Saoirse Ronan al quarto tentativo

Origini irlandesi, ma nata nel Bronx il 12 aprile 1994, Saoirse Ronan esplose con un piccolo ruolo in Espiazione (di Joe Wright, dall’omonimo romanzo di Ian McEwan): era il 2007, ed ecco la prima nomination all’Oscar, categoria attrice non protagonista.

Sempre nel 2007 recita in Houdini. L’ultimo mago; nel 2009, Peter Jackson, reduce dai trionfi con la saga da Tolkien, la coinvolge in Amabili resti, dal romanzo di Alice Sebold.

Dopo alcuni titoli che non ho visto, eccola in The Grand Budapest Hotel (di Wes Anderson, 2014). L’anno dopo la ritroviamo in un piccolo gioiello, Brooklyn, di John Crowley, perfetta nel ruolo di immigrata irlandese nella New York degli anni Cinquanta: arriva la seconda nomination agli Oscar, stavolta come attrice protagonista.

Nel 2017, la regista Greta Gerwig fa uscire Lady Bird, e Saoirse riceve la terza candidatura agli Oscar (la seconda come protagonista). Di nuovo, Greta Gerwig la coinvolge nell’ennesima trasposizione di Little Women, dal celeberrimo romanzo di Louisa May Alcott: interpreta Jo March, e l’Academy l’ha appena nominata per la quarta volta.

A 25 anni e 9 mesi, Saoirse Ronan diventa la seconda attrice più giovane ad aver ottenuto questo risultato: Jennifer Lawrence la precede di quattro mesi.

Ben Hecht e Marylin

Due volte Oscar per il miglior soggetto, Ben Hecht è l’uomo che ha scritto Scarface e Notorious, Partita a quattro, Ventesimo secolo, Viva Villa!, Le notti di Chicago, lo strepitoso La signora del venerdì.

Erano gli anni in cui Hollywood attirava Francis Scott Fitzgerald, William Faulkner, Dorothy Parker, Christopher Isherwood (e anche Bertolt Brecht e Thomas Mann). Era lo Studio System: gli scrittori lavoravano alla catena di montaggio, obbligati a confezionare un certo numero di pagine a settimana.

«La solitudine della creazione letteraria ha molto poco a che vedere con il lavoro che si fa per il cinema», scrisse Ben Hecht. «Di solito scrivi con il telefono che suona come un disperato, con il tuo capo che entra e esce dalla stanza dove tenti di lavorare, con il regista che inveisce e grugnisce nella sedia accanto a te. E poi ci sono le riunioni che interrompono il lavoro, gli agenti che arrivano con idee più o meno geniali, per non parlare degli amici che ti sottopongono storie senza senso. Il disastro incombe sulla tua scrittura. La star per cui stai scrivendo si ammala. Lo studio per cui stai lavorando cambia di mano e tutto cambia, per cui la scena che stavi descrivendo a Brooklyn, ora la devi spostare a Pechino».

La velocità di scrittura di Hecht era leggendaria. Scrisse Scarface in sette giorni, Viva Villa! in quindici. Non gli interessava più di tanto vedere la sua firma nei titoli di coda di un film: se aveva dei dubbi sul successo di una pellicola, preferiva restare anonimo, se invece il film diventava un successo (come Via col vento, su cui Hecht intervenne pesantemente, in sette giorni, rimaneggiando una sceneggiatura nata male: e David Selznick lo ricompensò con un assegno di quindicimila dollari), allora faceva in modo di far sapere in giro che era anche merito suo.

Quella di Hecht è una vita avventurosa: ha lavorato con le parole in tante forme: reporter, romanziere, commediografo (The Front Page nasce a Broadway), propagandista politico, autore radiofonico, conduttore televisivo, regista e produttore cinematografico indipendente.

