L’Italia nel mondo, parodia di una superpotenza militare

Ieri il Consiglio dei Ministri – senza Renzi, impegnato a inaugurare un’autostrada – ha approvato la “proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia e delle iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e stabilizzazione”.

Spesa complessiva di 446.184.816 euro per il 2014. Date un’occhiata alla ramificazione della presenza militare italiana nel mondo, la cui logica imperscrutabile è sintetizzata da questo dettaglio:

“Il Ministero della difesa è autorizzato, a decorrere dal 1 luglio 2014 e fino al 31 dicembre 2014, a effettuare cessioni a titolo gratuito: alle Forze armate della Repubblica di Gibuti: documentazione tecnica relativa ai veicoli blindati leggeri VBL Puma e ai semoventi M109 L. Per le finalità di cui alla presente lettera, è autorizzata la spesa di 333.000 euro; alla Repubblica Islamica del Pakistan 100 veicoli M113; alle Forze armate della Repubblica federale di Somalia 500 uniformi da combattimento; al Regno Haschemita di Giordania 24 Blindo Centauro”…

Segue il dettaglio delle missioni. Leggi il resto dell’articolo

933, mi ricordo

Mi ricordo l’ultimo dell’anno che passai girovagando in città, fra una sala cinematografica e l’altra.

Morettine nei Comics 82: Catwoman di Mahmud Asrar + Poison Ivy di Bruce Timm

Catwoman di Mahmud Asrar + Poison Ivy di Bruce Timm

Gol di rapina, Pippo Russo (2)

Nel 2004, ma Media Sports Investments (MSI) con sede alle Isole Vergini stipula un accordo di partnership con il Corinthians di San Paolo: in cambio di 35 milioni di dollari, la MSI di Joorabchian ottiene il 51% dei profitti nei dieci anni successivi. Il club è pieno di debiti, ma comincia a comprare campioni, che poi rivenderà a prezzo maggiorato, dopo scambi di denaro in paradisi fiscali. Finisce nel 2007 con un mandato di cattura internazionale per associazione a delinquere, frode e riciclaggio.

gol-di-rapina-copSoggetti come MSI si presentano come mediatori, intermediari, e investono al posto dei club, a cui poi noleggiano/affittano calciatori. Pini Zahavi, israeliano, è un’altra figura cruciale di questa mutazione genetica del calcio: uno di quelli che hanno trasformato il profilo del procuratore di calciatori in quello di “broker di servizi calcistico-finanziari integrati”. Nel 1992, fonda la Global Sports Agency (GSA), con sede a Gibilterra. È Zahavi ad aver mediato l’acquisto del Chelsea da parte di Roman Abramovich. È sempre Zahavi a gestire le relazioni fra Partizan Belgrado, Olympiakos Pireo, Benfica e Chelsea, che sono alla base dei trasferimenti di Lazar Markovic e Nemanja Matic. Ancora, nel 2006 Zahavi paga un po’ di debiti del River Plate in cambio di laute percentuali sule future cessioni di Higuain, Belluschi, Musacchio.

Da queste pagine, la reputazione di personaggi celebrati come Daniel Passarella, Luis Figo, Alex Ferguson e José Mourinho esce decisamente ammaccata. E Russo prende di mira l’indifferenza omertosa del sistema dell’informazione, che si limita a trattare il calciomercato come se fosse un gioco, in tutti sono liberi di fare quel che vogliono.

Un mondo perfetto (A Perfect World) – Clint Eastwood, 1993 – [tv53] 8

Un mondo perfetto - Clint Eastwood - 1993

Non c’è una sola scena in cui Eastwood stia nella stessa inquadratura con il protagonista, il miglior Kevin Costner, e anche questo è un segno di grandezza, con la deliberata violazione dei codici dello star system. Siamo nel 1963 in Texas, all’immediata vigilia dell’assassinio di JFK, quando Butch Haynes evade dalla prigione e quasi per caso prende in ostaggio un bambino di quattro anni, abbandonato dal padre. Il ranger Red Garnett, aiutato da una criminologa (Laura Dern), è incaricato di catturarlo; è Garnett ad aver arrestato Haynes ancora minorenne…

Siamo spinti a credere nella relazione affettiva fra un uomo capace di uccidere e un bambino indifeso, finalmente libero di esprimere i propri desideri. Varie volte il bambino ha la possibilità di scappare, ma preferisce restare accanto al fuggitivo, strana figura paterna. Finché la vista di un altro bambino picchiato fa precipitare la situazione, e l’ottusità della legge non può essere arginata da una criminologa, né da un saggio ranger. L’America è tutt’altro che un mondo perfetto.

