#petrolio: domanda in calo e offerta in eccesso, strategie dell’Arabia e ritorno dell’Iran, ecco perché una risorsa scarsa costa sempre meno

1) Le disponibilità globali supereranno per lungo tempo la domanda di energia, specie in un clima di rallentamento economico generale, guidato dalla frenata della Cina.

2) Finito l’embargo, torna sul mercato il petrolio iraniano: l’Iran detiene l’11% delle risorse petrolifere mondiali e la sua capacità estrattiva non è pienamente utilizzata. Questo significa che se i Sauditi scegliessero di ridurre la produzione non riuscirebbero a far salire i prezzi, ma lascerebbero di fatto maggior spazio sul mercato all’Iran che rappresenta, per giunta, un rivale politico nella infinita lotta fra sciiti e sunniti.

3) Prezzi bassi troppo a lungo toglieranno dal mercato diversi produttori e non consentiranno gli investimenti necessari alla manutenzione corretta ed al rinnovamento degli impianti.

Questa è la sintesi. Di seguito l’intero, illuminante intervento di Andrea Boda, da Pagina99:

Prezzo del petrolio, le ricadute della caduta

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Il Devil di Brubaker in 7 tappe

Devil - Michael Lark

Daredevil vol. II 82-119 (e 500), 2006-2009.

 

1 – Il Diavolo nel Braccio D

2 – La traversata del Diavolo

3 – Date al Diavolo quel che è del Diavolo

4 – Senza paura

5 – Crudele e insolito

6 – Lady Bullseye

7 – Il ritorno del Re

Il ritorno dei magnifici sette [Return of the Seven], Burt Kennedy 1966 [filmTv10] – 5

10 Il ritorno dei magnifici sette - 1966 - Burt Kennedy

Sono passati sei anni, del primo film è rimasto solo Yul Brinner, la regia di Kennedy fa rimpiangere quella di Sturges e nonostante l’ingresso di attori come Emilio Fernandez (il bandito) Warren Oates (il donnaiolo) e Fernando Rey (il prete), questo è il tipico film che accredita la teoria secondo la quale i sequel sono sempre peggio dell’originale.

Un crudele bandito messicano sequestra i maschi di tre villaggi e li mette ai lavori forzati per risistemare la chiesa in cui morirono i suoi figli. Tra quelli ridotti in schiavitù, Chico, uno dei sette originali; sua moglie Pedra rintraccia Chris e gli chiede aiuto.
Per sostituire i compagni morti nella precedente spedizione, vengono reclutati altri pistoleros. Ovviamente, anche stavolta i deboli e gli onesti prevalgono e i violenti sono sconfitti.
Il film venne girato in Almeria: la Spagna si stava imponendo come set ideale per i western, più economico persino del Messico.

Robert Fuller sostituisce Steve McQueen: pare che Yul Brynner si fosse rifiutato di girare il film se McQueen fosse stato presente, e che l’altro sopravvissuto della prima epopea liquidò il progetto, considerando la trama insipida. Nonostante il successo al botteghino sia stato assai inferiore, qualcuno pensò di spremere il limone con altri due sequel (Le pistole dei magnifici sette, 1969, e I magnifici sette cavalcano ancora, 1972).

Un punto guadagnato da una squadra mediocre

Vi vedo, nella vostra miscela di rabbia e demoralizzazione. Lo scarso numero di commenti segnala proprio questo, è deprimente parlare di Inter in giorni come questi. Soprattutto se ci si era illusi…

Ho scritto, facile profeta, senza Miranda e senza Medel sarebbe stata una sofferenza; purtroppo Melo ha confermato di essere la peggiore scommessa del Mancio, tre gol di testa su palla inattiva fanno pensare che in allenamento giochino solo rasoterra, ma tutto sommato quello di Verona è un punto guadagnato. Come tutti i punti che fai quando ti trovi sotto di due gol a mezzora dalla fine.

Punto guadagnato, ovvio, se non pensi di essere una grande squadra. Io ho smesso di pensarlo dopo Inter-Lazio, arrabbiandomi con me stesso per averci voluto credere, prima. Se c’è un insegnamento che non voglio disperdere da questa stagione nerazzurra, è che in futuro scriverò sempre quel che penso senza diplomazie, anche se saremo primi con 10 punti di vantaggio o ultimi e derisi da tutti: della critica calcistica che pontifica sapendo il risultato, ne ho piene le tasche. Se penso a quelli che ancora un mese fa dicevano che questa Inter era da scudetto, mi viene da spegnere la tv e smettere di leggere i giornali.

