Canzoni a colazione (20) – E s’agita nel sangue delle genti dai canti e dalle risa rinvigorite…

Sapete della chiavetta Usb nella quale ho racchiuso 1.000 canzoni; non era ancora accaduto che la funzione Random facesse prevalere le voci e i suoni italiani, cinque su otto… Feed the Tree (Belly), Internazionale (Area), Miss Sarajevo (Pavarotti e Bono), Anima latina (Lucio Battisti), Lover Lover Lover (Leonard Cohen), La vie en rose (Grace Jones), Estate (Jovanotti), Non finirà (Enrico Ruggeri).

Canzoni a colazione (19) – Canzoni che sanno chi sei molto meglio di te / gli accordi migliori rimangono sempre quei tre…

Ormai sapete della chiavetta Usb nella quale ho racchiuso 1.000 canzoni… Stavolta, la funzione Random me ne ha riproposto una già “uscita” (valuterò il da farsi). Nove canzoni, da cinque Paesi diversi (Italia, USA, Francia, GB, Svezia e Germania): In pieno rock’n’roll (Ligabue), I Should Live in Salt (The National), Maps (Yeah Yeah Yeahs), Cocaine (Eric Clapton), Can’t Find My Way Home (Blind Faith), Roxanne (The Police), Fernando (Abba), Letze tage letze nachte (Popol Vuh).

Canzoni a colazione (18) – Quando ci si vuol bene / si è sempre soli fra tanta gente…

Domenica mattina, dalla funzione Random sulla chiavetta Usb nella quale ho racchiuso 1.000 canzoni, escono queste nove: E adesso che tocca a me (Vasco Rossi), In the Margins (Echo & the Bunnymen), E ti vengo a cercare (Franco Battiato), La festa (Adriano Celentano), Dark Was the Night… (Blind Wille Johnson), I Only Want to Be with You (Dusty Springfield), Jealous Guy (Bryan Ferry), Heroes (David Bowie).

Canzoni a colazione (16) – Ecco, ci siamo, ci sentite da lì?

Vacanze quasi finite, ma anche stamattina ho avuto tempo per fare colazione, attivando la funzione Random sulla chiavetta Usb nella quale ho racchiuso 1.000 canzoni. Ecco l’esito: No Surprises (Radiohead), Ho ancora la forza (Ligabue e Guccini), Hummingbird (Wilco), In My Arms (Kylie Minogue), Prayer for the Paranoid (Mojave 3), Italiani d’Argentina (Ivano Fossati), Les amants d’un jour (Edith Piaf).

Canzoni a colazione (15) – D’un tratto qualcuno alle mie spalle / Forse un angelo vestito da passante…

Non perderò certo questa abitudine: quando abbiamo tempo per fare colazione, attivo la funzione Random per la chiavetta Usb nella quale ho racchiuso 1.000 canzoni, ed ecco l’esito di pochi minuti fa: Meraviglioso (Domenico Modugno), Let England Shake (P.J. Harvey), Le vent nous portera (Noir Désir), Hey Jude (The Beatles), China Girl (David Bowie), Precious (Annie Lennox), Bongo Bong (Manu Chao), Il gabbiano infelice (Il Guardiano del Faro), Bored By Dreams (Marianne Faithfull).

Canzoni a colazione (14) – Tu, oh tu, non cerchi il blu / Tu non mi dai che lacrime / E un amore tutto grigio…

Lunga colazione a tempo di musica, la funzione Random scandaglia fra le 1.000 canzoni racchiuse nella chiavetta Usb, con un esito che oggi non esito a definire di altissimo livello: I Want You (Bob Dylan), Home (Depeche Mode), La canzone dell’amore perduto (Franco Battiato), Blu, l’amore è blu (Maurizio e i New Dada), Kiss the Rain (Billie Myers), Headstart for Happiness (The Style Council), Do You Realize?? (The Flaming Lips), I Will Be Waiting (Lisa Stansfield), Help the Aged (Pulp).