Nel 1954, Norma Jean Baker decise di scrivere un’autobiografia. Il suo agente, Charles Feldman, contattò Ben Hecht perché le facesse da ghost writer.
Per alcune settimane, Hecht ascoltò Marylin Monroe raccontare nei dettagli la sua infanzia e la sua vita da star. Ma qualcosa andò storto: al momento di pubblicare il testo, né Marilyn né Hecht erano soddisfatti del risultato.
La mia storia rimase nei cassetti fino al 1974, e solo nel 2000 è uscita con la firma del suo vero autore.

Molly e Betsy, conturbante evoluzione della stagista

Il protagonista delle Idi di marzo fa il lavoro che avrei voluto fare io: il consulente per l’immagine di un candidato alla presidenza degli Stati Uniti.

Anche a me, come a lui, è accaduto di vederli molto da vicino, certi animali politici. Purtroppo, non ho frequentato stagiste altrettanto attraenti.

Quando aveva ventiquattro anni, Evan Rachel Wood era una morettina particolare, abbastanza inquietante, esibendo il genere di bellezza a cui sono più esposto. Un fascino mutevole, fatale, da far paura.

Considerando la parte di Veda nel Mildred Pierce televisivo (dal romanzo di Cain), sono ormai numerose le interpretazioni che ricordo: la prima è S1m0ne, segue Across the Universe, poi Basta che funzioni, The Conspirator.

Mi è venuto immediato il parallelo evolutivo con Cybill Shepherd, indimenticabile interprete dell’Ultimo spettacolo di Bogdanovich, poi Betsy, la ragazza per cui perde la testa il tassista Travis Bickle, cioè DeNiro (in Taxi Driver, Cybill aveva 26 anni), e infine star televisiva (Moonlighting accanto al capelluto Bruce Willis).

Bionde algide, seducenti e ambigue, capaci di dolcezza e crudeltà, Evan e Cybill sarebbero piaciute a Hitchcock.

Chimica delle coppie 88: Anna e il conte Vronsky

ANNA E VRONSKY – Greta Garbo e Fredrich March – Anna Karenina

Chimica delle coppie 87: Georgie e Bernie

GEORGIE E BERNIE – Grace Kelly e William Holden – La ragazza di campagna

Chimica delle coppie 86: Dale e Jerry

DALE E JERRY – Ginger Rogers e Fred Astaire – Cappello a cilindro

Chimica delle coppie 85: Michelle e Julian

MICHELLE E JULIAN – Lauren Hutton e Richard Gere – American Gigolò

Chimica delle coppie 84: Sandy e Danny

SANDY E DANNY – Olivia Newton-John e John Travolta – Grease

Chimica delle coppie 83: Redmond e Lady Lyndon

REDMOND E LADY LYNDON – Ryan O’Neal e Marisa Berenson – Barry Lyndon

Chimica delle coppie 82: Karen e Jack

KAREN E JACK – Jennifer Lopez e George Clooney – Out of Sight

Chimica delle coppie 81: Dominic e Mal

DOMINIC E MAL – Leonardo DiCaprio e Marion Cotillard – Inception

Chimica delle coppie 80: Jean-Louis e Anne

JEAN-LOUIS E ANNE – Jean-Louis Trintignant e Anouk Aimée – Un uomo e una donna

Chimica delle coppie 79: Lisa e Andrew

INGER LISA E ANDREW – Elke Sommer e Paul Newman – Intrigo a Stoccolma

Chimica delle coppie 78: Anna e Stephen

ANNA E STEPHEN – Juliette Binoche e Jeremy Irons – Il danno

Chimica delle coppie 77: Juan e Maria

JUAN E MARIA – Javier Bardem e Penelope Cruz – Vicky Cristina Barcelona

Chimica delle coppie 76: Jane e Thomas

JANE E THOMAS – Vanessa Redgrave e David Hemmings – Blow Up

Chimica delle coppie 75: Elizabeth e John

ELIZABETH E JOHN – Kim Basinger e Mickey Rourke – Nove settimane e mezzo