24/31 Michelle Pfeiffer – Vanity Fair 1989

Michelle Pfeiffer - Vanity Fair 1989

House of Cards, prima serie: 13

House of cards

Ultima e penultima puntata sono dirette da Allen Coulter (I Soprano, Sex and the City).

È passato un mese dalla morte di Russo, il presidente Walker è alle prese con il processo di selezione del nuovo Vicepresidente. La cautela del presidente nasconde un’idea: nominare Raymond Tusk, un eccentrico miliardario attivo nell’energia nucleare. Leggi il resto dell’articolo

Pane e cioccolata – Franco Brusati 1974 – 7

Visto al cinema – rassegna su Cinema e Immigrazione – l’ho trovato terribilmente datato. Non per la trama, ma per la messa in scena, per il tipo di recitazione, per la carica di grottesco che tracima in molte scene (quelle intorno al pollaio, innanzitutto, e poi il tristissimo burlesque fra gli operai; ma l’intera rappresentazione della Svizzera è caricaturale).

Pane e cioccolata - Franco Brusati

Manfredi non è aiutato dal cast: Johnny Dorelli (evasore fiscale con dolori familiari) è puro stereotipo, Anna Karina (esule greca, costretta a nascondere il figlio) pressoché inconsistente. Pochi film sono così incentrati su un mattatore onnipresente, questo Giovanni “Nino” Garofoli, emigrato in Svizzera per cercare fortuna, e indisponibile a tornarsene a casa con le pive nel sacco. Nonostante una quantità di umiliazioni, sconfitte, truffe, guerre fra poveri, interrogatori della polizia, fino al foglio di via…

Quel che oggi si riesce a cogliere con nettezza è lo sfarinamento dell’identità di Nino, familista ma pronto a tradire la moglie, italiano orgoglioso (ma basta con la chitarra e il mandolino…) e tuttavia ammirato dalla superficie patinata della svizzerità, o svizzeritudine, che prova ad imitare, venendone brutalmente respinto (in mezzo ai sacchi della spazzatura). Schizofrenico e disorientato: non è più quel che era, non riesce a essere quel che vorrebbe. Il celeberrimo urlo davanti alla rivincita che gli viene dalla nazionale di calcio, si consuma in uno sfogo plateale quanto inconcludente.

“Unfit to lead”, diceva l’Economist del Berlusca. Inadatto a guidare l’Inter è senz’altro Mazzarri, cresce il timore che lo sia pure Thohir

Aut-Aut: comincio una serie di sondaggi-spot per definire il frequentatore di questo blog

Quali peccati deve scontare l’Unità per meritarsi l’editore di “Miracoli”, quello che spara Albano che sconfigge tre volte il demonio?

Il giornale fondato da Antonio Gramsci finirà nelle mani di Guido Veneziani, “una vita a cavallo tra il gossip e l’imprenditoria, anzi, l’imprenditoria del gossip”.

QUI e QUI

I motivi per cui i lettori compreranno la nuova Unità sono dubbi. Ma almeno un motivo per cui Veneziani la sta acquistando è chiarissimo: “Renzi mi piace moltissimo. È bello, sveglio, ha una gran dialettica ed è uno dei pochi politici che si capisce quando parla. Ho avuto trascorsi di sinistra e giravo con in tasca l’Unità , ma anche il manifesto e Cuore . Ora è diverso. Lei davvero pensa che in questo Paese ci sia ancora chi si dichiara di sinistra, di centro o di destra? Ma poi: lei pensa che Renzi sia di sinistra?”…

1025, mi ricordo

Mi ricordo il tifoso completamente disinteressato agli aspetti finanziari e ai debiti della sua società.

23/31 Marilyn Monroe – Life 1952

Marilyn Monroe - Life 1952

L’Inter scoppia, i Moratti si dimettono, la società rischia il collasso

Alle 15.07, l’Ansa emette questo lancio:
“Massimo Moratti ha rinunciato alla carica di presidente onorario dell’Inter offertagli da Thohir nel novembre scorso. Insieme con Moratti hanno rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione Angelomario Moratti, figlio di Massimo, Rinaldo Ghelfi e Alberto Manzonetto”.

Alle 15.25, arriva il secondo lancio d’agenzia:
”Internazionale Holding Srl, società facente capo al Dot Massimo Moratti e ai suoi figli, dott. Angelomario Moratti e dot. Giovanni Moratti – si legge nella nota -, e titolare di una partecipazione pari al 29,5% di Fc Internazionale Milano Spa comunica che in data odierna il dott. Angelomario Moratti, il dott. Rinaldo Ghelfi e il dott. Alberto Manzonetto hanno rassegnato ciascuno a titolo individuale le proprie dimissioni dalla carica di consigliere di amministrazione della società F.C. Internazionale Milano S.P.A.. Internazionale Holding Srl comunica inoltre, che il dott. Massimo Moratti in data odierna ha rinunciato alla carica di presidente onorario di F.C Internazionale Milano Spa gentilmente offertagli da Mr Erik Thohir nel novembre dello scorso anno”.