Canzoni a colazione (13) – And here’s to you, Mrs. Robinson / Jesus loves you more than you will know…

Colazione a tempo di musica, con la funzione Random che si diverte a scegliere fra le 1.000 canzoni racchiuse nella chiavetta Usb; si potrà discutere della qualità, non della varietà, ecco cosa è uscito oggi: Heaven (Emeli Sandé), I’m Your Baby Tonight (Whitney Houston), Bohemian Like You (The Dandy Warhols), Fino all’estasi (Ramazzotti e Scherzinger), How We Operate (Gomez), Another Brick in the Wall II (Pink Floyd), Casa mia (Equipe 84), Mrs. Robinson (Simon & Garfunkel), Black Is Black (Los Bravos).

Canzoni a colazione (12) – E tu che sei comparsa tutto a un tratto / E in un momento hai colorato tutto…

Domenica mattina, colazione a tempo di musica: fra le mille racchiuse nella chiavetta Usb, oggi la funzione Random mi ha riproposto queste otto: Last Kiss (Pearl Jam), Born this Way (Lady Gaga), Ma solitude (Georges Moustaki), Farther Along (The Flying Burrito Brothers), A modo mio (Claudio Baglioni), Bourée (Jethro Tull), La mia città (Luca Carboni), One by One (Chumbawamba).

Canzoni a colazione (11) – Non ho più speranze / In me c’è la notte più nera…

Viene sabato, torna la possibilità di fare colazione a tempo di musica. Fra le mille racchiuse nella chiavetta Usb, oggi la funzione Random mi fa riascoltare otto canzoni notevoli: Four Strong Winds (Neil Young), Mother Rose (Patti Smith), La cura (Franco Battiato), No Holly for Miss Quinn (Enya), Se tu non torni (Miguel Bosé), Pugni chiusi (Piero Pelù), Behind Blue Eyes (The Who), Betterman (Pearl Jam).

Canzoni a colazione (10) – Dimmi chi sono quegli uomini stanchi / di chinar la testa e di tirare avanti

Ormai lo sapete, è la decima volta che mi ripeto: mentre preparo la colazione e la faccio, c’è tempo per ascoltare un po’ della musica racchiusa nella chiavetta Usb (1.000 canzoni). La funzione Random mostra una sua specifica intelligenza negli accostamenti: Fuori dal mondo (I GIganti), Boom Boom (John Lee Hooker), E io ci sto (Rino Gaetano), Save the Last Dance for Me (The Drifters), Mandela Day (Simple Minds), Primavera di Praga (Francesco Guccini), Canto di Primavera (Banco), Hey Joe (Jimi Hendrix), Laura e l’avvenire (Ivano Fossati).

Canzoni a colazione (9) – It seems so long ago / Nancy was alone / A forty five beside her head / an open telephone

Sabato, c’è tempo per fare colazione ascoltando un po’ della musica sulla chiavetta in cui ho racchiuso il migliaio di canzoni che preferisco. Ecco cosa è “uscito” stamattina dalla funzione Random: It’s a Good Time (That Petrol Emotion), Northern Light (Renaissance), Live to Tell (Madonna), My Girl (The Temptations), Farfallina (Luca Carboni), Just a Little Misunderstanding (The Contours), Just the Way You Are (Billy Joel), Seems so Long Ago, Nancy (Leonard Cohen).

Canzoni a colazione (8) – Meglio del perdersi in fondo all’immobile / Meglio del sentirsi forti nel labile

In ferie anche oggi, più tempo per preparare la colazione, e per farla, ascoltando un po’ della musica sulla chiavetta in cui ho racchiuso le mille canzoni che preferisco. Ecco cosa è “uscito” stamattina dalla funzione Random: Heaven or Las Vegas (Cocteau Twins), People Are Strange (The Doors), E-Bow the Letter (R.E.M. + Patti Smith), Can’t Take My Eyes of You (I Love You Baby) (Gloria Gaynor), I giardini di marzo (Lucio Battisti), It’s A Dream (Neil Young), Lieve (Marlene Kuntz), Satellite of Love (Lou Reed).

