21/31 Kim Novak – Colliers 1956

Kim Novak - Colliers 1956

Pagare le pensioni con 10 giorni di ritardo fa capire come stanno le casse dello Stato e quanto carente di vergogna sia chi ci governa.

Dopo le ultime, odiose farneticazioni di Beppe Grillo sugli immigrati, tolgo il link dalla lista dei blog che suggerisco di frequentare.

Facciamola breve, mettiamo 80 euro con dubbia copertura in tasca a qualunque categoria disponibile a votare Matteo.

Inter-Napoli, ripensandoci

Un primo tempo voglioso, di concentrata applicazione, tre palle-gol e un palo, senza concedere al Napoli nemmeno una ripartenza (mamma mia, che brutto Napoli, era il commento unanime).

Una prima mezzora del secondo tempo in cui progressivamente si è spenta la luce, il Napoli ha guadagnato campo e costruito pericoli, mentre all’Inter non sapevano che farsene del pallone e mostravano evidenti limiti dinamici.

Un ultimo quarto d’ora scoppiettante, quattro gol, schemi saltati, errori vistosi della difesa nerazzurra – individuali e di assetto – e una doppia reazione di orgoglio che fa capire che nessuno gioca contro Mazzarri.

Vidic

Inter-Napoli lascia questa ambigua eredità. Fosse finita con una sconfitta, nessuno avrebbe difeso la panchina di Mazzarri, perché l’enormità degli errori difensivi sta diventando insopportabile, la lentezza con cui il pallone supera la metà campo consente a qualsiasi avversario di organizzare la propria retroguardia, e che nessuno, mai, corra senza palla, beh, questa è un’accusa all’allenatore che varrebbe anche in caso di vittoria (un’altra volta discuteremo su quanto Kovacic sia obbligato a portar palla, o piuttosto incapace di giocare di prima). Leggi il resto dell’articolo

1022, mi ricordo

Mi ricordo l’invincibile, profetica, voluta antipatia suscitata dal cerchio magico di D’Alema, i famosi Lothar.

20/31 Kim Basinger – The Face 1989

Kim Basinger - The Face 1989

House of Cards, prima serie: 11

La regia del decimo e dell’undicesimo episodio è di Carl Franklin (Il diavolo in blu, Out Of Time).

È Zoe a far capire a Frank – che non vuole crederci – come Claire l’abbia tradito. Lui verifica e trova le conferme. Segue scenata con la moglie, che lo accusa di usarla come fa con chiunque altro. Sulla porta, lui chiude così la discussione: “Sei entrata in menopausa?”.

Dopo l’ennesimo smacco, che ne annulla ogni credibilità politica, Peter Russo appare completamente ingestibile, la decisione di Frank Underwood è definitiva: va estromesso dalla corsa elettorale, e per farlo deve essere rovinato.
A sorpresa, è Claire quella che suona alla porta di Zoe. Le dice che ha sempre saputo tutto, fin dall’inizio. Tocca i vestiti della ragazza, esamina lo squallore in cui vive… E quando Zoe racconta a Frank di quella visita, lui capisce che la vendetta della moglie è appena cominciata.

Dopo aver aiutato Rachel, Doug le chiede di sedurre Russo (che, per l’ennesima volta, sembra fidarsi di Frank).
Ritroviamo Claire a New York, nel loft di Adam. La scena successiva è nel suo letto.
Frank chiede a Gillian, laureata a Stanford, di mettere una buona parola con il rettore per far ammettere il figlio di Linda Vasquez: ora ha un credito con il capo di gabinetto del Presidente.

House of Cards, Rachel

Risulta facile a Rachel – la figura più conturbante dell’intera serie – irretire Russo (che nemmeno la riconosce).
Lo squallore dell’appartamento piomba su Zoe Barnes tutto a un tratto: sembra chiedersi a cos’è servito tutto quel che ha fatto. Va a cercare Lucas Goodwin, il giovane collega che le faceva la corte quando lavorava all’Herald.

