A caccia di sconti, offerte speciali, prezzi stracciati: attenti a Groupon

Groupon (da Group e Coupon) viene fondata nel novembre 2008, a Chicago, da Andrew Mason ed Eric Lefkofsky.
Mason, trentenne di Pittsburgh, è l’artefice dell’idea, il quarantenne Lefkofsky ne è il finanziatore principe, colui che gli ha fornito il milione di dollari per farla decollare.
In Italia, Groupon sbarca a maggio 2010 con l’acquisizione di CityDeal; nella sede milanese di Corso Buenos Aires 54 lavorano 200 dei 400 dipendenti.
Il fatturato viaggia oltre i 300 milioni di dollari, con 7000 dipendenti. I frequentatori del sito sono circa 26 milioni.
Ma si diffondono i dubbi sulla trasparenza del sistema delle vendite di Groupon; negli USA, la compagnia ha avuto problemi con la Securities and Exchange Commission dopo aver chiesto l’iscrizione all’offerta pubblica di titoli azionari presso il Nasdaq di New York. L’accusa: mancanza di trasparenza nella dichiarazione del fatturato, gonfiato con vari artifici finanziari.

Luciano Del Sette, ieri su “il manifesto”, ha raccontato la sua disavventura.

Questa è la storia di uno di noi. Noi, che in Italia siamo otto milioni. Magari qualcuno abita nella via Gluck milanese cantata da Adriano Celentano, ma in generale siamo sparsi lungo la penisola. E tutti, soprattutto di questi tempi, abbiamo un obbiettivo preciso: risparmiare. Andiamo a caccia di sconti, offerte speciali, prodotti e servizi a prezzi stracciati, o per lo meno vantaggiosi. Il nostro punto di riferimento è internet, per trovare il sito giusto, onesto, trasparente. Però il panorama sfida l’immensità del Sahara, gli orizzonti sterminati della Patagonia, le nebbie fitte della Val Padana. Così chiediamo agli amici, e loro pronunciano la parola magica: Groupon. Allora digitiamo, clicchiamo, e ci aggiungiamo ai «grouponisti», un popolo pari agli abitanti di Liguria, Toscana e Calabria. Esploriamo il sito, scoprendo proposte economicamente mirabolanti, che vanno dall’ago al pagliaio, coprono ogni fabbisogno. Questa è la storia di uno di noi. Di chi scrive, per essere chiari. Ma non è una storia personale, perché basta raccontarla ad altri, navigare su internet, per scoprire migliaia di disavventure che si somigliano.
La storia comincia con un trasferimento da Roma a Torino. Il problema trasloco è risolto (fortunatamente, alla luce dei fatti successivi, non tramite Groupon), ma la casa ha bisogno di un’energica imbiancatura. Inutile pensare all’autogestione, pennello da una parte e latta di lavabile dall’altra. Occorre un addetto ai lavori. Qualche preventivo, prezzi assurdi, pagamento in cash e in nero. Che fare? Semplice: andare su Groupon. Digiti Torino che fa rima con imbianchino, ed ecco il miracolo: 249 euro fino a 70 metri quadri, soffitti compresi. Valore del coupon (cioè la spesa media che sosterresti normalmente) 1190 euro. La procedura è semplice. Basta aderire all’offerta, limitata in questo caso a 45 utenti, e comunque e sempre limitata; accreditare la somma tramite carta di credito, stampare il coupon ricevuto via mail. L’addebito avverrà una volta espletato il servizio. Il cuore pieno di gioia detta i suoi ritmi all’indice che compone il numero dell’imbianchino. Lui risponde, ma può fornire una data soltanto la sera, dopo aver aperto la posta elettronica. Bene, a stasera. Inizia un giro telefonico degno del Giro d’Italia. Le tappe sono un calvario di chiamate a vuoto, promesse laconiche, scuse inventate sul momento. Fino al traguardo dell’orrenda verità. L’imbianchino apre le mail ogni tanto. Quindi, visto l’accumulo di richieste, non potrà offrire i suoi servigi prima del 15 aprile. Il trasloco arriva ai primi di marzo. Tralasciamo le urla e le emotive minacce di cause, cui l’artigiano risponde in buona sostanza «chissenefrega». Resta il problema dei 250 euro, non restituibili. Con Groupon puoi convertirli in altri servizi o prodotti.
La caccia si apre. Il trasloco ha lasciato tracce sulla salute della schiena. Visita chiropratica di un’ora, con anamnesi, esami specifici, terapia e diagnosi, valore del coupon 130 euro, offerta 29 euro. Il chiro risulta molto pratico (per se stesso), dato che la visita, attesa inclusa, dura meno di mezz’ora, compreso rapido massaggio dimostrativo. Alla fine il responso: sono necessari almeno due sedute, 80 euro l’una. Alla quinta telefonata per fissare un appuntamento, l’assistente desiste. Le cose vanno assai meglio con la revisione della caldaia di casa. Ma chi la compie, rivela che il valore del coupon è assai più alto delle tariffe applicate normalmente dalla sua ditta. Un venticinque per cento di maggiorazione, esempio calzante di specchietto per le allodole.
Restano ancora 180 euro da spendere. L’agguato di Groupon avviene grazie alla sirena incantatrice di una scopa a vapore made in Usa. Cinque funzioni, filmato che mostra risultati fantastici. Prezzo 119 euro, offerta 59 euro. E vai! La data di consegna recita «a partire da trenta giorni dall’ordine, tramite corriere». Non saprei dire quante volte, sentendo il citofono, ho sperato che fosse il corriere. Pia speranza. Quando, finalmente, un mese fa, il corriere suona, la scopa diviene realtà. Il gentile addetto si fa dovere di spiegare cos’è successo, vedendo lo sguardo perplesso di chi scrive fissarsi su un pacco male in arnese. Gran parte dei nominativi forniti da Groupon corrispondevano a un indirizzo sbagliato. Morale? Ricostruire la mappa esatta delle consegne aveva costituito impresa degna dell’aggettivo titanica. Oggi, gli euro rimasti sono 130. Ci sarà da fidarsi dell’impresa di pulizie, dell’acquisto di un ventilatore senza pale, di un iPad,, di giocattoli?A proposito di giocattoli, il link striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?14529 porta a un servizio del 12 gennaio scorso, dove si parla, di giocattoli acquistati in vista del Natale. Due degli intervistati raccontano di averli ordinati a ottobre e novembre. La signora li ha ricevuti l’11 gennaio, il signore li sta ancora aspettando. E il giornalista cita il caso di un’estetista che aveva aderito a un’offerta per un ciclo di massaggi, limitandola a 40 adesioni. Groupon, ha fatto orecchie da mercante, e l’estetista si è ritrovata sommersa di richieste cui non poteva far fronte. Con grave danno economico e di immagine.
Protestare? Vano, estenuante, simile a un muro di gomma, parlare con il numero verde 8004768766 che dovrebbe venirti in soccorso. Rispondono addetti senza colpa, cui è stato insegnato di invitarti a compilare l’apposito (e inutile) modulo di sollecito o di reclamo via mail, seguito da laconica (e inutile) comunicazione. La storia di uno di noi, finisce qui, avvolta dal piccolo incubo di riuscire a capire come spendere i 131 euro residui. Ma voi, popolo Groupon, e voi che siete in odore di tentazione, digitate su google «Groupon contro».
I risultati saranno, ad esempio, class action in atto, ordini professionali in rivolta, un sito dal nome «Il grouponista ignaro»; un altro, «Ricomincio da mamma», che dedica uno spazio dal titolo non umanistico ma assai eloquente «Le inculation di Groupo», a proposito di un trattamento di bellezza; leggetevi il test di Altro Consumo (luglio 2012) su tre aziende convenzionate per la certificazione energetica delle abitazioni. L’alternativa c’è, si chiama Groupalia. All’indomani del terremoto dell’Emilia, se ne uscì con un’offerta che recitava «Paura del sisma? Vola a Santo Domingo». Raro esempio di etica morale e commerciale.

