#trivelle: ci vogliono tutti precari, perenni solo i privilegi alle compagnie petrolifere

Quando l’ho conosciuta, mia moglie era lontana dalla politica. In questi quindici anni, è accaduto che io mi sia allontanato dalla politica e lei vi ci sia avvicinata. In verità, il suo è un avvicinamento puntuale e specifico, legato a vicende che la interessano e sulle quali si informa metodicamente. Penso al Caso Aldrovandi, al Caso Cucchi, al Caso Regeni… Alle questioni ambientali per come vengono banalizzate da attori politici che non capiscono nulla di biologia… Al disincanto nei confronti dei partiti, tutti i partiti, maturato vedendo all’opera certe pubbliche amministrazioni, fra Lombardia ed Emilia-Romagna… Al doloroso interesse che prova verso vicende come la guerra civile nella ex Jugoslavia, le stragi di migranti nel Mediterraneo, le attività di Emergency e di Medici senza Frontiere…
Non essendo appesantita da mille riunioni (scrivo mille, ma purtroppo ne ho fatte molte di più), mia moglie ogni tanto se ne esce con argomentazioni di chiarezza cristallina, sorprendenti e ineccepibili. Come questa che copio e incollo, sul referendum di domenica prossima.

“Quelli che ci chiedono di astenerci dal votare al referendum, oppure di andarci per votare NO, vogliono consentire alle compagnie petrolifere l’estrazione di gas e petrolio nelle piattaforme entro le 12 miglia senza alcun limite di tempo, fino a esaurimento del giacimento, ossia a tempo indeterminato.
Lecito, non entro nel merito. Ma voglio evidenziare un aspetto di carattere generale: quelli che ci chiedono di astenerci dal votare al referendum, oppure andarci e votare No, sono gli stessi che hanno anche un’idea di società precaria a tempo indeterminato, a progetto, a contratto. Gli stessi per cui studi qui e là, lavori un po’ qui e un po’ là, ti formi e ti informi (a tue spese), realizzi un progetto, magari anche un bel progetto e poi ciao, spesso senza nemmeno un arrivederci, figuriamoci un grazie. Paradossalmente, la maggior parte delle volte ti chiedono di farlo nella metà del tempo necessario, dandoti di conseguenza anche la metà dei soldi. E la storia per cui se lavori bene ti tengono, vale in pochissimi casi. Estremizzo, ovvio, ma non sono troppo distante dal vero.
Quest’idea di società a tempo determinato, non è incredibilmente incoerente con l’eccezione che ci chiedono di concedere alle compagnie petrolifere?”.

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10 Responses to #trivelle: ci vogliono tutti precari, perenni solo i privilegi alle compagnie petrolifere

  1. willerneroblu says:

    È costato 10 volte di più questo referendum che non il ricavo dai pozzi considerando poi quanti posti di lavoro si perderebbero !!Dovrebbero alzare la soglia delle firme per realizzare il referendum a 5 milioni!! Come vi manca un Bertinotti….

    • Parlo in palese conflitto di interessi (ho sempre lavorato come contrattista per progetti nell’area energia ed Oil&Gas), se riuscissi a rientrare in tempo in Italia voterei sì come sto spiegando a chi mi conosce
      Dall’interno, e pur con visibilità limitata, mi è sempre stato abbastanza chiaro quanto l’aurea regola del “privatizzare i profitti e (nazionalizzare) esternalizzare le perdite” sia sempre in vigore
      se avesse davvero un senso il Codice Etico e la campagna per la sicurezza ambientale che tutte le società (non solo le petrolifere) sbandierano sui loro siti, le scelte e gli investimenti sarebbero diversi
      però vedo che è molto diffuso il concetto che ci sono in giro dei poveri sognatori che mettono a repentaglio i posti di lavoro
      sicuramente è una spiegazione più rassicurante che pensare all’aridità della natura umana che mette a rischio tutto e tutti per il dio profitto

  2. Sono a fine pausa pranzo. non ho tempo (per vostra fortuna…)
    Condivido tutto Rudi. Tutto. Lasciamo ai nostri figli, alle generazione future, un paese di precari.
    Appena posso scrivo (il più brevemente possibile) un esempio concreto.

    • willerneroblu says:

      I precari sono creati dal buco nero dello stato in cui mangiano regioni governate dalle mafie! Le aziende produttrici sane dovrebbero essere aiutate e non ostacolate da burocrati messi lì per distribuire denaro pubblico a gente che ruba e basta! Ma tanto è inutile parlare…..