Lo spudorato Matteo dilaga da Barbara D’Urso. Vi prego, almeno oggi i fans se ne stiano lontani dalla voce “commenta” di questo blog.

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L’avesse fatto Berlusconi, pianteremmo le tende in piazza per denunciare la strafottente violazione della par condicio, a cui si è assistito ieri sulla rete preferita dal presidente del consiglio: Canale 5. Mi sfogo, citando Travaglio.

In dieci anni di blog, so di non aver mai fatto due cose: postato una foto di Berlusconi e citato un articolo di Marco Travaglio. Ma stavolta non posso farne a meno, altrimenti si capirebbe facilmente che ho copiato. Ecco, oggi sulla prima pagina del “Fatto”:

«CoeRenzi. “Le Regioni facciano la loro parte, hanno qualcosa da farsi perdonare: penso ai comportamenti di alcuni consiglieri regionali” (Matteo Renzi, 16 ottobre).

Non per nulla quattro ex-consiglieri inquisiti li ho portati al governo, uno l’ho candidato a governatore dell’Emilia-Romagna e ai consigli regionali farò scegliere i nuovi senatori. Così si fanno perdonare».

Inter-Napoli, intanto le pagelle

Hernanes

Handanovic 6, nemmeno una parata, ancora rimpiange la solidità difensiva di Udine
Obi 6, ha solo il sinistro e mai che gli passino il pallone sulla corsa
M’Baye 6, mi piace, ha mezzi non comuni, deve giocare con continuità
Ranocchia 5, è suo lo svarione che procura il fallo laterale del primo gol, è suo Callejon che segna il secondo senza la minima opposizione
Vidic 5, era da 7 senza l’orripilante colpo di testa che libera Callejon per lo 0-1
Juan Jesus 6, non sa passare il pallone a cinque metri, ma almeno non fa errori letali
Dodò 6, sa crossare, spinge fino alla fine, ma almeno un minimo di gioco col destro si può pretendere da un neo-convocato fra i Pentacampeon.
Medel 6, l’unico che va in pressing, finisce l’ossigeno come quando il suo Cile gioca in Bolivia
Kovacic 6, bello da vedere, ma porta troppo il pallone, consentendo alla difesa di schierarsi con calma (e non va mai al tiro)
Hernanes 7,5, non stravedo per lui, ma certo è la miglior partita che gli ho visto fare con la maglia dell’Inter
Palacio 6,5, predica in solitudine, si procura angoli, falli e fa salire la squadra, fra un paio di settimane comincerà a segnare.
Icardi 5,5, insisto: non sa giocare a calcio, ma solo segnare
Guarìn 6,5, una volta tanto, al posto giusto al momento giusto (poi perde due palloni dei suoi, e il pubblico lo farebbe a pezzi)
M’Vila s.v.
Mazzarri 6,5, la squadra ha ritmi insopportabilmente lenti, ma certo non gioca contro di lui.

1021, mi ricordo

Mi ricordo Telecapodistria per le strepitose partite di basket della Yuba Liga al sabato pomeriggio.

19/31 Julie Christie – Life 1966

Julie Christie - Life 1966

Prima il bis di Valentino poi il tris di George Puscas: in vista di Inter-Napoli, quasi quasi potrei sentirmi ottimista.

Puscas fa tripletta nel derby Primavera

House of Cards, prima serie: 10

Di nuovo James Foley alla regia. Caffè bollente: un piccolo incidente fa dire a Frank – guardando in camera – che odia i bambini (sentimento tutt’altro che corrisposto da Claire).

