2668, mi ricordo

Mi ricordo film (tipo Dirty Dancing) in cui certe minorenni vengono interpretate da attrici di ventisette anni.

Alice e il sindaco [Alice et le maire], Nicolas Pariser, 2019 [filmTv75] – 8

Il voto è alto, a segnalare l’invidia: quando mai vedremo un film italiano che affronti la politica con questa intelligenza?

Produzione franco-belga, regista a me ignoto (secondo film), protagonisti Anaïs Demoustier (Alice) e Fabrice Luchini (Paul Theraneau, il sindaco), con ruoli incisivi di Antoine Reinartz e Léonie Simaga.

Impegnato in politica da più di trent’anni, fra i leader storici del partito socialista, il sindaco di Lione ha raggiunto una certezza: la sua non è una crisi passeggera, è svuotato, disilluso, non ha più idee. Il suo staff cerca di aiutarlo assumendo una giovane donna che conosce le lingue, ha studiato filosofia e lavorato all’estero. Una specie di cervello in fuga, appena rientrato alla base. Ma il suo è un ruolo inedito, impalpabile: di quali idee si parla? Cosa serve davvero al sindaco? Empatia e modestia sono le qualità da ritrovare?

Alice stimola Thereneau, acquista credito, Paul si fida di lei, le concede più di una confidenza, “Riabituami a pensare”, le chiede, e le fa scalare le gerarchie, la impone in un ruolo scomodo, lo staff appare perplesso… Nel frattempo, la crisi dei socialisti esplode a Parigi, una figura come quella del sindaco di Lione potrebbe assumere la leadership nazionale, va scritto il discorso che può aprire la strada all’Eliseo. E Paul si chiude in una stanza con Alice…

Pochi film hanno saputo trattare la politica contemporanea con tanta finezza. Pariser riesce a raccontare lo smarrimento di senso della sinistra occidentale, all’inseguimento di idee brillanti e convincenti e di personalità di cui sia possibile fidarsi. Ne fa derivare la necessità di una rottura con la tradizione, il discorso del sindaco sarebbe ispirato ai limiti del pianeta e alla solidarietà fra generazioni, contro il dominio della finanza.

Nell’aria, aroma di Rohmer. Dolce e amaro, il doppio finale spinge a tanti pensieri sulla vita pubblica e privata.

L’8 Luglio di 13 anni fa

L’8 luglio 2007 cadeva di venerdì: verso le 13.00 stavo in ufficio, quando ho ricevuto una telefonata dai Carabinieri. In pieno giorno, dei ladri erano penetrati nel mio appartamento.

Venti minuti di panico, mentre correvo a casa, pensando a cosa potessero aver fatto (mia moglie era più lontana, sarebbe rientrata dopo). Sul pianerottolo, due carabinieri, la porta era stata divelta dai cardini, si poteva entrare solo mettendosi di profilo, mi hanno aiutato con un martello a far rientrare quella sbarra di ferro che pensavo fosse sufficiente a stare tranquilli. Allora come oggi, abito al quinto piano, la mia era l’ultima porta non blindata.

Più che l’entità del furto (il pc dell’ufficio, pochi orecchini, anelli e collane; non i contanti né le macchine fotografiche) mi sono spaventato non riuscendo a trovare Cholo – si era nascosto chissà dove, mentre Brujita stava placidamente sul letto, in mezzo ai vestiti tolti dai cassetti e gettati da ogni parte.

Il vero danno fu rappresentato dalla necessità di sostituire la porta; avemmo un po’ di fortuna e riuscimmo a farlo in pochi giorni, ma almeno fino alla tarda mattinata del sabato valutammo di far saltare le ferie…

A conclusione di quella esperienza, ricordo il suggerimento che mi diede il carabiniere, in caserma, dopo aver certificato la mia deposizione: “fate delle fotografie agli oggetti di valore, altrimenti diventa impossibile identificarli”.

