Arancione molto scuro

Era dal 16 gennaio – sei settimane fa – che non si registravano tanti nuovi contagi come i 16.402 registrati ieri.

Era dal 2 febbraio – tre settimane fa – che il numero dei ricoverati nelle terapie intensive non superava i 2.157 registrati ieri.

Non ci sono variazioni significative nel numero settimanale dei morti dal 24 dicembre.

Non ci sono variazioni significative nel numero settimanale dei contagi dal 26 dicembre.

In media, ogni ora, tutte le ore, vengono individuati 505 nuovi contagiati.

In media, ogni ora, tutte le ore, vengono dichiarati 13 morti.

Non parlo dei cacciatori di voti, ma è possibile che qualche persona comune ritenga sensato “ammorbidire” le attuali disposizioni?

3339, mi ricordo

Mi ricordo che ci fu un tempo in cui più di 3 milioni di italiani ogni anno sottoscrivevano una tessera di partito.

Nuova, Vecchia Fase

3338, mi ricordo

Mi ricordo Brecht sostenere che fondare una banca è molto peggio che rapinarla.

Giuseppe Conte saluta, dovremo implorarlo di tornare

La scena degli applausi dalle finestre di Palazzo Chigi non ricordo di averla vista quando se ne andò Renzi… In meno di 24 ore, oltre un milione di contatti su FB, e numeri di commenti e visitatori che nessun politico italiano può oggi sfiorare.

E se questa è solo apparenza, la sostanza a me pare chiara: è andata in porto un’abile operazione politica, machiavellica nel senso peggiore del termine, che farà pagare un prezzo salatissimo al M5stelle e al Pd e renderà faticosissima la costruzione di un’alternativa al centrodestra. E’ stato resuscitato Berlusconi, Salvini è rientrato in gioco, la Bocconi costruisce ministri a raffica e per qualche mese si resterà in silenzio, aspettando i miracoli di Mario Draghi.

Sono curioso: quali “grandi opere” tipo Ponte sullo Stretto siano coerenti con la famosa “transizione ecologica”? E quanti sindaci di grandi città, a fine primavera, verranno persi dall’alleanza che governava fino alla settimana scorsa?

Mi pare che troppi diano per scontato che sia un governo a termine, e che Draghi sarà il prossimo inquilino del Quirinale: la realtà ha la testa dura, per quante manipolazioni mediatiche e narrazioni di comodo si vogliano proporre. Questo nuovo governo ha aspetti per me indigeribili, ma so di far parte di una cultura politica che ha fallito su tutta la linea e da anni sono politicamente orfano.

M5stelle e Pd sono contenitori incoerenti, apparati di potere senza anima. Deve nascere qualcosa di nuovo, ma non potrà avvenire mentre agisce un governo di salvezza nazionale e la dialettica politica sarà imbrigliata da una sottospecie di patriottismo.

Tempi bui, dunque. Con tutti i suoi limiti, non vedo chi altri, oltre Giuseppe Conte, possa fare da punto di riferimento quando, prima o poi, si dovrà tornare a votare: lui, almeno, esce a testa alta da un passaggio, l’ennesimo, che mortifica la democrazia e fa dell’Italia, per l’ennesima volta, uno Stato di Eccezione.

È questo il fiore, Mauro Biani, People, 2020

Sta nascendo un governo politico ma senza alleanze politiche, fatto di partiti alleati nel governo ma che si dicono alternativi…

In un momento in cui la coerenza è al grado zero, tutti sono europeisti, tutti sono green, tutti usano l’emergenza per giustificare capriole opportunistiche, è lecito temere che stia franando anche il primo spartiacque, il primo discrimine costituzionale: l’antifascismo.

C’è da dubitarne, perché l’intera Seconda Repubblica ci ha abituato a parole menzognere, a frasi costruite per non dire, per sostenere che il passato è passato, che le leggi razziali furono un errore, che però i treni arrivavano in orario, eccetera.

L’antifascismo, Mauro Biani lo delinea in 72 vignette: una decina inedite, le altre pubblicate, fra il 2018 e il 2020, su il manifesto, la Repubblica e l’Espresso. Il punto di partenza è la parabola di Liliana Segre.

