2067, mi ricordo

Mi ricordo che se il temporale lungamente annunciato non arriva, l’umore ne risente.

2066, mi ricordo

Mi ricordo l’attesa spasmodica, nevrotica, della perturbazione che mette la parola fine a un certo tipo di estate.

Piallassa della Baiona

2065, mi ricordo

Mi ricordo il tono di verde “mela renetta” con cui tinteggiarono i muri esterni delle mie scuole, elementari e medie.

2064, mi ricordo

Mi ricordo che ci eravamo immaginati a Praga o a Budapest, poi a Barcellona, poi a Bilbao, e invece andremo in Umbria.

2063, mi ricordo

Mi ricordo che per riuscire a prendere il treno delle 12 e 12, alcune volte cominciavamo a correre da porta Mascarella.

2062, mi ricordo

Mi ricordo passeggiare lungo le stradine del centro storico la mattina di ferragosto.

2061, mi ricordo

Mi ricordo che mi piaceva un’espressione andata in disuso: “una fame da lupo”.

Riflessi (una delle mie solite, rare, foto artistiche)

2060, mi ricordo

Mi ricordo che l’ultima corsa di Bolt somigliava sinistramente a una recita.

2059, mi ricordo

Mi ricordo scegliere le cassette da far suonare in macchina prima di partire per una gita.

2058, mi ricordo

Mi ricordo che dipese anche dal caldo, oltre che dalla carta di credito, la fallita programmazione per Praga.

2057, mi ricordo

Mi ricordo l’ansiosa, interminabile attesa della saccatura atlantica.