4 risposte a "A caccia di sconti, offerte speciali, prezzi stracciati: attenti a Groupon"

  1. Lele 25 luglio 2012 / 20:34

    Sarà che essendo del Manifesto costui vive ancora nel 1975 o dintorni. Per me Groupon funziona benissimo. Ovviamente le offerte sono un po’ limitate e qualche clausola devi leggertela, tipo i pasti senza il vino, ma per quel che costa… E le due volte che ho avutto bisogno di assistenza, al telefono per email sono stati rapidi e gentili

  2. arancioeblu 26 luglio 2012 / 08:37

    concordo con lele: ho due esperienze, entrambe positive, cifre da poco, ok, ma nessun problema.
    nel dubbio prima di comprare il coupon si telefona alla struttura che eroga la prestazione e ci si informa: il numero c’è sempre, se non c’è o non rispondono è già un buon indizio, no?

  3. Luciano Del Sette 12 marzo 2014 / 17:03

    Caro Lele, per caso sono capitato dalle sue parti in ritardo di quasi due anni. Ma, si sa, non è mai troppo tardi per rispondere. Archiviata la sua evidente supponenza verso il giornale su cui scrivo e dopo averla rassicurato che tutti noi usiamo il computer, compriamo su Amazon, ci avventuriamo su twitter, siamo in molti su facebook, usiamo pennette e hard disk, la invito a distinguere tra cronaca e e pareri giornalistici. Nel mio caso ho raccontato un’esperienza diretta. Mezz’ora dopo mi telefonava l’ufficio stampa per chidermi di pubblicare una risposta. Ho risposto che ovviamente lo poteva fare. Hanno ammesso disfunzioni e problemi. Ma, di certo, lei Il manifesto non lo compra. Forse le farebbe bene un po’ di 1975. Se è nato dopo, mi spiace per lei.
    Cordialmente
    Luciano Del Sette

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