Il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo, vede un’Italia “umiliata e offesa da un ritorno nel senso comune e nel messaggio politico di idee e pratiche di odio, esclusione, discriminazione, violenza verbale (e spesso fisica)”. Queste vignette sono una sorta di Urlo di Munch, “che ci mette in guardia e ci difende dal più pericoloso degli stati d’animo: l’indifferenza”. Dà un brivido pensare che nessun partito dell’attuale Parlamento ha contribuito a scrivere la Costituzione.

People è la casa editrice fondata da Pippo Civati, insieme a Stefano Catone e Francesco Foti, con sede a Gallarate (VA). Di Civati, l’introduzione e le note che aprono i capitoli, nonché l’uso della parola “staffetta” per ricordare Carla Nespolo e, soprattutto, per rinnovare il compito di chi oggi non vuole limitarsi ad assistere ai rigurgiti fascisti – sotto forma di razzismo, sovranismi, suprematismi – e continua a trasmettere un messaggio – quello dei partigiani – di pace, di liberazione, di speranza.

Lo stile di Biani è ormai consolidato. Colori piatti, nessuna sfumatura, segni nitidi e tavole che distillano la realtà con sintesi molto efficaci. L’essenzialità di quel papavero rosso mi farebbe sperare in un nuovo partito che lo prenda a simbolo. È un segno che si presta alla riproduzione di massa, sui muri, come la migliore street art; ma intanto, compratevi il libro…

3332, mi ricordo

Mi ricordo di essermelo già chiesto per altri governi, perché la politica ostenti disprezzo verso i dipendenti pubblici, di cui avrebbe tanto bisogno.

Meritatamente.

Candido, Voltaire, 1759

Candido nasce e cresce in Vestfalia nella prima metà del Settecento; orfano, pare sia il figlio illegittimo della sorella del barone di Thunder-den-Tronckh e del suo amante.

Venne allevato senza fargli mancare nulla. Imparò dal suo precettore, Pangloss, seguace della filosofia di Leibniz, “che non si dà effetto senza causa, e che in questo migliore dei mondi possibili il castello di monsignor barone era il più bel castello, e madama la miglior possibile baronessa”. Del resto, “tutto ciò che esiste ha una ragione di esistere”, per esempio “i nasi servono ad appoggiarvi gli occhiali, ed infatti noi abbiamo degli occhiali”.

Imitando lo stile del romanzo picaresco e del romanzo di formazione, mescolando tragedia e commedia, Voltaire costruisce un delizioso romanzo filosofico, che ruota intorno a un personaggio educato a credere che non solo tutto è bene, ma che “tutto è per il meglio”. Nessuna autorità costituita, laica o religiosa, esce indenne da questa satira

Di carattere ingenuo e sincero, Candido conduce un’esistenza tranquilla e protetta, finché scambia un bacio innocente con la figlia legittima dei baroni di Vestfalia, l’incantevole Cunegonda. È così che Candido viene scacciato dal “paradiso terrestre” ed entra nel mondo reale, dove attraversa una serie di disavventure, una più cruenta, orribile, drammatica e tragicomica dell’altra; conosce vari Paesi e ovunque verifica l’infondatezza delle teorie metafisiche di Pangloss, continuamente contraddette da guerre e violenze, fanatismi e persecuzioni. Ma con incrollabile ottimismo, Candido continua a tenere fissa la bussola della sua esistenza: ricongiungersi con l’amata Cunegonda.

Per Calvino, “la grande trovata del Voltaire umorista è quella che diventerà uno degli effetti più sicuri del cinema comico: l’accumularsi di disastri a grande velocità. E non mancano le improvvise accelerazioni di ritmo che portano al parossismo il senso dell’assurdo”.

Candide, ou l’Optimisme, nella traduzione di Riccardo Bacchelli, 1938.

Immigrazione, scuola, pensioni, contratti di lavoro, crisi ambientale, eccetera

Emergenza, “stato di eccezione”: la storia dell’Italia repubblicana è fatta così, costellata di momenti in cui la democrazia viene sospesa per qualche situazione drammatica. E non si può negare che questa, drammatica lo sia. Per la pandemia e la crisi economica, certo, ma anche per il fallimento della politica, che ha oltrepassato le mie più cupe previsioni.