È un fulmine a ciel sereno, che oscura la partita di Europa League e prefigura effetti dirompenti. Impossibile spiegare queste decisioni con le polemiche seguite alle dichiarazioni di Massimo Moratti su Mazzarri. Siamo dalle parti di un disimpegno definitivo, che prelude alla cessione delle quote (a chi? chi può subentrare, pagando senza contare nulla?) in un contesto finanziario già molto difficile (eufemismo), con in vista un aumento di capitale e probabili sanzioni Uefa per violazione del FFP.

Diventa plateale che l’ex proprietario non ha condiviso le nuove strategie societarie. E la presenza a Milano di Thohir impone un immediato chiarimento. Pena il collasso della società.

Werner Seelenbinder, 24 ottobre 1944

Alle Olimpiadi di Amsterdam (1928) la squadra olandese di ginnastica vince il titolo femminile a squadre. Quattro di quelle ragazze sono ebree. Helena Nordheim, insieme al marito e al figlio di dieci anni, muore nelle camera a gas di Soribor il 2 luglio 1943. Ad Auschwitz, il 17 settembre subiscono la stessa sorte Anna Polak e i due figli. Nel lager di Soribor scompare Judikeje Simons. L’unica a salvarsi è Elka De Levi.

Non la gialla “Stella di Davide” ma il triangolo rosso che identifica i militanti comunisti, sta invece sul petto di Werner Seelenbinder, morto nel campo di Brandenburg-Görden il 24 ottobre 1944.

Werner Seelenbinder francobolli

Tedesco di Stettino, nella Pomerania occidentale, Seelenbinder diventa un campione di lotta greco-romana, categoria fino a 87 chilogrammi: vince le “Olimpiadi Operaie” di Francoforte (1925), le Spartachiadi di Mosca (1928), è 2 volte bronzo agli Europei e 6 volte campione di Germania, la prima poco dopo l’ascesa al potere di Hitler. Quel giorno le finali si svolgono a Dortmund, la lotta è molto popolare in Germania, le tribune sono stracolme: al momento delle premiazioni, tutti si alzano in piedi e allungano il braccio teso, mentre l’orchestra esegue l’inno nazista. Seelenbinder non canta, le mani restano dietro alla schiena.

Viene arrestato, interrogato, rinchiuso nella Columbia-Haus, uno dei primi carceri gestiti dalla Gestapo. Alla reclusione si aggiunge una lunga squalifica sportiva: 16 mesi. Scontata la pena, ricomincia a viaggiare per l’Europa, le autorità non ritengono opportuno requisire il passaporto a un cittadino tedesco. Nel doppiofondo delle valige, Seelenbinder nasconde materiale di propaganda, documenti, valuta straniera; fino all’arresto, nel febbraio 1942, intensifica i contatti con il “Soccorso Rosso Internazionale”.

Iscritto dal 1928 al Partito comunista tedesco, non vuole mancare alle Olimpiadi di Berlino, da dove intende lanciare un gesto di sfida. Spiega agli amici che saluterà Hitler a modo suo: «Se conquisto il podio, farà bene a non presentarsi». La lotta è uno sport in cui possono essere decisivi i voti dei giudici: Seelenbinder arriva solo quarto.

Mazzarri, fammi contento: metti in campo Bonazzoli

Bisogna che ci intendiamo su cosa aspettarsi dall’Europa League.
Federico BonazzoliQuesta Inter non può fare altre brutte figure, dunque non può vivere la partita casalinga con il Saint-Etienne come un fastidio in vista di Cesena. Troppi passi falsi, troppi fischi (penso all’insulsa prestazione contro il Qarabag, ma anche a Dnipro non si vide molto di buono): c’è bisogno di riconquistare il pubblico e di consolidare l’assetto tattico, facendo i conti con gli infortuni e il necessario turn-over.

Fossi in Mazzarri, non avrei dubbi nell’inserire Federico Bonazzoli dal primo minuto, insistendo sullo schema “2 punte + 2 mezze punte”, affiancandolo a Icardi o Palacio (da far giocare 45’ a testa, così come Kovacic e Hernanes, dando spazio per l’intera partita a Guarìn).
Poi, in difesa, non pretendo che si provi la difesa a 4 – ormai ci ho rinunciato – ma insisterei su Mbaye a destra, inserendo Andreolli al posto di Vidic o Ranocchia, e magari proverei Obi sulla sua fascia, anche per non spremere Dodò. Senza dimenticare l’ipotesi di Khrin al centro della difesa (averlo riscattato, pagando un paio di milioni, e non farlo mai giocare, non è proprio un capolavoro)
A centrocampo, indisponibile Medel, facile prevedere che giochi M’Vila. Ricapitolando: Handanovic (o Carrizo); Mbaye, Campagnaro, Ranocchia, Andreolli, Obi; Guarìn, M’Vila, Hernanes; Palacio, Bonazzoli.