È una squadra sbagliata. Punto. Può arrivare quinta o quarta, temo non terza, perché fra Fiorentina e Roma almeno una ci sopravanzerà, alla fine. E se da Firenze – campo ostile, se ce n’è uno – si torna senza punti, diventerà più facile il sesto posto, del terzo. Per fortuna, Sassuolo e Empoli sono lontanissimi, e l’Europa league verrà comunque acciuffata, ma ottenerla senza aver giocate le Coppe farà sì che il bilancio sia comunque negativo.

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1498, mi ricordo

Mi ricordo che, a un certo punto, comincia a sembrarti che i giorni, le settimane e i mesi passino molto più velocemente.

Giornalisti al Cinema 142: STEFANO SATTA FLORES – C’ERAVAMO TANTO AMATI, Ettore Scola 1976

142 Stefano Satta Flores - 1976 - C'eravamo tanto amati

Coalizione Civica, Bologna, le ultime notizie

Primarie…

Devil. Il ritorno del Re, Brubaker e Lark

Daredevil 500b

Atto finale del lungo e notevole ciclo di Brubaker, cominciato quasi quattro anni prima e sviluppato lungo una quarantina di storie. Return of the King raccoglie le ultime 5, con il ritorno in scena di Kingpin e un colpo di scena finale che lascia i nuovi autori in un mondo inesplorato. Per questo gran finale, Lark sceglie di prediligere atmosfere notturne, nevose, colori violetti e tavole estremamente dinamiche.

In estrema sintesi… Nei bassifondi di Hell’s Kitchen, Kingpin ritrova la sua banda. Gli chiedono se tornerà tutto come ai vecchi tempi e lui risponde: “Per nulla. Scorrerà molto più sangue”.

Daredevil 500Intanto, Murdock usa Devil per rintracciare il detective privato che ha fotografato la sua intimità don Dakota e sfuggire al ricatto dei genitori di Milla. Ma Dakota non regge la situazione e decide di non vederlo più.

Kingpin fa sapere a Devil di volerlo incontrare. L’incontro avviene nel cimitero dov’è sepolta la madre del supercriminale. Che propone un patto: loro due contro la Mano. D’accordo, e poi? Chiede Devil. Replica Fisk: “Ecco cosa mi piace di te. Possiedi uno smisurato ottimismo. Non mi preoccuperei per il dopo, Murdock… Non prevedo di sopravvivere”.

Kingpin fa evadere il Gufo da Ryker’s. Maestro Izo fa notare a Devil quanto sia moralmente ambiguo il patto con Kingpin, ma l’eroe lo sa, e sa di non potersi fidare. Foggy è infuriato con l’amico per come si sta comportando con i genitori di Milla, e quando scopre dell’accordo con Kingpin – l’uomo che li ha rovinati, anni prima – decide di rompere la società con Matt. Brevi flashback spiegano chi sia e da dove venga il Maestro Izo.

Era stato uno dei membri fondatori della Mano. Si accecò da solo, in modo tale da vedere ciò che il suo maestro non era più in grado di vedere, e abbandonò la Mano poiché stava diventando sempre più oscura e malvagia.

Infine, per proteggere le persone care, Matt Murdock rinuncia alla sua vita, per come l’abbiamo conosciuta. Ecco la sua ennesima, disperata espiazione…

Daredevil 500 - 3

Verona-Inter, prima

Non mi stupirei se quella di oggi al Bentegodi fosse la partita con più gol dall’inizio della stagione. Azzardo un 2-3, con Icardi e Pazzini molto probabili, Kondogbia, Eder e Toni poco meno. Chiaro che senza i 3 punti, la Zona Champions diverrebbe un miraggio.

Immagino tanti gol, nonostante i portieri: e se qualche miracolo di Handanovic non farebbe notizia, segnatevi il nome di Gollini, perché fra un paio d’anni difenderà una porta ben più prestigiosa.