Dunque, diventa impossibile criticare Mattarella, e altrettanto impossibile sembra avanzare qualche dubbio su Draghi. Si consolida la certezza che senza i partiti di massa la democrazia si svuota e rimane solo la forma. Quanto alla qualità della classe dirigente, con il crollo dei partiti sono arrivate le personalità, quelli bravi a comunicare se stessi, capaci di usare i social e intrisi di relativismo al punto da potersi alleare con chiunque: ignoriamo gran parte delle loro convinzioni (non dico idee) fino al momento in cui le rendono esplicite. E ci deludono.

Del resto, può valere anche per Draghi. Nessuno sa cosa pensi di immigrazione, di scuola, di pensioni, di tasse, di contratti di lavoro, di crisi ambientale, eccetera. Lo si prende come il Salvatore della Patria – l’ennesimo – perché sa bene come funziona l’economia turbocapitalista, quella dominata dalla finanza, e negli ultimi anni ha smussato certe asprezze tecnocratiche, mostrando qualche attenzione alla difesa dello stato sociale.

Catapultato a Palazzo Chigi senza aver mai chiesto i voti degli italiani, ci farà sapere nei prossimi mesi cosa pensa di immigrazione, di scuola, di contratti di lavoro, di crisi ambientale, eccetera.

Su quanto è successo nell’ultima settimana, solo un appunto.

Pare chiaro che sia stato Renzi ad aprire la crisi. Ora, persino dentro il suo ex partito, più d’uno scopre che il suo obiettivo era colpire Conte e lacerare l’accordo politico che con estrema lentezza stava saldandosi tra Pd, M5s e Leu. Non ho capito quali speranze si riponessero sull’incarico esplorativo di Fico: forse quei quattro giorni sono serviti a Mattarella – che intanto smentiva – per informare Draghi su quanto stava per assegnargli.
Resta il fatto che Conte e i suoi alleati hanno fallito entrambi gli obiettivi tattici: spaccare Italia Viva e/o imbarcare un’altra decina di “costruttori”.

Fallimento che spiega l’entrata in campo di Draghi, purché non si dimentichi che nessun Salvatore della Patria può fare a meno del Parlamento, e che Conte aveva appena ricevuto la maggioranza assoluta alla Camera e la maggioranza relativa al Senato. Poi, il mandato esplorativo si è chiuso con 4 gruppi a riproporre Conte, e Italia Viva a negargli la fiducia.

Se il centrodestra si asterrà – non vedo come la più ampia porzione possa concedere di più – e il M5s non voterà a favore – con gli inevitabili strappi in un corpaccione impreparato a gestire il consenso ricevuto – i numeri per Draghi mi sembrano altrettanto risicati.

E su un punto mi sento di dare ragione a Giorgia Meloni: se nasce un governo di salute pubblica – i nomi dei ministri saranno un primo indizio per capire cosa pensi Draghi di scuola, di pensioni, di tasse, di contratti di lavoro, di crisi ambientale, eccetera – deve avere una data di scadenza dichiarata a momento dell’atto di nascita. Non oltre marzo 2022.

3322, mi ricordo

Mi ricordo di aver creduto a cose che oggi mi paiono grottesche, e di non aver creduto ad altre che oggi mi paiono lampanti.

In gita

Mi piace occuparmi del rapporto – spesso incestuoso – fra sport e politica.

So bene che i “tifosi” di Renzi e quelli di CR7 sono impermeabili a qualunque ragionamento, ma Twitter mi serve per sfogarmi rapidamente e quel che vorrei evidenziare anche ai più fanatici e comprensivi è il disprezzo di questi due personaggi per le regole che valgono per tutti gli altri. In piena pandemia, e mentre è atteso al Quirinale, Renzi prende aerei e va in altri continenti, mentre CR7 si svaga sulla neve con la fidanzata, nonostante abbia già un precedente – la quarantena a Torino, dopo aver contratto il virus in Portogallo.

Trovo magnifico, inoltre, il tentativo di Repubblica – ora che la proprietà coincide con quella della Juventus – di difendere CR7, facendo sembrare che la sua gita con Georgina non avesse solo finalità romantiche… Fra i peggiori tifosi, ci sono i giornalisti zelanti.

3315, mi ricordo

Mi ricordo di aver scommesso che non si andrà a elezioni anticipate, che tornerà Conte e che cambieranno almeno 5 ministri.

