Muhammad Alì. L’immortale (Rizzoli, 2017)

Libro fotografico di notevole impatto, uscito a un anno di distanza dalla morte, con la breve prefazione della vedova di Alì, Lonnie, la quarta moglie. Di Lonnie è ripreso anche l’elogio funebre pronunciato a Louisville il 10 giugno 2016. In quell’occasione, dedica un pensiero al poliziotto bianco, Joe Elsby Martin, che dopo il furto della bicicletta, indirizzò il dodicenne Cassius Clay verso una palestra.

Oltre alle 200 fotografie – il motivo per procurarsi questo libro, molte sono inedite, riprese dall’archivio di famiglia – ci sono anche una selezione di frasi celebri pronunciate dall’ex campione e brevi commenti di Bob Dylan, Barack Obama, Jesse Jackson e altri. Viene inoltre ripreso il celebre discorso alla TV inglese nel 1977, “Get ready to meet God”. Il testo che, secondo le persone a lui vicine racchiuderebbe il senso della vita secondo Ali: “Mi preparerò a incontrare Dio. E ad andare nel posto migliore. Non vi pare logico?”

Forse nessuno al mondo è stato fotografato accanto a tanti personaggi celebri quanto Alì, che era il più celebre di tutti. Si passa da Malcolm X a Martin Luther King, Bill Russell e Lew Alcindor, Indira Gandhi, Papa Wojtyla, il Dalai Lama, Nelson Mandela, Dylan e i Beatles, James Brown, i Clinton, George Bush jr., Obama…

Dice di lui Lonnie: “”Per tutto il corso della sua vita, Muhammad ha incarnato molte cose diverse per molte persone diverse… Era un uomo di principi e di convinzioni… Convinto che le avversità possono renderci più forti”.
Di sé, lui diceva, “se i tuoi sogni non ti spaventano, non sono grandi abbastanza”.

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Introduzione alla logica, Irving M. Copi, Il Mulino, 1956

Una lettura deliziosa, fatta tanti anni fa… Chi vuole, può associare a queste figure retoriche, le figure concrete che ci stanno proponendo Renzi, Grillo, Bersani, Gentiloni, D’Alema, Bonino, Alfano, Pisapia, Di Maio e compagnia cantante. Non Berlusconi, lui è come certe montagne del Tour de France, hors categorie.

Fallacia
Argomenti che, pur essendo scorretti, appaiono persuasivi. Spesso le premesse sono logicamente irrilevanti rispetto alle conclusioni e quindi inadeguate a stabilirne la verità. Svelare l’illogicità di certi ragionamenti può servire a non essere ingannati.

Intimidazione
Si fa appello alla forza, o alla minaccia di farne uso, per indurre ad accettare una conclusione.

Svalutare la personalità
Invece di confutare l’argomento, si sollevano dubbi sulla persona che lo sostiene. Si effettua una connessione psicologica, non logica.

Indimostrabilità del contrario
Si afferma che una tesi è vera perché non si è dimostrato che è falsa, o viceversa (esempio: l’esistenza dei fantasmi). In tribunale, si può mettere in dubbio la deposizione di un testimone quando si può dimostrare che costui, di solito, è un bugiardo: la testimonianza diventa meno attendibile; ma non si può sostenere che le bugie passate dimostrino che il testimone sta mentendo anche in quel momento.

Appello al popolo
Tentativo di ottenere l’assenso popolare a certe conclusioni suscitando le passioni e gli entusiasmi della folla. Artificio molto caro a propagandisti, demagoghi e venditori. Ogni fabbricante di automobili vi assicurerà che il suo prodotto è migliore e ve lo proverà mettendo in mostra la sua macchina circondata da graziose ragazze in costume da bagno. Oppure, si sostiene che un certo prodotto è il migliore perché è il più venduto.

Appello all’autorità
Citare una personalità famosa a sostegno di una certa opinione o prodotto: i “testimonials” pubblicitari, le dichiarazioni di voto di cantanti e attori.

Falsa causa
Sostenere che un evento è la causa di un altro solo perché il primo precede il secondo. Stabilire una connessione causale su base temporale: “il selvaggio batte i tamburi e comincia a piovere”. Il metodo scientifico si fonda sulla logica induttiva: risalire all’origine dei fenomeni ricercando le relazioni di causa ed effetto.

