2586, mi ricordo

Mi ricordo certi sbandamenti psicologici, per cui bastano una parola o un dettaglio per ritrovare speranze che sembravano impossibili.

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2585, mi ricordo

Mi ricordo gli elefanti marini, enormi e con piccoli occhi cisposi, spiaggiati, a peso morto.

2584, mi ricordo

Mi ricordo la mattina in cui ho cominciato con l’ospedale che sta Est e ho proseguito con quello che sta a Ovest.

2583, mi ricordo

Mi ricordo gli odori dei disinfettanti a voler coprire tutti gli altri, paura compresa, nella sala d’aspetto del Pronto Soccorso.

2582, mi ricordo

Mi ricordo la visita fiscale per l’opinione del medico sui gastroprotettori.

2581, mi ricordo

Mi ricordo il comportamento sguaiato e arrogante di un gruppo di boyscout sul pratone dei Pianotti di Gaggio Montano.

2580, mi ricordo

Mi ricordo quando il babbo ricordava l’esperienza da sindacalista, e metà degli anni Cinquanta, nella provincia di Cuneo.

2579, mi ricordo

Mi ricordo che subito prima che arrivassero i gatti, sperando che almeno uno mi facesse contento, ho pronunciato la fatidica frase: “Speriamo che miagoli…”.

2578, mi ricordo

Mi ricordo che non sopportavo la dance e il revival “alla Grease”, ma restavo ipnotizzato da Donna Summer e Olivia Newton-John.

2577, mi ricordo

Mi ricordo Saul Bellow spiegarci che la malattia di Leonard Zelig è perfettamente logica.

#Inter-Benevento

evento irripetibile, vedere un gol di Candreva e di Dalbert nella stessa partita, resta da capire cosa sia successo a Gagliardini per non azzeccare un passaggio più lungo di tre metri.

2576, mi ricordo

Mi ricordo Joséphine Baker ancheggiare mentre cantava “J’ai deux amours”.

2575, mi ricordo

Mi ricordo che un fondamentale quanto sottovalutato cambio di paradigma è avvenuto nei concerti, quando si sono spenti gli accendini e accesi gli smartphone.