Un primo, provvisorio bilancio del comunismo, del cristianesimo e della Grande Democrazia Americana

Tempo di lettura: 2’30” – Un amico mi ha rammentato quel che disse il mitico Chou En-Lai, potentissimo ministro degli Esteri cinese, nei primi anni Settanta. Gli avevano chiesto cosa pensasse della Rivoluzione Francese, e lui – con quella faccia impenetrabile – si limitò a rispondere: “È troppo presto per giudicarla”. Che saggezza! In effetti, erano passati meno di duecento anni, e almeno noi tifosi dell’Inter sappiamo che i cinesi fanno programmi a lunga, lunga scadenza.

Pressoché coincidenti, il centenario della fondazione del PCI e l’insediamento di Joe Biden, mi hanno suscitato un certo relativismo, che almeno Chou En-Lai avrebbe apprezzato.

Chi c’era nell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio? Secondo il Washington Post, cristiani evangelici che declamavano versetti della Bibbia; secondo il New York Times, miliziani dei Proud Boys, che si sono inginocchiati per pregare, chiedendo la protezione divina per quello che stavano per fare. Jake e Elwood avrebbero fatto notare anche i “nazisti dell’Illinois”, nelle moderne forme assunte dai suprematisti bianchi e dall’ampia varietà di negazionisti (dell’Olocausto, della discesa sulla Luna, del virus, dei vaccini, eccetera).

Sui cartelli dei dimostranti, stava scritto “Jesus 2020” e “Armor of God” (l’armatura di dio). Sull’Abisso Americano, la lettura di Internazionale è, al solito, illuminante…

Anziché consolarsi con lo sciamano tatuato e le sue corna, chiunque si dica “democratico” dovrebbe chiedersi quali origini e significato abbiano la saldatura – suscitata e incoraggiata da Trump – fra l’estremismo politico e il fondamentalismo religioso.

Sorridendo sarcastico, Harry Lime spiegava a un vecchio amico (americano), che non riusciva a capire i suoi efferati crimini (vendeva penicillina adulterata): “In Italia sotto i Borgia, per trent’anni, hanno avuto assassinii, guerre, terrore e massacri, ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e che cos’hanno prodotto? Gli orologi a cucù”.

Dalle Crociate all’Inquisizione, dal massacro dei pellerossa al Vietnam, non mi pare che i presunti trionfatori del presente siano stati meno sanguinari dei regimi crollati nell’Ottantanove. Se il comunismo, oggi, non gode di buona salute, non è che il cristianesimo e la Grande Democrazia Americana se la passino molto meglio. Ma forse anche sull’educazione a Sparta e se non fosse preferibile che vincesse Troia, è presto per tirare le conclusioni.

21 gennaio. Orfani

Il 21 gennaio di cento anni fa nasceva il Partito Comunista Italiano. Il 21 gennaio di novantacinque anni fa nasceva mio babbo: si è iscritto nel ’45 e ha conservato tutte le 47 tessere.

Dopo l’Ottantanove, il babbo – con la sua terza media presa grazie alle 150 ore – ha capito prima di me – con la mia laurea con lode in scienze politiche – che quella storia finiva e doveva nascerne una nuova. Come, non potevano essere quelli come lui a dircelo. Nel frattempo, purtroppo, ho avuto ragione io, e – a forza di cambiare nomi e simboli e assecondare capi mediocrissimi – “il morto ha afferrato il vivo”.

Molti di noi sono da tempo orfani, nessuno ha saputo ereditare il meglio della tradizione dei comunisti italiani. Non è stato il destino cinico e baro, non abbiamo compreso la realtà che ci stava davanti e non siamo riusciti a proporre un’alternativa desiderabile e convincente. Abbiamo considerato insopportabile chi ci stava vicino, fino a dividerci ogni volta che si è presentato il minimo pretesto.

Siamo stati incapaci di rinnovare la grande eredità che ci era stata lasciata.

20 gennaio, una ricorrenza storica per il calcio inglese

“Problemi religiosi hanno avuto un notevole rilievo anche nel Paese che ha inventato il gioco del calcio: per quasi un secolo tutte le partite dei campionati britannici si sono disputate il sabato pomeriggio, per non entrare in rotta di collisione con le gerarchie ecclesiastiche.