932, mi ricordo

Mi ricordo la mamma che diceva che sarebbe passata dalla parrucchiera solo per la messa in piega.

Gol di rapina, Pippo Russo (1)

Retrocedere dalla Premier League al Championship è un disastro economico. Perciò è stato istituito un “paracadute” finanziario ai club retrocessi, la cui entità e durata continuano a crescere. È il punto di equilibrio trovato per mantenere il tradizionale meccanismo delle retrocessioni/promozioni, anziché aderire direttamente alle leghe “chiuse” dello sport professionistico nordamericano. Il business dei diritti televisivi ha scavato il solco fra Premier League e serie minori…

Nell’estate 2006 il West Ham acquista Tevez e Mascherano da un fondo di investimento rappresentato da Kia Joorabchian: è un atto che viola palesemente le regole, ma il club non viene penalizzato e se la cava con una multa. La motivazione: ha cambiato proprietà nel corso del campionato e la Premier League intende tutelare i nuovi acquirenti.

Tramite quella sentenza, “viene affermato il primato della ragione economica su quella sportiva e sul rispetto delle regole“, la legalità viene subordinata all’esigenza di tutelare l’investimento finanziario. Al termine della stagione 2006-07, il West Ham si salva all’ultima giornata, e manda in Championship lo Sheffield United. Che non è più riuscito a risalire in Premier, sprofondando fino in terza serie. Lo Sheffield ha cercato giustizia nei tribunali, e dopo due anni di udienze, il West Ham ha proposto un accordo extragiudiziale, pagando 30 milioni di sterline allo Sheffield.

Morettine nei Comics 81: Incantatrice di Walt Simonson + Scarlet di Mike McKone

Incantatrice di Walt Simonson + Scarlet di Mike McKone

Sondaggio, fra Jovetic e Lamela, meglio il serbo (ma quelli hanno tanti soldi, i calciatori non li danno in prestito o con dei pagherò)

sondaggio meglio Jovetic o Lamela

Siamo dentro un’allucinazione collettiva, l’ansia del cambiamento: #Matteo prova ad approfittarne, prima che la realtà presenti il conto

“Nulla, per ora, sembra intaccare la popolarità e il consenso che circondano l’ex sindaco di Firenze, visto l’alto gradimento di cui continua a godere secondo ogni sondaggio. È come se accanto al mondo reale… Matteo Renzi fosse riuscito a costruirne, almeno in Italia, un altro virtuale: un pianeta fatto di ottimismo, di forza della volontà, di promesse di cambiamento, di fiducia nel futuro”. Lo scriveva ieri sulla «Stampa» Federico Geremicca, uno dei pochi commentatori politici che leggo sempre volentieri. Ne riprendo alcuni altri passaggi.

“Molti italiani, dunque, pensano: la situazione è difficile, ma almeno ora c’è qualcuno che si è rimboccato le maniche e ci sta provando davvero”.
“È questa la maggiore e più importante «rendita di posizione» su cui può contare Matteo Renzi: l’estrema difficoltà degli altri – intendiamo le classi dirigenti nel senso più ampio del termine – ad imboccare la via di un visibile e credibile cambiamento”.
“Ma anche le rendite di posizione, perfino le più cospicue, sono destinate ad esaurirsi: ed è per questo che, al di là della debolezza dei suoi avversari (interni ed esterni) Matteo Renzi ha un disperato bisogno di centrare risultati: a cominciare – almeno sul piano dell’immagine – dalle «riforme politiche» (bicameralismo e legge elettorale) enfatizzate fino al punto da legare alla loro realizzazione addirittura il suo futuro in politica”.

Con il consueto garbo e senso della misura, Geremicca fa capire che siamo spettatori di una corsa contro il tempo, con #Matteo che deve cominciare a produrre risultati – anche solo su un piano simbolico: l’effettiva abolizione del Senato richiede almeno un anno – per guadagnare altro tempo. E sperare che qualche miracolo faccia ripartire l’economia.

Geremicca integrale, segue Leggi il resto dell’articolo

Albertini è giovane, Tavecchio è vecchio, Barbara sta con Demetrio, Adriano sta con l’altro: come la stampa discute della nuova Federcalcio

Ora X: lunedì 11 agosto.
Candidati: un certo Tavecchio, 71 anni, di cui nessuno sapeva niente fino al gol di Godin, e Demetrio Albertini, 43 anni, eroe rossonero allontanato di malagrazia da Milanello Bianco.