Argomento circolare
Si considera come premessa di un argomento la conclusione che si intende dimostrare. “Shakespeare è scrittore più grande di Spillane perché la gente dotata di gusto letterario preferisce Shakespeare a Spillane. Del resto, le persone dotate di buon gusto letterario si riconoscono proprio perché preferiscono Shakespeare a Spillane”.

2160, mi ricordo

Mi ricordo che il capro espiatorio è un altro dei comodi alibi che cominciai a trovare insopportabile già ai tempi di Occhetto.

Cantù, nell’anno più grottesco una squadra che diverte e inorgoglisce

Non c’è giorno senza che nubi velenose si addensino sulla Pallacanestro Cantù.
La proprietà si copre di ridicolo, i dirigenti danno il peggio, si parla di stipendi non pagati, fornitori non pagati, trasferte pagate con l’incasso della partita casalinga appena finita. E può finire in tragedia (sportiva, s’intende).

Intanto, la squadra gioca un magnifico basket, sarebbe settima, dunque in zona play-off, e ha appena vinto a Torino, contro una corazzata targata Fiat (stava 6 vinte e una persa, prima di domenica sera), lasciandosi alle spalle altre corazzate come la Virtus Bologna, che insiste nel corteggiare (diciamo così) Burns, dopo una campagna acquisti ricchissima.

Persa allo scadere contro Venezia, vinta a Torino, senza due americani in roster (uno tagliato, Qualls, e uno rotto, Thomas): viene da pensare che se c’è una squadra in grado di fermare l’en plein di Brescia, questa sia proprio Cantù, alla ripresa dopo la sosta.

Dice Sodini, l’allenatore esordiente, che la squadra prova piacere e si diverte a giocare insieme. Sono frasi già sentite, ma nella stagione più disgraziata di una storia lunga più di 80 anni sta emergendo un gruppo di giocatori e tecnici che potrebbe far innamorare un pubblico in gran parte disgustato dalla proprietà.

Fatti miei 2: sgabelli

A chi auspica l’ennesimo, vago #nuovo centrosinistra, vorrei chiedere se sulle pensioni ha ragione la Cisl o la Cgil. O tutte e due… 

Il peso relativo di Maurito

Prima di “analizzare” la partita, sono di corsa, mi limito ad approfondire un pensiero che mi è sovvenuto ieri sera, a bocce ferme.
Il peso relativo di questo Icardi – soprattutto a San Siro, anzi sotto la Nord – è superiore a quello del primo Ronaldo.

Per peso relativo, intendo i gol segnati dal centravanti sul totale della squadra.
Ho controllato. Nella magica stagione 1997-98 – quella dello scudetto scippato e della travolgente cavalcata in Coppa Uefa – il Fenomeno segnò 34 dei 90 gol della squadra.
A oggi, Icardi sta a 13 su 25.

Quell’incontenibile Ronaldo arrivò alla fine con 25 gol (su 62) in campionato. Icardi può andare oltre.

La differenza, purtroppo, rischia di farsi fra i compagni di squadra.
Anche l’Inter più “Ronaldo dipendente” poteva contare su altri 6 marcatori che andavano a segno con una certa continuità: Ganz e Zamorano (4 a testa), Recoba (5), Moriero (6), Simeone (7), Youri Djorkaeff (8).
Questa Inter, invece, trova qualche gol solo da Perisic e Vecino, Skriniar è la sorpresa, Candreva è ancora al palo. Immagino che Eder possa arrivare a 5-6, ma serve un trequartista in grado di segnare con una certa continuità. Nei gol da fuori area, siamo ancora a 0.

Starless and Bible Black, King Crimson, Island 1974 – 7

LA PUNTINA SUL VINILE 136.

Robert Fripp (chitarra e mellotron) continua la sua corsa, chiamando a raccolta nuovi compari: David Cross (violino, viola e tastiere), John Wetton (basso e voce), William “Bill” Bruford (batteria), ed ecco il settimo capitolo della prima saga del Re Cremisi, un live mascherato da album in studio.

È un capitolo di difficile lettura: sei brani nel lato a, solo due lunghe suite strumentali nel lato b, e tre testi scritti da Richard Palmer-James.