Cholo riapparve da chissà dove, sentendo la voce di mia moglie che stava salendo le scale. Mi stavo chiedendo come glielo avrei detto…

2667, mi ricordo

Mi ricordo quanto mi piace far scendere le tapparelle e vedere un film poco impegnativo di pomeriggio, stravaccato sul divano.

2666, mi ricordo

Mi ricordo note di Ennio Morricone salvare film altrimenti indifendibili.

 

2665, mi ricordo

Mi ricordo il 712460, l’893524, il 561821, prefisso 051, numeri di telefono usati negli anni Settanta.

Concerti, i 30 più emozionanti

Prevale il giudizio sulla performance, rispetto a quello sui musicisti. E, forse, qualche ricordo di tanti anni fa è ammantato da un’aura parzialmente immeritata, non fosse altro perché tendevo a stare più vicino al palco…

2664, mi ricordo

Mi ricordo il giorno in cui mi sono accorto di possedere, senza averli mai letti, sia Tropico del Cancro che Tropico del Capricorno.

2663, mi ricordo

Mi ricordo la piadina “Insonnia” sul lungomare di Valverde di Cesenatico, con l’abbinamento fra squacquerone e tonno.

2662, mi ricordo

Mi ricordo di aver trovato incomprensibili certi appunti presi al tempo dell’università, e chissà se li capivo allora.

2661, mi ricordo

Mi ricordo che avrei avuto bisogno di fare un corso di dizione.

Hakimi

2660, mi ricordo

Mi ricordo che il caminetto spento di Fanano era il posto ideale per nascondersi, quando Brujita non voleva essere disturbata.

Un solo pianeta

2659, mi ricordo

Mi ricordo che avevo diciassettenne anni, quasi diciotto, la prima volta che vidi una ragazza con bikini nero che si spalmava la crema solare.

2658, mi ricordo

Mi ricordo il bzzz e l’attimo fumoso, quando una zanzara finiva arrostita dall’apposita incandescenza azzurra, nell’osteria dello zio Nino.

2657, mi ricordo

Mi ricordo i colori vivaci degli scacciamosche di plastica, e la nonna che lo lavava, ogni tanto.

#LaurelAndHardy. Ciao amici! [Great Guns], Montague Banks, 1941 – 5

Giardiniere in una grande villa, vediamo Stan tagliare l’erba con le forbicine e mettere in salvo una lumachina, mentre una cornacchia (Penelope) sta appollaiata sulla sua spalla. Arriva il postino, porta la chiamata alla visita di leva per il padrone di casa. Ollie è in divisa da autista: sono alle dipendenze del ricco Dan Forrester (Dick Nelson) e delle sue due zie, Martha e Agatha… Dan è sempre malato, pare sia allergico a 108 sostanze (tra cui candele, cetrioli e mele cotogne), ma alla visita di leva viene considerato idoneo: per proteggerlo, i nostri decidono di entrare nell’esercito. Reclute come in tanti altri film, si rendono presto ridicoli; intorno a loro, svolazza Penelope.

Il sergente Hippo (Edmund MacDonald) prende a bersaglio i nostri e poi anche Dan, quando si accorge della reciproca simpatia con Ginger (la ventenne Sheila Ryan), che gestisce il laboratorio fotografico a Fort Merritt, Texas, dove avviene l’addestramento di reparti di cavalleria. Leggi il resto dell’articolo

2656, mi ricordo

Mi ricordo che per tre mesi non ho mai indossato una camicia.

2655, mi ricordo

Mi ricordo che a ogni risistemazione della libreria, in fondo, tendi a privilegiare gli scrittori più amati.

3-3 fa rima con difesa a 3

2654, mi ricordo

Mi ricordo il pesante senso di oppressione che coincide con l’arrivo del grande caldo.

2653, mi ricordo

Mi ricordo quando, infine, in un caldo pomeriggio ci siamo liberati della cyclette.