Il potere della Chiesa è andato sfumando, rispetto ad altri interessi. Per esempio, l’esigenza politica di risparmiare energia nella fase in cui l’OPEC (l’organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) sospende le forniture agli Stati che hanno appoggiato gli israeliani nella guerra dello Yom Kippur dell’ottobre 1973.

Alle 11.30 del 20 gennaio 1974 il tabù viene infranto: Millwall-Fulham si gioca di domenica, il gol di Brian Clark porta alla vittoria i padroni di casa in uno degli innumerevoli derby londinesi.

Da quel momento, nessun freno simbolico può reggere, e saranno gli interessi televisivi – prima fonte di finanziamento per le società calcistiche – a far esplodere il calendario, con partite disputate ogni giorno della settimana, in orari sempre più vari.

È paradossale che in un Paese cattolico come l’Italia, fin dall’inizio, fra fine Ottocento e primi del Novecento, le partite di calcio si disputino la domenica. Al sabato tutti lavorano, la conquista del “sabato inglese” (con la riduzione dell’orario), è ancora solo un’aspirazione del movimento sindacale”.

Rivincite, 2018, pagina 29.

3309, mi ricordo

Mi ricordo che ti chiedi cosa stessero facendo di così fondamentale quelli che riescono ad arrivare in ritardo al voto di fiducia, e se sia preferibile stiano dalla tua parte o dall’altra.

3301, mi ricordo

Mi ricordo quando erano tutti renziani.

Ci mancava solo il Ponte

Il Caso Assange (e un fumetto di qualche anno fa)

Al di là della motivazione “minimalista” – le preoccupazioni per la salute – resta il fatto che il Central Criminal Court di Londra ha respinto la richiesta di estradizione di Julian Assange.

La richiesta di estradizione degli Stati Uniti si basa su accuse connesse alla pubblicazione di “documenti classificati” tramite la piattaforma Wikileaks. Amnesty International ha ribadito che “la pubblicazione di informazioni di interesse pubblico è protetta dalla legge internazionale sui diritti umani e non dovrebbe essere criminalizzata”. Senza Wikileaks non avremmo saputo cose essenziali sulle guerre in Afghanistan e Iraq, né come funziona Guantanamo.

Dal 12 aprile del 2019 Assange è incarcerato nel Regno Unito, nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, nel sud-est di Londra. Dal 2012 al 2019 gli era stato dato asilo nell’ambasciata dell’Ecuador di Londra, dove era arrivato per evitare una precedente, assurda condanna per stupro in Svezia, poi decaduta. Nell’aprile del 2019 era stato poi arrestato per aver violato i termini del suo asilo politico. L’arresto di Assange era avvenuto per la violazione della libertà su cauzione avvenuta nel Regno Unito nel 2010, e per conto delle autorità statunitensi. Accusato di spionaggio informatico e pirateria informatica, negli USA Assange rischia una condanna a 175 anni. Il Messico gli ha offerto asilo politico.

Assange rimarrà nel carcere di Belmarsh in attesa dell’esito del ricorso degli Stati Uniti (entro 15 giorni) alla decisione di oggi. Il caso dovrebbe andare all’Alta Corte di Londra e poi alla Corte Suprema, con i legali di Assange che promettono di ricorrere alla Corte Europea dei diritti dell’uomo.

Una decina di anni fa, Dario Morgante (testi) e Gianluca Costantini (disegni) realizzarono per BeccoGiallo un graphic novel di alto livello.

Tra un’immagine e l’altra, Uliano Lucas, 1984

Milanese del ’42, Lucas propone qui un centinaio di immagini in bianco e nero, con un testo introduttivo di Ferdinando Adornato, all’epoca a Panorama, dopo anni passati nella stampa comunista, fra La Città Futura e l’Unità. Si tratta di una specie di catalogo per una mostra fotografica – 230 riproduzioni – organizzata dalla federazione ferrarese del PCI, in occasione della Festa nazionale dell’Unità Giovani, intitolata “Futura”. Torinese il piccolo editore, Tommaso Musolini.

“Dei giovani, dunque, si parla e dai giovani si vuol capire, sapere”, stava scritto nell’introduzione. “Il futuro è una palla di cannone accesa e noi lo stiamo quasi raggiungendo”, cantava De Gregori, e Adornato lo scelse a epigrafe.

