Gad Lerner: “L’umiliazione di un Pd trasformista inaugura in Emilia Romagna la parabola discendente di Renzi”

“Il crollo della partecipazione dei cittadini al voto nella regione che tradizionalmente garantiva l’affluenza più alta d’Italia suona come un de prufundis per la nostra democrazia. Ricorderemo le regionali dell’Emilia Romagna come il punto di non ritorno di una politica ritornata arrogante col trucco del falso rinnovamento renziano. Prima la disfatta del “modello emiliano” impersonato da Vasco Errani. Poi la sceneggiata delle false primarie, con ritiro decretato dall’alto dell’unico vero concorrente di Stefano Bonaccini. Infine l’arrembaggio al carro del vincitore presunto, Matteo Renzi, da parte di una moltitudine di trasformisti. Tutto ciò rende umiliante il risultato elettorale del Partito Democratico in Emilia Romagna, abbandonato dalla maggioranza dei suoi elettori e perfino insidiato nel suo primato da un leghista divenuto emblema della destra.
Da Bologna è probabile che prenda avvio la parabola discendente di Matteo Renzi”.

Difficile dirlo meglio (ma la parabola discendente di Matteo era già cominciata e, semmai, precipita).

Solo un appunto, perché è pur sempre possibile che il Pd capisca la lezione, come mi diceva più d’uno già stanotte durante lo spoglio dei voti. Replicavo – con uno scetticismo appena velato da un autentico “miracolo”: un gol di Obi – che è difficile che un partito si autoriformi se la legge elettorale gli regala 5 consiglieri in più – e la maggioranza assoluta – il giorno in cui dimezza i voti.

Rush [id.], Ron Howard 2013 – [filmTv96] – 7

96 Rush - 2013 - Ron Howard

Niki Lauda e James Hunt, Daniel Brühl (Bastardi senza gloria) e Chris Hemsworth (il Thor della Marvel), i primi anni Settanta, una rivalità antropologica, di stile di vita, di modo di concepire le corse, quando ancora la Formula Uno era determinata più dal pilota che dalla macchina: psicologie elementari, dialoghi prevedibili, un contorno evanescente (sembra corressero solo loro due, persino Regazzoni ed Enzo Ferrari sono macchie sfuocate sullo sfondo), eppure il film “prende”, sprigiona capacità emozionali, rende al meglio le scene a trecento all’ora, a mezzo metro dall’asfalto. E nonostante si conosca la storia, si sappia già di tutto di quanto avvenne fra il Nürburgring, Monza e il Giappone, è impossibile negare che la ricostruzione sia accurata, vivida, non priva di pathos. Sedici telecamere e un montaggio frenetico trascinano lo spettatore nel fuoco del Ring e sotto la pioggia battente del Fuji.

“Metto in conto il 20% di possibilità di morire, di più non lo accetto”, dice Lauda quando propone di non correre sul Ring. “Ti trovo bene”, gli dirà Hunt sei settimane dopo, “sei l’unico che ustionandosi il volto è migliorato”. In rari momenti, Howard riesce a farci sospettare che, è vero, quei due non si sopportavano, ma per certi aspetti ognuno invidiava l’altro.

Meglio Milano di Roma, molto meglio Guzzanti di Crozza, non c’è gara fra Paperino e Topolino: ora due nuovi Aut-Aut, certo più equilibrati.

Aut-Aut 21-26-35

1056, mi ricordo

Mi ricordo che ancora pochi anni fa la mia regione era la prima, non l’ultima, quando venivano ufficializzati i dati sulla partecipazione al voto.

Un derby, troppe incognite

Non ricordo un derby con altrettante incognite.
Intanto, mi pare non ci sia mai stato un derby immediatamente successivo al cambio di allenatore, e tutti cercano di indovinare le novità di Mancini, che certamente imposterà una difesa a 4.
Ma la difesa a 4 vista con Mazzarri è stata una sciagura, dunque la prima scommessa è che in otto giorni Mancini abbia insegnato le cose essenziali a Nagatomo e Dodò. Poi, al centro della difesa, il secondo dubbio: sicuro Juan Jesus (sempre che all’ultimo momento non venga schierato a sinistra), gioca Vidic o Ranocchia? Pare verrà sacrificato il serbo, che per 14 anni ha giocato a 4, ma Ranocchia ha giocato bene in Nazionale, dunque…