“La vicinanza al potere fa pensare alle persone di averne a loro volta”, dice Frank a Zoe, che si è permessa di mancare a un appuntamento.
Il Congresso deve approvare il disegno di legge di Peter Russo, ma rischiano di mancare i numeri tra i democratici. La potente lobby petrolifera si oppone, Claire prova a risolvere la situazione con Denton, ma costui vuole farle pagare l’orgoglio per la donazione rifiutata. Vengono meno gli appoggi politici di cui, grazie a Frank, aveva sempre goduto: ne è un esempio il rifiuto da parte del Segretario di Stato Catherine Durant di intervenire per recuperare i filtri d’acqua della Fondazione, ancora bloccati in Sudan. Claire chiede una mano a Frank per parlare con il presidente, ma il marito reagisce nervosamente e dice di non poter fare nulla: lei gli ricorda di averlo aiutato con Peter Russo senza ottenere nulla in cambio.

Gli interessi di Claire e Frank tendono ormai a divaricarsi: il lobbista soffia sul fuoco di questa divaricazione, offrendo alla donna i soldi che mancano per concretizzare il progetto ideato da Gillian. Che è incinta di dodici settimane: intende tenere il bambino, da sola (l’uomo è sposato).
In Pennsylvania, Russo rivela doti imprevedibili, tenendo testa al Vicepresidente Matthews, che non lo ha in simpatia.

HoC9

Arriva il momento della votazione sulla legge, e la sconfitta di Frank e di Russo arriva come un fulmine a ciel sereno. Il protagonista non sa cos’ha fatto la moglie, e intanto sibila: “Voglio sapere chi ha tradito”.

Spider-Man. Guardando indietro

Romita jr Mary Jane e Peter
Sono qui raccolti 11 numeri, quelli compresi fra il 40 e il 50 di The Amazing Spider-Man vol. II. È una fase complicata nella vita di Peter Parker: Mary Jane ha chiesto e ottenuto una pausa di riflessione, i due vivono lontani; e per caso zia May ha scoperto ciò che il nipote era sempre riuscito di nascondergli: l’identità segreta.

Spider-Man copLe caratterizzazioni fisiche di Romita jr. hanno acquisito l’autorità degli autentici “classici”: la sua versione di Peter Parker è magistrale, altrettanto si può dire di Mary Jane Watson, del Dottor Strange e Capitan America, di J. J. Jameson e zia May (i due si incontrano al Bugle, dove May si è recata per disdire il suo abbonamento: ora che sa chi è l’Uomo Ragno, non può sopportare la faziosità di quel giornale). Romita mi piace meno quando disegna l’Uomo Ragno in costume: segaligno, ossuto, le costole a vista.

A sua volta, Straczynski sa scrivere dialoghi scoppiettanti, è strepitoso nel dialogo interiore di Peter e usa l’ironia anche per sviluppare le trame. Per esempio, è abilissimo nel suscitare i dubbi della moglie sul fatto che anche la zia sappia qualcosa della doppia vita di Peter. Che ora insegna scienze nello stesso college che aveva frequentato. È una sua studentessa a parlargli della sparizione di alcuni ragazzi – tossici o senzatetto – e presto l’Uomo Ragno incrocia il colpevole, un nuovo nemico chiamato l’Ombra, un essere maligno che può trasferire persone da un luogo all’altro, e diventare incorporeo. Ha una stella nera tatuata sul collo. Nella sua ricerca di una spiegazione a ciò che ha visto fare all’Ombra, l’Uomo Ragno comprende di aver bisogno di aiuto: prima un bonario poliziotto, che non ha simpatia per gli eroi in costume, poi il più grande esperto del soprannaturale: Stephen Strange. Sconfiggerà l’Ombra e farà ritornare i ragazzi scomparsi, ma come tante altre volte gli è successo, Peter pagherà questa vittoria sul piano personale, non arrivando in tempo all’appuntamento con Mary Jane, di passaggio in città. Leggi il resto dell’articolo

1020, mi ricordo

Mi ricordo le asettiche lettere delle banche con gli adeguamenti alle nuove normative, immancabilmente più costose.

18/31 Jean Seberg – Elle 1958

Jean Seberg - Elle 1958

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