Di quelle 230 foto, molte provenivano da reportages di Lucas: “Credo che le immagini, insieme ad altri strumenti, oggi ci aiutino a capire le trasformazioni che nel costume, nel lavoro, nella quotidianità, sta subendo il nostro paese”.

Le trasformazioni, dunque: nel tempo libero, innanzitutto, o nelle assemblee studentesche, nei ritrovi a sfondo religioso, nella pratica sportiva, fra gli ultras, nei concerti rock, nelle discoteche; e poi, le scritte sui muri (o sui manifesti pubblicitari), l’eroina, la prostituzione, le manifestazioni politiche e quelle sindacali, il servizio militare, l’ostilità del punk, il grigiore del fast food, la mensa universitaria, le trasformazioni del mondo del lavoro, la questione psichiatrica, l’attesa davanti all’ufficio di collocamento, il volontariato… Di quest’ultima categoria fa parte la foto più celebre, quella scattata da Lucas nel Parco del Ticino, dove la LIPU (la lega per la protezione degli uccelli) “ridà la libertà a dei rapaci feriti”.

Più che un’estetica, quella del fotografo arriva come una riflessione politica, rifuggendo dal glamour e dalla spettacolarità. Si prefigge di documentare la realtà come farebbe un giornalista, identificando il mondo giovanile, anche nei suoi aspetti più marginali, come un’anticipazione che riguarda tutti.

Era di Uliano Lucas la fotografia che venne scelta dalla Federazione Giovanile Comunista per la tessera del fatidico 1977.

Nel suo breve saggio, scritto nel luglio dell’84, Adornato sostiene che quella dei giovani è “l’età del malessere” e che i giovani “non permettono teorizzazioni, astrazioni, definizioni complessive”. Perciò, sarebbero “cinema allo stato puro. Non sono mai fotografia”. Apprezza Lucas per aver scelto di mostrare “la varietà” dei giovani. Cita i New Trolls di Senza orario senza bandiera, ne fa una metafora e sottolinea quanto sia schizofrenica la politica dei partiti: “e così un decennio esplode la questione giovanile. Il decennio dopo non esiste più”. Finale visionario, associando Kennedy, Pasolini e Berlinguer, “tre originali, diversissimi ‘padri’. Tutti e tre finiti col cervello spappolato”.

2021: We Won’t Return to Normality

Impensabile, ancora a metà febbraio, che il 2020 fosse un anno così; motivi personali hanno reso il mio 2019 ancora peggiore, ma uscire dal 2020 è comunque un sollievo.

La pandemia ha stravolto le nostre vite e procurato dolore a molte persone, spesso molto vicine. Ai miei occhi, il Covid-19 è l’ennesimo segno di come l’ingiustizia somigli all’entropia, e tenda sempre ad aggravarsi. Poveri, vecchi e malati sono i più colpiti. E trovo che la somma ingiustizia – lo fa notare solo il Papa – sia quella che ha cancellato tutte le ingiustizie pregresse, che ancora sussistono, ma sono facilmente rimosse.

Si muore in mare, da profughi in fuga da guerre e torture.

Il riscaldamento climatico procede inarrestabile.

Dove si nasce e il colore della pelle continuano a imporre penosi segni di predestinazione.

Varie guerre continuano a insanguina pezzi del pianeta, senza trovare la minima illuminazione mediatica.

Quanto alla pandemia, appaiono intollerabili le conseguenze delle disuguaglianze nell’accesso alle cure.

Esseri umani continuano a soffrire la fame, malattie di secoli fa, spoliazioni etniche: donne e bambini sono sempre le prime vittime.

E la politica, da tempo ridotta ad amministrazione dell’esistente, non sa proporre che classi dirigenti opportuniste e conformiste, o che peggio lisciano i peggiori istinti di un’umanità incattivita, quanto mai egoista.

Vorrei sperare che il peggio sia alle nostre spalle.

Nel 2021, la prima grande potenza non sarà più nelle mani di Trump, il Recovery Fund potrebbe reindirizzare le economie di molti Paesi europei, i vaccini potrebbero riconsegnarci qualche margine di libertà personale… Vorrei sperare, ripeto: intanto, auguri a tutti voi.

Seconda ondata, più morti della prima