Altri punti interrogativi: M’Vila o Kuzmanovic davanti alla difesa? Nessuno dei due è velocissimo, il francese viene da un infortunio che l’ha tenuto fuori un mese, insieme hanno giocato solo in Europa league, vederli entrambi mi sembra improbabile, l’unico mancino naturale è Obi (giocherà?) e a completare il centrocampo sarà Fredy Guarìn, mina vagante per definizione, il calciatore con il rendimento meno affidabile dell’intera Serie A. Senza dimenticare che Kovacic dietro le punte rappresenta un’altra scommessa, il croato è parso in calo fisico nell’ultimo mese.
Nemmeno sull’attacco si possono avere certezze: è ragionevole immaginare Icardi e Palacio, ma Osvaldo reclama altrettanto spazio e se per caso l’Inter passasse in vantaggio e dovesse gestirlo, non mi meraviglierei di vedere in campo Hernanes, la cui convivenza con Kovacic e due punte è forse il dubbio più amletico che ci ha lasciato Mazzarri.

Il Milan non è superiore all’Inter, senza De Jong perde muscoli e cervello a centrocampo, non so se Montolivo sia già in grado di giocare, ma è evidente che le paure nerazzurre vengono da due nomi – Stephan El Shaarawy e Fernando Torres – che in passato hanno lasciato il segno. Il lato destro, quello di Guarìn e Nagatomo, non fa stare tranquilli.

Chi l’avrebbe mai detto che avrei tifato e festeggiato Svizzera… Federer e Wawrinka alzano la Davis!

Federer e Wawrinka

#pifferaioMatteo: tre esempi di una retorica che fa acqua da tutte le parti

Negli ultimi giorni, con i sondaggi di gradimento in picchiata, Matteo ha alzato la voce con tre “uscite” celebrate dagli ultras, nonostante siano vistosamente insensate sul piano logico-razionale.
1. La Cgil sciopera contro di me e non l’ha fatto contro la Fornero.
2. Con l’abolizione dell’articolo 18 apriamo la strada agli investitori stranieri.
3. L’Italia, cioè Roma, si candiderà ad ospitare le Olimpiadi 2024.

matteo renzi Leggi il resto dell’articolo

Una donna alla finestra [Une femme à sa fenêtre], Pierre Granier-Deferre 1976 – [filmTv100] – 7

100 Una donna alla finestra - 1976 - Pierre Granier-Deferre

Dal romanzo di Drieu La Rochelle, sceneggiato da Jorge Semprun.
Grecia, agosto 1936: un colpo di stato militare anticipa uno sciopero generale con vocazioni insurrezionali. Margot (Romy Schneider) si innamora di un sindacalista comunista (Victor Lanoux) braccato dalla polizia segreta (al comando di un sadico Gastone Moschin), è corteggiata da Malfosse, ricco industriale francese (Philippe Noiret), e sta separandosi dal marito, un diplomatico italiano che non ha alcuna simpatia per il Duce (Umberto Orsini).
La trama fa un salto di quasi nove anni, in Francia, appena finita la guerra. Ritroviamo i superstiti, e scopriamo l’esistenza di una bambina. La rivedremo ad Atene nel 1967, a ritrovare le tracce dei suoi genitori.

Dramma passionale sviluppato con un’insolita struttura narrativa – comincia tra le rovine di Delfi, ma non è il vero inizio – e riverberato da intensi dialoghi politici, grazie alla sensualità straboccante della Schneider limita i danni di una voce fuori campo eccessivamente letteraria.

1055, mi ricordo

Mi ricordo di aver votato per anni in modo diverso da mio babbo, ma è consolante pensare che ci siamo riavvicinati le ultime volte.

Con gli squisiti criteri linguistici per cui è stato crocefisso Landini, Matteo dovrebbe venire squalificato fino al termine del campionato.

Il Pd oggi: “Si vota per l’Emilia non per il governo”. Come dopo le Europee, il Pd domani: “Con Matteo la maggioranza degli italiani”.

Questi sono alcuni dei candidati dell’Altra Emilia-Romagna

i candidati AER

Ulteriori informazioni qui - http://www.altraemiliaromagna.it/

L’arrivista [La Race des seigneurs], Pierre Granier-Deferre 1974 – [filmTv99] – 6

99 L'arrivista - 1974 - Pierre Granier-Deferre

Immaginate un segretario di partito di sinistra con le phisique du role di Alain Delon quarantenne; aggiungete le smisurate ambizioni ministeriali di questo Julien, che vanno a stridere con la sua vita privata (una relazione, nota a tutti, con una modella che sta su tutti i muri di Parigi: Sydne Rome); considerate che Julien è stato plasmato dalla vedova del fondatore del partito (Jeanne Moreau) e che sua moglie sta in casa di cura per un forte esaurimento nervoso. Concludete che l’arrivista sarà posto di fronte a un bivio – la passione o il potere – mentre Parigi è attraversata da cortei e contestazioni operaie e studentesche.