  3. francesco071966 says:

    mi sembra però che sia il post della moglie di Rudi ed ancor più i commenti di chi mi ha preceduto siano un pò lontani dalla realtà delle cose. cerco di spiegarmi meglio…. qui non si vota (o non si vota) per porre un limite ai cosiddetti privilegi delle compagnie petrolifere. qui si vota (o non si vota) sul fatto di volere (o non volere) una politica energetica in questo paese. ed è veramente curioso che in un paese in cui trasversalmente ed in modo bipartisan si fa un giorno sì ed un giorno l’elogio di Enrico Mattei (di cui mi aspetto prima o poi la santità), ci sia questa avversione verso il rendere meno pesante la bolletta energetica nazionale. a noi tutti (tutti!) piace andare in macchina, scooter, tenere i nostri elettrodomestici in continuo standby con i led accesi h24, stare in casa a dicembre con le maniche corte (e con inverni meno rigidi che in passato), ma ignoriamo la provenienza di questa energia. e non ci va bene nulla. no all’eolico che deturpa il paesaggio, no al fotovoltaico, no al geotermico, no all’idroelettrico, no al carbone, no a tutto. ok, è legittimo, un partito ci ha fatto un programma di governo o presunto tale su questa cosa. si chiama decrescita felice (per me infelice, perchè la decrescita è sempre infelice). a me questa cosa non interessa. l’ambientalismo è un’altra cosa, molto più seria delle posizioni che oggi esprime, per dire, un partitino che oggi vale meno di un prefisso telefonico (e infatti altri movimenti ambientalisti non sostengono il referendum).
    per inciso, a favore del si al referendum non c’è Bertinotti, ma lega, forza italia, forza nuova, casa pound e i già citati cinquestelle….. facciamocela qualche domanda sapendo che nella domanda c’è anche la risposta…..

  4. willerneroblu says:

    Comunque volete saperla tutta,chissenefrega dell’ambiente,tanto petrolio cosi torna Moratti compra tutti e rivinciamo tutto!!

  5. Una premessa: mi sono documentato, ampiamente. Per giorni. Casualmente, qualche giorno fa, ho avuto un “acceso scambio di opinioni su fb” e per rispondere adeguatamente, prima di dire sfondoni, mi sono, appunto, documentato.
    Non sono per lo sfruttamento del petrolio, né del gas, né del carbone. Capisco che al momento, non possiamo farne a meno. Ma prego affinché, il prima possibile, si sia in grado di fare a meno di tali fonti di energia. non mi dilungo sul perché. Immagino tutti voi ne siate consapevoli.
    Vi lascio un link.
    E’ molto interessante. Leggetelo, ve lo consiglio.
    http://www.aspoitalia.it/documenti/bardi/eroei/eroei.html

    Vorrei dire a Francesco (non ho capito bene la tua opinione) che, personalmente, tengo il termosifone a 19,1 gradi e solo per 5 o 6 ore al giorno, il che significa che spesso ho 18 gradi. In casa mia, si sta rigorosamente con il maglione. Odio la macchina (viaggio troppo, forse è per quello) e passo il tempo a dire alle mie figlie :”spengeteeeeeeee” (la luce) :-))) Lo so, gli sto sulle scatole (e non solo a loro..) come del resto mi stava sulle scatole la mia mamma che mi diceva sempre “spengiiiiiiii” :-)
    Scherzi a parte: sono molto attento alla politica energetica, ho i pannelli fotovoltaici (3 kw installati nel dicembre 2011) e la pompa di calore (per l’acqua calda, senza gas). Ho il terrore per il futuro. Il terrore. Voterò si, convintamente. Anche (e forse soprattutto) per dare un segnale.
    Chi sia a favore del “si” non mi interessa. Potrebbero essere tutti i partiti favorevoli al “si” e voterei “si” potrebbero essere tutti per il “no” e voterei lo stesso “si”. Voto secondo il mio pensiero, non secondo il pensiero altrui. Sono abbastanza bravo a sbagliare da solo. Non ho bisogno mi aiutino gli altri :-)

    • francesco071966 says:

      la mia opinione è che siamo consumatori di petrolio, ivi compreso coloro che le trivelle non le vogliono.

  6. willerneroblu says:

    Non si può soffrire anche per la primavera comunque un allenatore che esulta in faccia a quello della Juve mi piace taci grosso e impara l’italiano

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