Canzoni a colazione (7) – E sarà sempre un nuovo gioco, per tenere acceso il fuoco, nel lungo tempo da venire

Due giorni di ferie: a colazione, c’è il tempo per ascoltare un po’ di musica dalla chiavetta in cui ho racchiuso le mille canzoni che preferisco. Per una volta, stamattina, prevalgono le voci italiane: Heart of Gold (Neil Young), Good Times (Eric Burdon & The Animals), Luna indiana (Alice), Cosa farò da grande (Gino Paoli), North Marine Drive (Ben Watt), Respiro nel blu (Eros Ramazzotti), Amore diverso (Eugenio Finardi).

Canzoni a colazione (6) – La funzione Random ha un’anima

Belle e ormai rarissime, le feste infrasettimanali: a colazione c’è il tempo per ascoltare un po’ di musica dalla chiavetta in cui ho racchiuso le mille canzoni che preferisco. Ecco le nove di stamattina: Born in the U.S.A. (Bruce Springsteen), Refugee (Oi Va Voi), Love to Be Loved (Peter Gabriel), Baltimore Oriole (George Harrison), New Year’s Day (U2), Higher than the Sun (Primal Scream), Jessica (Allman Brothers Band), Love Her Madly (The Doors), 100.000 Fireflies (The Magnetic Fields). Penultima, esce la voce di Jim Morrison, nato l’8 dicembre, cinquantotto anni fa.

Canzoni a colazione (5) – Voglio te, una vita, far l’amore nelle vigne…

Ogni tanto, per colazione c’è il tempo per ascoltare un po’ di musica dalla chiavetta in cui ho racchiuso il migliaio di canzoni che preferisco. Funzione Random, ecco le sette di stamattina: Due mondi (Lucio Battisti), Everybody Hurts (R.E.M.), Almeno credo (Ligabue), E ti avrò (Sandie Shaw), Stockton Gala Days (10.000 Maniacs), All You Need Is Love (The Beatles), Born to Be Wild (Steppenwolf).

Canzoni a colazione (4): Dimmi a che serve restare, lontano in silenzio a guardare…

Ogni tanto, per colazione c’è il tempo per ascoltare un po’ di musica dalla chiavetta in cui ho racchiuso il migliaio di canzoni che preferisco. Funzione Random, ecco le otto di stamattina: Born to Run (Bruce Springsteen), Birdland (Weather Report), Electrolite (R.E.M.), All My Loving (The Beatles), Cambodja (Kim Wilde), Echo Beach (Martha & the Muffins), She Will Be Loved (Maroon 5), Boys Don’t Cry (The Cure), Cade la pioggia (Negramaro).

Canzoni a colazione (3) – Nel più bel sogno ci sei solamente tu…

Solo al sabato o alla domenica mattina, per colazione c’è il tempo per ascoltare un po’ di musica dalla chiavetta che racchiude un migliaio di canzoni selezionate. Funzione Random. Ecco le otto di stamattina: Alabama Song (The Doors), All I Really Want To Do (Cher), Estetica (Lucio Battisti), Candy-O (The Cars), Alone Again Or (Love), Blue Jean (David Bowie), All Of My Love (Led Zeppelin), Canzone (Don Backy)…

Canzoni a colazione (2): Ho cenato a prezzo fisso seduto accanto a un dolore…

Al sabato o alla domenica mattina, per colazione c’è il tempo – e l’ora appropriata – per ascoltare un po’ di musica dalla chiavetta che racchiude un migliaio di canzoni selezionate. Funzione Random. Ecco le nove di stamattina: Bitter Creek (Eagles), Almeno tu nell’universo (Mia Martini), Bigmouth Strikes Again (The Smiths), E tu come stai (Claudio Baglioni), All Apologies Unplugged (Nirvana), A modo tuo (Ligabue), Ciao amore ciao (Dalida), Cade la pioggia (Negramaro), A Paris (Yves Montand).