Ne deriva uno degli album più impegnativi e meno immediati nella discografia di questo gruppo, così cangiante da sconcertare i fans. L’elettronica è spinta nella direzione del ritmo, poco tracce sono orecchiabili, l’orchestrazione è quasi angosciante, ma Wetton ha una voce potente, e fra i vari cantanti che si sono succeduti, mi sembra quello più affine al gusto di Fripp.

Ripuliti dagli applausi, Lament, Fracture, The Night Watch, Starless and Bible Black e Trio sono registrati dal vivo durante un concerto ad Amsterdam; il resto è registrato agli Air Studios di Londra nel gennaio 1974.

Scopro da google che The Night Watch parla della vita di Rembrandt, il pittore fiammingo, e dei suoi rapporti con la ricca borghesia ritratta nei suoi quadri (famosissimo quello che ha per titolo La ronda notturna).
The Great Deceiver sfodera un formidabile match tra basso, violino e chitarra, Fracture apre un dialogo a distanza con Bartok e Stravinski.

2159, mi ricordo

Mi ricordo che il 20 novembre sta all’incrocio di una quantità di compleanni.

L’ho già detto che Icardi a San Siro è uno dei primi 3 centravanti al mondo? L’ho già detto che questa Inter può arrivare a 80 punti? Lo ripeto! 

L’Atalanta è meglio del Torino

Non si può dire che l’Inter abbia giocato male contro il Toro – stavo a san Pietroburgo, ho visto solo gli highlights al ritorno – ma non ha vinto e ha rischiato di perdere. Unanimi, i commentatori su cui ripongo la mia fiducia hanno detto che in altre occasioni, giocando peggio l’Inter aveva vinto, mentre due settimane fa ha giocato bene e rischiato di perdere.

Mia opinione è che la partita contro l’Atalanta sia ancora più difficile e carica di insidie. Azzardo, che se si va sotto, si perde. A differenza del Toro, la squadra di Gasperini ha notevoli doti atletiche abbinate alla notevolissima organizzazione. Per fortuna mancano Freuler e Spinazzola (e forse Caldara), per sfortuna non avranno i postumi della stanchezza da Europa league.

L’Inter è superiore, arriverà 20 punti avanti, ma stasera deve scontare la ruggine della “pausa per le nazionali” e il pazzesco 7-1 della primavera scorsa, quello che ci illuse tutti e ci fece perdere la bussola. Come sapete, “aborro” le goleade, ai miei direi di non vincere mai con più di 3 gol di scarto, perché c’è una memoria atavica nello sport, quella che fa sì che dopo i 7-1 al Sassuolo (per stare all’esempio più recente, ma ne avrei altri che affondano negli anni Sessanta-Settanta), si siano rimediate figuracce e sconfitte, magari con un solo golletto di scarto. Leggi il resto dell’articolo

Fenoglio, Milton e otto frammenti sulla nebbia

“Era salito da Treiso, in un’ora, incontrando innumerevoli banchi di nebbia, alti al suo ginocchio, che come greggi gli attraversavano la strada”.

La nebbia “intasava i valloni e si stendeva in lenzuola oscillanti sui fianchi marci delle colline”.

“La nebbia aveva anche risalito i versanti, solo alcuni pinastri in costa ne emergevano, sembravano braccia di gente in punto di annegare”.

La nebbia “formava spessori concreti, una vera e propria muratura di vapori, e ad ogni passo Milton aveva la sensazione del cozzo e della contusione”.

“Immaginati un mare di latte. Fin contro la casa con delle lingue e delle poppe che cercavano di entrare nella nostra stalla”.

“Pestavamo i piedi per accertarci che eravamo sul solido e non su una nuvola”.

“Scesero a mezzacosta con tutte le cautele, inizialmente mettendo piede avanti piede come si usa fare per misurare i punti alle bocce”.

“La nebbia si era sollevata dappertutto, in basso non ne restava che qualche francobollo appiccicato sulla fronte nera delle colline”.

2158, mi ricordo

Mi ricordo giorni di novembre, al mio paese, in cui la nebbia ti accoglieva al risveglio e non faceva in tempo a rialzarsi che era già buio.