Quel che temo è vedere troppa prudenza. Esempio: Kuzmanovic insieme a Guarìn e Hernanes, e magari una sola punta – esperimento sempre fallito, finora -, salvo scoprire che non si è fatto un tiro in porta nella prima mezzora, e magari si è sofferto in difesa, perché i francesi non faranno altro che aspettare e ripartire. Soprattutto aspettare, visto che hanno fatto 0-0 in entrambe le partite di Europa League: se strappa il terzo 0-0, mi immagino l’umore di quei tifosi che passeranno la serata a San Siro.

Appuntamento a Liverpool [], Marco Tullio Giordana 1988 – [filmTv89] – 5

Appuntamento a Liverpool - 1988 - Marco Tullio Giordana

La ventenne Caterina ha perduto il padre. Era all’Heysel, a tifare Juventus. Venne travolto dalla folla impazzita, gli inglesi venuti da Liverpool. Tre anni dopo, il trauma non è stato assorbito, Caterina è divorata dalla rabbia. Alcuni hooligans identificati grazie ai filmati sono stati rintracciati, lei è chiamata a riconoscerli. Finge di non riuscirci, poi parte da Cremona per la città dei Beatles, ora che ha una traccia del “suo” assassino.

Isabella Ferrari parte alla caccia, si procura una pistola, individua il colpevole e comincia a pedinarlo. La nuova vita dell’attrice uscita da Sapore di mare e Chewingum è il motivo di maggior interesse del film. A sua volta reduce da film divisivi ma non privi di fascino – Maledetti vi amerò e La caduta degli angeli ribelli – Giordana stavolta sbaglia bersaglio, la sua personale indignazione va incartandosi in situazioni psicologiche troppo elementari. Ma sono molto belle le scene portuali, livide e spoglie, di una città decaduta e irriconoscibile rispetto all’Era swinging dei Fab Four.

1024, mi ricordo

Mi ricordo la presentazione di un film interrotta dagli schiamazzi di chi non voleva sapere cosa stava per vedere.

22/31 Lee Remick – Life 1960

Lee Remick - Life 1960

Brevi e pacate considerazioni in merito all’inopinato massacro perpetrato ieri sera all’Olimpico

Guardiola solleva GervinhoLa Roma è la squadra italiana che gioca il calcio più fluido e spettacolare.

La Roma è anche la squadra italiana nettamente più forte nel possesso-palla.

Il centrocampo giallorosso – Pjanic, De Rossi, Nainggolan, Keita, Florenzi, Strootman – per me vale i primi 4 d’Europa. Gli altri reparti, no. Mancano un grande attaccante e, soprattutto, un grande difensore.

Giocare senza centravanti (raramente con Mattia Destro) è possibile in Serie A, se disponi del pallone per i due terzi della partita.

Schierare tre difensori greci e Yanga-Mbiwa (dovendo rinunciare a Castan) è possibile in Serie A, dove per arrivare al tiro tutti fanno fatica e impiegano svariati secondi.

Senza centravanti e con una difesa come quella della Roma, diventa complicato se il possesso-palla è preda di avversari soverchianti sia sul piano tecnico, che agonistico. Leggi il resto dell’articolo

Ricche e famose [Rich and Famous], George Cukor 1981 – [filmTv88] – 6

Ricche e famose - George Cukor

La magia del tocco di Cukor – 82enne, qui all’ultima regia – salva una trama dalle eccessive inclinazioni al melodramma, i due personaggi ritratti a 20, 30, 40 anni abbondanti, con le stesse attrici truccate e vestite diversamente.

Fra il 1959 e l’81, si srotola il filo di un’amicizia fra donne, che resiste a tutto, nonostante l’evidente senso di inferiorità di Merry Noel (Candice Bergen) nei confronti di Liz (Jacqueline Bisset). Sposa l’uomo di cui l’altra era innamorata, diventa scrittrice perché anche l’altra lo è. I loro periodici litigi sono i momenti migliori del film: “Sono stufa di te che cerchi di vivere la tua vita attraverso la mia pelle!” – “Se avessi la tua pelle ne avrei un po’ più di cura!”… Dopo trionfi professionali e sconfitte sentimentali, le due si ritrovano davanti a un caminetto nel Connecticut, a leccarsi le ferite, brindando all’anno nuovo e all’imperitura amicizia.

Esordio cinematografico di Meg Ryan (figlia ribelle di Merry Noel), comparsate di Roger Vadim, Paul Morrissey e Ray Bradbury. Impossibile dimenticare la scena di sesso della Bisset con un giovanissimo gigolò.

House of Cards, prima serie: 12

House of Cards

Frank convince il Vicepresidente Matthews a candidarsi come Governatore della Pennsylvania, incarico che ha già ricoperto. Per farlo, spinge sulla reciproca antipatia con il Presidente Walker. Poi, fingendo di non aver parlato con Matthews, cerca di portare dalla sua parte il Presidente. Leggi il resto dell’articolo

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