Canzoni a colazione (1): Guarda, c’è un bel film, se facciamo in tempo ci andrei…

Al sabato o alla domenica mattina, per colazione c’è il tempo – e l’ora pare appropriata – per ascoltare un po’ di musica da una chiavetta che contiene il migliaio di canzoni che prediligo. Funzione Random. Ecco le nove di stamattina: Agnese dolce Agnese (Ivan Graziani), Al cinema (Lucio Battisti), Cadillac Walk (Willy DeVille), Al mondo (Mia Martini), Everybody’s Changing (Keane), Café de la Paix (Franco Battiato), Bittersweet Symphony (Verve), Creep (Radiohead), Born in Time (Bob Dylan).

#Doisneau e la musica, Clémentine Deroudille

La vita è dolce… E il genere umano meriterebbe di viverla con leggerezza, nel modo più affettuoso possibile… Sono questi i pensieri che associo alle fotografie di Robert Doisneau (1912-1994), uno dei più celebri e amati fotografi del Ventesimo secolo.

Maestro di empatia, fin da giovanissimo Doisneau sceglieva i soggetti con un’indole bonaria e romantica. Sua questa frase emblematica, che sembra fatta apposta per il celebre “bacio” davanti all’hotel de Ville: “un attimo di felicità si ha voglia di conservarlo”.

Narra la leggenda, che per mettere a proprio agio soggetti poco spontanei, Doisneau recitasse la parte dell’incompetente, del dilettante, fingendo di dover riparare guasti inesistenti: immancabilmente, chi stava in posa si rilassava.

Più che considerarsi un artista, aveva piacere di stare accanto a quelli che considerava tali (Prévert, per esempio, o Brassens). Era convinto che il talento sia simile al polline: entrandoci in contatto, è possibile trattenerne qualche traccia.

“Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere”.

Sua nipote, Clémentine Deroudille, giornalista, regista e produttrice radiofonica, ha curato questo volume, uscito in occasione della mostra Doisneau et la musique, ospitata alla Cité de la Musique-Philharmonie de Paris fra la fine del 2018 e la primavera dell’anno successivo: sono riprodotte oltre cento fotografie, molte inedite, che raccontano la passione del fotografo per la musica e i musicisti.

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Spoon River: l’antologia di Edgar Lee Masters, l’album di Fabrizio De André

Cinquant’anni fa usciva Non al denaro non all’amore né al cielo.

Spoon River Anthology è una raccolta di poesie di Edgar Lee Masters, pubblicata tra il 1914 e il 1915 sul Mirror di Saint Louis, prima di essere raccolta in volume. In forma di epitaffio, ogni testo fa parlare un abitante dell’immaginaria cittadina di Spoon River, sepolto nel cimitero locale; il nome deriva dal fiume che scorre vicino a Lewistown, Illinois. Quando Lee Masters pubblicò i versi, inizialmente su una rivista e sotto pseudonimo, esercitava il mestiere di avvocato, ma aveva studiato tedesco (leggeva Goethe in originale), greco e latino.

La prima edizione della raccolta contava 213 poesie, diventate poi 243 nella versione definitiva. Con estrema semplicità, Masters si ispirò a persone realmente vissute nei paesi di Lewistown e Petersburg, vicino a Springfield, dove era cresciuto; alcune sono sepolte e individuabili nel cimitero di Oak Hill, sotto nomi differenti. Caratteristica essenziale di queste persone è l’essere morte, dunque possono esprimersi con sincerità.

Nel ventennio fascista, la letteratura americana venne ostracizzata dalla censura; la prima edizione italiana (Antologia di S. River) porta la data del 9 marzo 1943, nella traduzione di Fernanda Pivano, la quale raccontò: «Ero una ragazza quando ho letto per la prima volta Spoon River: me l’aveva portata Cesare Pavese, una mattina che gli avevo chiesto che differenza c’è tra la letteratura americana e quella inglese». La traduzione impegnò dal 1937 al ’41, ed ecco quali riteneva fossero i temi principali: “la rivolta al conformismo, la brutale franchezza, la disperazione, la denuncia della falsa morale, l’ironia antimilitarista, anticapitalista, antibigottista: la necessità e l’impossibilità di comunicazione”.