Ho l’impressione che un’Inter senza Miranda e senza Medel non possa trovare alcun equilibrio, ma confido nella netta superiorità qualitativa dei singoli. Una coppia centrale formata da Murillo e Juan Jesus invita all’uso di cardiotonici, mai come oggi temo ci venga fischiato contro un calcio di rigore.
Il Verona, a mio parere, è più forte di almeno 3 squadre che lo precedono. Ha avuto una sfilza rovinosa di infortuni (Viviani il più decisivo, Marquez e Toni quelli che hanno scavato la fossa), ma ricordo come a Milano meritasse il pari, e uscì battuta per un evento a suo modo irripetibile: un gol di Felipe Melo – rarità – di testa – estrema rarità – su calcio d’angolo – rarità infinitesimale.

Chiudo con un passaggio della conferenza stampa del Mancio, ieri. Gli chiedono della qualità del gioco, e lui sbaglia completamente il tiro. Ribatte che in Europa giocano bene solo 5-6 squadre, quelle piene di campioni, e cita Psg, Real, Barca, Bayern e City.
Puntualmente il City viene affossato dal Leicester di Ranieri, subendo una vera e propria lezione di calcio. La speranza è che Mancini fosse consapevole di mentire, perché non sono i grandi calciatori quelli che fanno il gioco, sono gli allenamenti, gli schemi, l’applicazione, l’intesa fra i reparti… Insomma, il gioco lo fa l’allenatore.
E quel “settantenne” sta dominando la Premier proprio nell’anno in cui Mourinho collassa.

PS – se Mou andrà, come penso, all’United, dopo aver giurato che in Inghilterra avrebbe allenato solo il Chelsea, qualcuno si sente di escludere che fra qualche anno siederà sulla panchina del Milan?

1497, mi ricordo

Mi ricordo altri compleanni della mamma, con quello di oggi arriva a 83.

Qui è com’era poco prima dei ventun’anni.

mamma a 20 anni

Giornalisti al CInema 141: SCOTT GLENN – IL CORAGGIO DELLA VERITA’, Edward Zwick 1996

141 Scott Glenn - Il coraggio della verità 1996 Edward Zwick

Pensando a #Cuffaro, #Bersani sbotta: “Il PD non è un porto dove tutti possono sbarcare”. Tranquillo, io non ho intenzione di sbarcarci.

L’attenzione corre sul web

Lelio Simi, sul numero di Pagina 99 della settimana scorsa, ha scritto un lungo articolo sul dilemma della pubblicità online.

Finora ci si è basati sul numero dei clic, ma è evidente che questo sistema di valutazione non è soddisfacente, per chi investe soldi sperando nell’efficacia della propria comunicazione pubblicitaria.
Il clic è spesso istantaneo, espressione di rigetto, di fastidio.
Serve una “nuova unità di misura universale, per determinare il valore di un sito o per stabilire l’efficacia e quindi il costo di una campagna pubblicitaria: il tempo di permanenza dei lettori su una pagina”.

È un criterio, scrive Simi, finora poco considerato, “perché ritenuto incerto e difficile da quantificare”.
L’articolo descrive l’attività di una società di web analytics nordamericana – Chartbeat – che ha elaborato un metodo per quantificare – e dare valore – al tempo speso dai lettori sulle singole pagine web.

Pare ragionevole prevedere un’evoluzione del mercato, in senso qualitativo: già il New York Times ha inserito il fattore tempo come principale criterio per la sua classifica dei 100 articoli più letti online. E altrettanto ha fatto il New Yorker. E l’Economist ha lanciato il sistema Attention Buy, per vendere gli spazi a seconda del costo orario.
Dunque, il tempo sta giustamente diventando l’unità di “misura dell’attenzione dei lettori”. E la loro attenzione ha un valore, il che mi spinge a due conclusione.

La prima, soggettiva, è che mi ero spesso detto di scrivere meno, e post più brevi, e adesso penso di essere stato un inconsapevole precursore, con certi sproloqui che impongono ai lettori di star qui un paio di minuti e forse più – circa 100″ per questo articolo.

La seconda è che in Italia, invece, assistiamo a siti web prestigiosi che si illudono di fare affari facendo cliccare sulle forme prosperose delle wags, delle fidanzate e/o amanti dei personaggi celebri dello sport e dello spettacolo. E quando dico “siti web prestigiosi”, alludo proprio alle grandi testate, al solito in grottesco ritardo sulla modernità più apprezzabile.