Granier-Deferre maneggia con eccessiva leggerezza questi ingredienti, e la scelta di Sydne Rome (meravigliosa sui cartelloni, dannosa appena apre bocca) si rivela sbagliata. Tuttavia, le dinamiche politiche –amicizie e inimicizie, ambizioni e tradimenti – interne al partito sono descritte con apprezzabile tensione, l’intimità fra il leader e il “braccio destro” è di rara credibilità, la morbosa relazione fra Delon e Moreau fa balenare retroscena interessanti. Lui, Alain, è la tipica faccia da schiaffi che non crede in nulla se non nell’affermazione di sé, lo spot elettorale che ne sintetizza la carriera è di una modernità agghiacciante.

Ah, com’era bella la Citroen Pallas!

1054, mi ricordo

Mi ricordo quelli che vagheggiavano un tempo lontano e sbiadito in cui correva voce vi fosse stato qualcosa chiamato “Stile Juve”.

La protervia di Andrea Agnelli è un grave pericolo per la certezza del diritto, la pacificazione negli stadi e l’autoriforma della Chiesa.

GazzettaMediaset

31 ottobre

Dichiarazione di voto

Non posso e non voglio nasconderlo: il mio voto alle Regionali dell’Emilia-Romagna è innanzitutto un voto contro. Chi non vuole capirlo, preferisce l’astensione, la rabbia che non trova sfogo, il risentimento verso tutti e nessuno, l’incapacità di distinguere responsabilità, meriti e colpe. C’è sempre una miscela di “voglio” e “non voglio” nel mettere un segno sulla scheda: stavolta il mio “non voglio” emerge molto più nitido.

Voterò contro il governo e contro il Pd. Contro le idee e la concezione della politica di questo governo e di questo Pd. Contro l’antropologia politica dei nuovi dirigenti, da cui sento una distanza abissale. Contro le cene a mille euro. Contro i ministri e i capilista selezionati nella meritocrazia dei talk-show. Contro chi se ne inventa una al giorno, e oggi tocca alle Olimpiadi del 2024. Contro chi vorrebbe far dimettere dalla Rai Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi…

al votoVoterò per l’Altra Emilia-Romagna, come alle Europee ho votato l’Altra Europa per Tsipras. Lo considero un voto utile, anzi necessario. Comprendo chi se ne starà a casa, ma non li sollevo da un grammo di responsabilità nel riconsegnare questa Regione a chi ha tradito tutte le promesse. Leggi il resto dell’articolo

Parole sbagliate, persino Repubblica scarica Matteo?

PRIMA PAGINA, OGGI – PAROLE SBAGLIATE – Un conflitto sull’articolo 18 è comprensibile, ed era anche prevedibile. Il linguaggio con cui il presidente del Consiglio tratta la Cgil è invece molto meno comprensibile.
È vero che Susanna Camusso lo considera un personaggio dell’Ottocento, subalterno ai padroni, abusivo a sinistra. Ma il premier — mentre annuncia a parole rispetto per chi dissente — dileggia il sindacato, banalizza le ragioni della protesta, svaluta insieme con lo sciopero una storia legata alla conquista e alla difesa di diritti che tutelando i più deboli contribuiscono alla cifra complessiva della democrazia di cui tutti usufruiamo.
La domanda è sempre la stessa: che idea ha il segretario del Pd della sinistra che guida? Un partito che voglia parlare all’intera nazione deve ospitare culture diverse al suo interno e tocca al leader — mentre decide — garantire loro spazio e legittimità. Sapendo che prima o poi si voterà, e i suoi avversari non saranno Camusso e Landini, ma Berlusconi e Verdini. Quando se ne accorgerà?

Mancini in nerazzurro: gli 11 momenti d’oro (sul campo)

1. Parma, maggio 2008
La doppietta di Ibra sotto la pioggia, un grande Balotelli e Nelson Rivas al centro della difesa.
2. Torino, settembre 2005
Il gol di Veron nei supplementari porta alla Supercoppa in casa della Juve. E ancora piove.
3. San Siro, agosto 2006
Al minuto 34, la Roma sta 0-3, poi segna Vieira e comincia la rimonta per la Supercoppa, completata da Figo nei supplementari. Leggi il resto dell’articolo

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