Fu Pavese – che aveva scoperto l’Antologia nel 1930 – a convincere Giulio Einaudi a pubblicare la traduzione della Pivano. Nel 1950, Pavese scrisse: “le spettrali, dolenti, terribili, sarcastiche voci di Spoon River ci hanno tutti commossi e toccato a fondo”.

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Canzoni. Storia dell’Italia leggera, Edmondo Berselli, Il Mulino, 1999

Edmondo Berselli era uno dei rari intellettuali interessati allo studio della cultura pop – il calcio come la musica – con la stessa serietà appassionata di chi si dedica ai classici studi accademici. Frase paradigmatica: “A me non sembra più il caso di spiegare le passioni con le teorie”.

In questo testo, riesce ad affrontare con destrezza alcune curve fondamentali della musica pop italiana, le canzonette su cui è cresciuta l’identità nazionale, a partire dai primi anni Sessanta, quelli segnati dal boom economico, da Mina e Celentano, per poi passare attraverso il beat dei “complessi”, con una particolare attenzione ai Rokes di Shel Shapiro; seguono Giulio Rapetti e i due Battisti (quello mogoliano e quello che cantava testi di Pasquale Panella), fino a Vasco Rossi, Claudio Baglioni e gli 883 di Max Pezzali.

Interrogandosi sui cambiamenti di costume, mentalità, ideologia, intervenuti a partire dal 1960, Berselli riesce nell’impresa di rinnovare quanto sosteneva un personaggio di Truffaut, secondo cui “le canzonette contengono la verità; e più son sceme, più sono vere”. La sua è un’ermeneutica focalizzata sull’interpretazione di testi, frequentemente citati, evitando di scadere nella nostalgia, consapevole di quel che Pasolini definiva il “potere magico, abiettamente poetico” delle canzonette. Vale la pena ricordare che a intervistare i giovanissimi Mina e Celentano, erano Oriana Fallaci, Mario Soldati, Camilla Cederna…

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Tenco a fumetti, di Luca Vanzella e Luca Genovese

La morte di Luigi Tenco resta priva di un movente credibile. A meno di non considerare tale il biglietto trovato accanto al cadavere. Un biglietto autografo. Un patetico atto d’accusa contro la giuria del Festival. Così patetico che a molti non sembrò autentico. Il Festival non si fermò nemmeno per un evento così tragico. Al funerale “non un cantante mandò un fiore” (Fabrizio De André).

Luigi Tenco si è sparato un colpo di pistola alla tempia nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 1967. Era chiuso nella stanza 219 dell’Hotel Savoy a Sanremo. Poche ore prima la sua canzone Ciao, amore ciao era stata eliminata dal Festival.

Fu una morte scandalosa, per la scelta dei tempi e del luogo. Le indagini furono frettolose e poco accurate. Diversi interrogativi non hanno mai trovato risposte chiare. Quella di Vanzella (sceneggiatore) e Genovese (disegni) è una ricostruzione “fedele” e “avvincente”, scrive Mario Luzzatto Fegiz nell’introduzione.

Il graphic novel comincia nell’autunno 1966, in uno studio televisivo, dove Tenco è sottoposto alla contestazione di un pubblico che gli rimprovera lo scarso “impegno” politico. Replica con frasi che – insieme all’esergo: “Bastano le parole per fare una grande canzone” – sintetizzano la sua ricerca poetica: “Soldi spero di farne, perché uno coi soldi sta più tranquillo, più libero… io faccio anzitutto il cantante. Io canto non perché mi interessa protestare. Io canto, ripeto, perché mi piace la musica… Io faccio canzoni e anziché farle e cercare di guadagnare soldi scrivendo di fiorellini eccetera, lo faccio parlando di determinate cose, alle quali credo”.

Che il suo temperamento sia poco accomodante, lo dimostra la scenata al veglione di Capodanno del 1967.

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