelli di Pratt, e fotografie dall’archivio di Patrizia Zanotti, a corredare un lungo testo autobiografico, un autoritratto romanzato che recupera i ricordi d’infanzia e d’adolescenza. Il tono è quello dell’avventura picaresca, divertita e divertente. È un testo spudorato e avventuroso, che spinge il lettore a invidiare le esperienze (anche quelle violente e pericolose) accadute a quel bambino e ragazzo.

Ugo arriva in Africa a dieci anni, nel 1937. Il padre, Rolando, “in una delle sue bravate giovanili aveva dato un pugno su un naso stortandolo tutto”; in tribunale, lo difese il padre di Tinto Brass, si fece sei mesi di galera e all’uscita gli risultò difficile trovare un lavoro, nonostante fosse dichiaratamente fascista.

Il bambino finisce ad Addis Abeba, al Villaggio Littorio. Le pulci penetranti sono insetti, parassiti che si introducono sotto le unghie dei piedi.
A differenza del padre, il ragazzino impara a parlare abissino e fa amicizia con alcuni indigeni; ammaestra delle scimmie, ma è costretto a liberarle dopo l’ennesimo incidente col padre, che minaccia di ucciderle.
Poi arriva la guerra ed è presto chiaro che gli italiani la perderanno. Ugo viene inquadrato nella Polizia Coloniale e fa inutilissime marce di 30 chilometri sotto il sole. “Allora ancora non sapevo che lo spettacolo del mondo stava diventando il mio archivio vivo di disegnatore. Avevo tredici anni”.

Fa l’amore con “la Nanda Brancati”, una coetanea. A insegnargli come si fa ,è un’abissina che si chiama Miriam.

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