La presidenza della Federcalcio pare sia un ruolo cruciale, e pazienza se l’ha abitata per lunghi anni Giancarlo Abete, di cui pochi saprebbero dire quali tracce ha lasciato.
È tale la domanda di rinnovamento, dopo due Mondiali con eliminazione al primo turno, e squadre italiane che per chissà quanti anni inseguiranno l’Inter del Triplete, che il dibattito occupa largo spazio sulla carta stampata e su quella virtuale. Spazio sprecato, finora, perché è pressoché impossibile andare oltre le caricature e capire cosa vogliano Tavecchio e Albertini (che per otto anni è stato il vice di Abete: viva il rinnovamento).
Sappiamo che Albertini è sostenuto da Barbara Berlusconi, Andrea Agnelli, Damiano Tommasi e Renzo Ulivieri, mentre il “dinosauro” Tavecchio è spalleggiato da Galliani e Lotito, dalla Lega Dilettanti e dalla Lega Pro. I numeri dei votanti indicano una netta maggioranza per il 71enne, spalleggiato dal 77enne Macalli, quello che ha detto ad Agnelli certe verità che nessun politico oserebbe pronunciare.

Mi piacerebbe capire due cose.
Quali programmi immediati – non solo quale allenatore al posto di Prandelli – propongano i due candidati, in particolare sul numero di squadre in Serie A e sull’investimento nei vivai.
Quale sia la preferenza dell’Inter, sempre che abbia un’opinione: l’assordante silenzio di Thohir fa pensare a una crescente marginalità.

931, mi ricordo

Mi ricordo quando si fumava nei cinematografi e dalla galleria si vedevano salire le nuvolette.

Morettine nei Comics 80: Batgirl di Tony Daniel + Fenice di Jim Lee

Batgirl di Tony Daniel + Fenice di Jim Lee

Secondo Tuttosport – in odore di Pulitzer: da Torino non sapeva niente di Conte – l’Inter venderà Icardi perché non riesce a cedere Guarìn.

Sin City – Robert Rodríguez e Frank Miller, 2005 – [tv52] – 7

Sin City - Rodriguez e Miller - 2005

Rivisto in torrido pomeriggio, già a conoscenza di come gli autori abbiano cercato di rinnovare la forza grafica del fumetto, ho posto attenzione all’intreccio narrativo, che si distende in tre parti, riprendendo tre capitoli dell’opera a fumetti: Un duro addio, Quel bastardo giallo e Un’abbuffata di morte (in apertura e chiusura del film, tracce di Il cliente ha sempre ragione). Come Special Guest Director, è accreditato alla regia anche Quentin Tarantino, che ha diretto la sequenza lisergica in auto fra Benicio Del Toro e Clive Owen.
Il bianco e nero viene esaltato da colori saturi e fisionomie caricaturali, alla Dick Tracy (ne fanno parte anche le conturbanti forme di Rosario Dawson, Jessica Alba, Marley Shelton, Jaime King, Carla Gugino). Dialoghi e caratteri distillano il più puro, sconsolato, stereotipato hard boiled, in un universo vizioso senza speranza, di agghiacciante efferatezza e crudeltà. Dove è possibile la redenzione.

Morata è una scommessa, ma la Juve ha i margini per farla

Morata

El Mundo Deportivo irride la Juventus per la presentazione di Alvaro Morata. “La Juventus ha descritto Morata come se fosse Van Basten: piede raffinato, tiro fulminante, grandi capacità in area di rigore e straordinario fiuto del gol”.
In effetti, in 3 anni nel Real Madrid Morata ha giocato appena 37 partite (8 da titolare), segnando 10 gol. È costato una ventina di milioni di euro e un ingaggio principesco: la doppia clausola – il Real lo può ricomprare, la Juve lo blinda rispetto a ogni altro compratore – fa pensare a un fuoriclasse, cosa tutt’altro che scontata.

Marotta e Paratici sono quelli di Tevez e Llorente, ma anche quelli di Osvaldo, Bendtner e Anelka. Però, scommesse come quella su Morata puoi, anzi devi farle quando stai a 102 punti, e gli avversari arrancano. Eventuali errori di questo tipo possono essere perdonati. Al contrario, smettere di investire/scommettere come fece l’Inter dopo il Mondiale per Club, è stata l’anticamera del tracollo. E oggi che stiamo 42 punti sotto, le scommesse nerazzurre – tutte trattabili solo con dei “pagherò” – sono molto meno affascinanti di Alvaro Morata.

930, mi ricordo

Mi ricordo che al momento di scegliere fra Motta e Taccone, Balmamion e Zilioli, saltò fuori Gimondi.

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